Keira Knightley vieta film Disney alla figlia: è polemica

Ma è davvero giusto vietare ai bambini la visione di questi film?

Negli ultimi giorni, hanno fatto molto discutere le dichiarazioni rilasciate dalla famosa attrice Keira Knightley a proposito di alcuni modelli Disney che, secondo lei, sarebbero dannosi per l’educazione dei bambini. Ma… Andiamo in ordine!

Il parere di Keira Knightley

L’attrice, nel 2015, è diventata mamma di una bella bambina e, come qualsiasi mamma che si rispetti, ha cominciato a selezionare libri, giocattoli e film adatti a educare e non traumatizzare la piccola di tre anni. E quindi una delle domande principali è presto diventata: “quale principessa Disney potrebbe essere considerata un modello positivo per le bimbe in fase di crescita?”. Keira era ospite di Ellen DeGeneres, conduttrice di uno degli show televisivi più famosi degli Stati Uniti, nell’ambito del tour promozionale del film ‘Lo schiaccianoci e i quattro regni‘ (in Italia dal 31 ottobre). In tale ambito, l’attrice ha rivelato le proprie preferenze, svelando le ragioni che ne sono alla base. Quelli che lei ritiene virtuosi [cit.] come modelli, sarebbero: Dory (Alla ricerca di Dory), Anna ed Elsa (Frozen, Il regno di ghiaccio) e Vaiana (Oceania).

Le principesse Disney sbagliate

ariel
Ariel

Ma passiamo, invece, alle principesse che Keira Knightley ritiene non essere assolutamente un esempio da seguire per le piccole donne che ancora ne devono imparare molto sulla vita. Ebbene, si tratta di Cenerentola (Cenerentola) e Ariel (La sirenetta). Citando le sue parole: “Cenerentola va alla ricerca di un uomo ricco che la salvi e non dovrebbe farlo. Dovrebbe salvarsi da sola, ovviamente. Mentre nel caso della ‘Sirenetta’ non si dovrebbe rinunciare alla propria voce per un uomo“. Questo è ciò che ha detto e, inutile dirlo, è stata subito polemica fra il popolo del web che ha decisamente ingigantito le parole dell’attrice, generalizzandole e affermando che la Knightley avrebbe addirittura dichiarato di vietare tutti i film Disney alla sua piccola creatura. Ovviamente ciò non è stato e, da un certo punto di vista, risentendo le sue motivazioni, queste potrebbero essere condivise da molti. Tuttavia, vorrei evitare di soffermarmi sulle varie caratteristiche di Cenerentola e Ariel, sul perché sarebbero o meno un modello di vita, e considerare, piuttosto, le conseguenze di quella che è a tutti gli effetti una censura operata da tantissime neo mamme. Sì, perché Keira Knightley è solo una portavoce ma, in realtà, la sua scelta è anche quella di molte altre.

Keira Knightley al programma di Ellen Degeneres

Il punto

cernerentola
Cenerentola

Allora io mi chiedo… Che ne è di tutte quelle bambine, che ora sono donne, cresciute guardando proprio quei titoli incriminati dalle mamme degli ultimi anni? Che ne è stato di quelle povere creature che, ai loro tempi, non sapevano neanche che cosa fosse un cellulare? Sono diventate tutte delle casalinghe non soddisfatte della propria vita? Cercano tutte un uomo ricco, un uomo per cui rinunciare a una parte del proprio essere, pur di essere notate da lui? Ecco, posso affermare con abbastanza sicurezza che non sia così e, con altrettanta sicurezza, posso anche spiegare la ragione di tale miracolo. Semplicemente si tratta di bambini. I bambini sono privi di malizia, di cattiveria e assorbono solo bellezza lì dove noi poveri adulti, invece, vediamo orrore e doppi sensi. Una bambina (ma anche un bambino), se guidata correttamente nella visione di un film come ‘Cenerentola’, vedrà solo una ragazza buona, gentile, che desidera andare a un ballo e, almeno per una volta, sentirsi bella e amata da qualcuno. Una bambina, se guidata nella visione di film come ‘La Sirenetta’, si farà incantare dalla bellezza delle canzoni, dall’oceano e dalle sue creature, e imparerà che a volte per amore si arriva a fare di tutto, nel bene e nel male.

Conclusioni

Ma è proprio questo ciò che è importante! I bambini devono essere lasciati liberi di discernere il giusto dallo sbagliato secondo dei canoni che si formeranno autonomamente, crescendo nel modo più naturale e sano possibile. Non hanno bisogno di adulti che interferiscano minuto per minuto in questo loro percorso. Censurare e dire “questo non lo puoi vedere perché è negativo”, creerà nella mente di un bambino una reazione per la quale vorrà poi a tutti i costi vedere quel film perché proibito dagli adulti e, quando ci riuscirà, non vedrà altro che bruttura lì dove, una mente aperta e non condizionata, avrebbe notato ben altro. Secondo me è, invece, più giusto che un genitore si segga accanto al proprio figlio, spenga il cellulare e, dopo aver visto un qualsiasi film Disney, se ne parli apertamente, spiegando quelle parti che al piccolo non sono state molto chiare e nella maniera più imparziale possibile. Vi assicuro che poi, a distanza di qualche anno, sarà lui stesso a trarre le sue conclusioni, basate su delle considerazioni e un percorso che avrà affrontato in prima persona senza che gli siano state “imboccate” da qualcun altro.

Concludendo, se si vuole a tutti i costi censurare qualcosa perché questo ci farebbe sentire genitori più attenti, allora blocchiamo l’uso dei social o, meglio, regaliamo a nostro figlio un cellulare senza internet. Diamogli qualcosa per cui sognare e non di cui avere paura, qualcosa che, quando sarà adulto, non vedrà l’ora di condividere, a sua volta, con la prossima generazione.

Paola

 

 

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