Il segreto della lunga vita: la filosofia dell’Ikigai

Dimmi il tuo Ikigai e ti dirò... Quanto vivrai.

Qualche giorno fa, mentre mi trovavo in libreria, mi sono imbattuta in un libro dal titolo alquanto accattivante: “IKIGAI, il metodo giapponese. Trovare il senso della vita per essere felici”, di Bettina Lemke. Parliamoci onestamente, noi esseri umani siamo alla perenne ricerca della felicità (che poi, cosa sia esattamente, nessuno lo sa, ma tutti la vogliono) e cosa potrebbe dunque attrarci di più se non un libro che prometta di farcela trovare?

il metodo giapponese
Ikigai, il metodo giapponese (Giunti)

Beh il libro alla fine non l’ho comprato, ma sono andata a cercare il significato della parola giapponese che troneggiava al centro della copertina: Ikigai.

Cosa significa Ikigai

Ikigai (生き甲斐) è una parola giapponese che, a volerla tradurre in italiano, va scomposta in “iki”, ovvero vita, esistenza, e “gai” cioè scopo, ragione, qualcosa per cui vale la pena. Il significato di ikigai è di conseguenza qualcosa di simile a “ragion d’essere”, ma trovo che questa traduzione sia limitante e che non renda la dovuta importanza di quella che, a tutti gli effetti, è una vera e propria filosofia di vita tutta orientale.

Lasciando da parte l’ironia della situazione, in cui la patria della filosofia della felicità è anche lo Stato col più alto tasso di suicidi dovuti allo stress da lavoro al mondo, il Giappone appunto, dobbiamo subito dire che le origini di questa filosofia sono lontane nel tempo e vedono gli albori nella remota isola giapponese di Okinawa, i cui abitanti di età fin oltre i 100 anni, pare abbiano trovato il modo di trasformare il dovere, in piacere, e vivere così una lunga vita felice.

Sebbene fino ad ora possa sembrare che io cerchi di convincervi di quanto il mio nuovo Folletto 2.0 ultra mega deluxe sia meglio della vostra attuale aspirapolvere, oggi vorrei essere il vostro Alberto Angela, quindi fatemi calare nella parte e sono subito da voi. Ed eccomi a voi miei cari, pronta per narrarvi il segreto della felicità!

Ma cos’ è questo Ikigai?

E come possiamo trovarlo? Nulla di più facile dicono i giapponesi, rispondendo a queste 4 semplici domande: “cosa amo?“, “in cosa sono bravo?“,  “di cosa ha bisogno il mondo?“, ed infine “per cosa posso essere pagato?“.

schema ikigai
Uno schema facile, facile per comprendere l’Ikigai

Oppure, se vi siete arenati alla domanda numero quattro, cercando di decidervi se potreste essere pagati per battere il record di mangiatori di torte o per contare pecore, potreste sempre seguire il metodo di Dan Beuttner.

Dan Buettner, autore statunitense di “Blue Zone: Lessons on Living Longer from the People Who’ve Lived the Longest”, crede che ci sia un collegamento tra l’alto tasso di longevità degli abitanti dell’isola giapponese con la pratica dell’Ikigai. Lo scrittore infatti, dopo aver girato il mondo esplorando le peculiarità delle comunità più longeve del mondo, che definisce appunto “zone blu”, ha affermato che “in tutte e quattro le zone blu del mondo, come la Sardegna e la penisola di Nicoya, lo stesso concetto esiste tra le persone che vivono una lunga vita” (ammetto che sarei curiosa di sapere come la chiamano, in Sardegna, questa filosofia di vita).

Il segreto di una lunga vita

Per una vita più lunga e più felice Buettner ci propone allora un metodo per trovare il nostro ikigai: fare tre liste, una in cui si espongono i nostri valori, un’altra in cui si scrivono le cose che ci piacciono fare e la terza in cui si elencano le cose in cui siamo bravi. L’elemento comune delle tre liste sarà il nostro ikigai.

L’ Ikigai può variare poi nel corso della nostra vita, per cui se adesso può essere il lavoro o la scuola (AHAHAHAH), in età di pensionamento potrà facilmente cambiare (ricordatevi che le bocce sono uno sport crudele e la competizione è feroce).

Quindi, se chi ben comincia è a metà dell’opera, prendete carta e penna, spremetevi le meningi e dopo aver trovato il vostro ikigai mettetelo in pratica, alzandovi al mattino tenendo ben a mente ciò che vi rende felici, per non farvi mai sovrastare dalla quotidianità. E se non doveste riuscire nemmeno così a trovare la vostra felicità, ricordatevi che la felicità non ve la può spiegare nessuno, perchè essa è un modo di vedere le cose, e solo voi potete decidere il colore del vostro mondo.

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