Humor e Varie

Top 5 convinzioni sbagliate degli Otaku

Un piccolo male sociale che prende sempre più piede

Oggi affronteremo un viaggio molto speciale. Un viaggio attraverso le sbagliate convinzioni che contraddistinguono gli Otaku italiani.

Otaku – per chi non lo sapesse – è un termine giapponese che sta ad indicare quegli individui dediti a una particolare attività, a un hobby o a un interesse.

Essi non sono diversi dai fanatici delle serie TV, dei programmi spazzatura stile Grande Fratello, C’è posta per te e Temptation Island; Quei programmi che insomma sfruttano persone disagiate e casi umani per far audience.

Sono simili ai fanatici sportivi, a quelli che insomma seguono ciecamente una squadra di calcio e si tatuano il simbolo o la faccia di un giocatore per passione.

Eppure questi Otaku sono completamente diversi da quest’ultimi. Ma per il semplice motivo che in Italia, sono numericamente meno cospicui e quindi, vengono considerati “disagiati” proprio perché – per la legge dei grandi numeri – rappresentano una minoranza.

Perché parlare degli Otaku, quindi? Un po’ perchè gli Otaku ed i Weeaboo italiani li sopporto sempre meno, un po’ per mostrare cinque convinzioni sbagliate di cui fanno gran vanto.

ESSERE OTAKU E’ UN PREGIO

Quando ero bambino io, piccolo ed indifeso (strano a dirlo ora, eh?) venivo pestato dai ragazzi più grandi perché disegnavo, nel mio tempo libero, i personaggi di un fumetto giapponese al tempo ancora sconosciuto: Dragon Ball.stanza otaku

Oggi invece, in un ambiente “nerd”, non poter leggere l’ultimo “”””””capolavoro””””” è considerato sinonimo di grande ignoranza.

Riempiendosi la bocca di termini e titoli puramente giapponeggianti, si fanno vanto delle conoscenze che dicono di avere per mostrarsi degni del titolo di Otaku.

Non importa se in Giappone essere Otaku è quasi un’offesa. Ne tantomeno importa se parlano, offendono e giudicano gli altri esattamente come farebbe qualsiasi fanatico.

Si sentono diversi, sono diversi e devono assolutamente vantarsi della cosa. Avere una passione ed un Hobby è sempre una cosa bella, ma doverla ostentare e farsi vanto di conoscenze che non si possiede (dato che nomi come Osamu Tezuka, Taniguchi o Go Nagai sono a loro ignoti) non è il caso.

MI PIACE? ALLORA E’ UN CAPOLAVORO

Una delle false e più strane convinzioni che hanno gli Otaku è considerare un capolavoro tutto ciò che leggono al momento.

otakuNon importa se l’opera parla di robot in versione lolita, se vengono umanizzate e sessualizzate navi da guerra o che si parla di stupri di ragazzine ad opera di goblin. Se gli piace, è un capolavoro.

Questa convinzione nasce dalla carenza di convinzioni dell’Otaku medio. L’Otaku medio infatti è passivo, privo di una qualunque idea personale e sviluppa una “coscienza di gruppo” che fomenta grazie alle potenzialità di Internet.

Non avrà mai un suo personale parere, perché è troppo difficile svilupparlo. Per fortuna, in questi casi subentra una figura sciamanica che, osannando un personaggio o una determinata storia con post o articoli, regala agli Otaku più emarginati un qualcosa in cui credere e che gli permette di sopravvivere fino al prossimo capolavoro.

Infatti un qualcosa è un capolavoro fin quando non finisce.

L’Otaku sviluppa un rapporto simbiotico con le opere al quale si attacca, spolpando ogni conoscenza da esse derivanti. Come un parassita succhia via quello che può finché non trova un ospite migliore.

Sono pochissimi i cartoni animati giapponesi che resistono nel corso degli anni e a volte, la produzione è costretta a strumentalizzare, squartare e stuprare intellettualmente la propria opera per saziare la voracità degli Otaku.

Maestri in questo erano la Gainx e Hideki Anno, che per salvarsi dalle minacce di morte dei fan di Neon Genesis Evangelion hanno continuato ad alimentare la fame degli esponenti più parassitari offrendo:

  • Un primo film finale
  • Un secondo film finale
  • Il fumetto (o Manga, se no si offendono)
  • Videogiochi
  • Altri film fatti malissimo
  • E Shin Godzilla

Se volete creare un’opera che vi frutterà molti soldi, pensate di renderla abbastanza succosa per gli Otaku, negli anni a venire.

IL TEMPO, CON LORO, E’ DAVVERO RELATIVO

Qui ci soffermiamo dicendo solo due cose, non voglio sprecarci troppo tempo. Uno dei poteri che contraddistingue l’Otaku Medio è quello di riplasmare le leggi dello spazio/tempo a suo piacimento.

Forse non sapete che lo stesso Albert Einstein sviluppò la sua teoria della relatività del tempo proprio dopo aver parlato con un Otaku.

Questa distorsione nasce dalla formula di C = A*(I)^3

Dove la Convinzione = Amore per un’opera per Ignoranza^3

Per intenderci: più un Otaku ama qualcosa, più la sua ignoranza – nel senso che ignora! – alimenterà false convinzioni in grado di distorcere il tempo.

Mi piace Neon Genesis Evangelion? Allora Go Nagai, 22 anni prima, lo avrà plagiato.

Amo Sword Art On-line per la sua incredibile innovazione? Pare che ci siamo dimenticati di .Hack.

Adoro vedere Goblin che stuprano ragazzine? Avete dei problemi … Davvero, ma almeno non dite che è il primo fantasy cupo e violento, i lettori di Berserk si potrebbero offendere. E comunque Goblin Slayer è molto brutto e sopravvalutato.

L’Otaku ha, dunque, la convinzione che l’anime o manga che adorerà in un determinato periodo della sua vita, sarà sempre innovativo e precursore del suo tempo. Non considererà mai le opere che sono venute prime e spesso, lo fa con altre opere che ama.

Queste distorsioni temporali, a volte, non sfociano solo nell’ignorare serie o artisti che sono stati davvero precursori – perché se non avete mai visto nulla, tutto vi sembrerà bello – ma a volte favoriscono all’Otaku l’abilità di distorcere il tempo attorno a loro.

Qui, l’Otaku riesce a guardare intere serie in un unico giorno, anche se non sembra fisicamente possibile, ma questo potere andrà perso con l’aumento dell’età!

IL LORO MONDO DI FANTASIA SI MANIFESTERA’ NEL REALE

Uno dei grossi problemi che l’Otaku Medio possiede, è l’odio verso la società moderna. Ed anche per questo adorano i cartoni animati in cui degli sfigati si ritrovano in un universo fantasy e guardacaso, sembrano gli unici individui per cui gli esponenti del genere femminile (e vergini) vogliano farsi deflorare.

Non c’è niente di male a criticare la società, soprattutto quando sbaglia, ma loro non si limitano a criticare il mondo che li circonda e cercano di cambiarlo cambiando loro stessi.

Un’ottima idea, infatti, un vecchio proverbio cinese afferma: mi credevo saggio e volevo cambiare il mondo, ho trovato l’illumanzione ed ho cambiato me stesso …

… Ma viene applicata malissimo.

Il modo in cui cambiano se stessi è conformandosi al personaggio che adorano. Iniziano a dire e fare quello che dice e fa lui, nella speranza di eguagliarlo. Cambiano idee politiche, religioni e tal volta la visione del mondo stesso solo per assomigliare al personaggio che vorrebbero essere.

Qui nascono le “reference” ovvero le citazioni, i riferimenti, movenze e frasi che vengono ripetute all’ossessione senza un minimo scopo.

goblin slayerSpesso questo inseguimento della società animata idealistica porta molti Otaku maschi ad inseguire modelli di donne che non esistono – sui campioni di Otaku femmine studiate, non c’è stato un così forte riscontro, neanche tra le lettrici di Yaoi e Shojo – e si incomincia a cercare una ragazza che rispecchia la Waifu di cui ci si invaghisce nell’anime di turno.

Per chi non lo sapesse, Waifu deriva dalla parola inglese Wife (moglie), ma rappresenta un’ideale di donna (donna si fa per dire, solitamente sono minorenni) difficile da trovare nella realtà.

Una Waifu ideale ha più elementi tra quelli caratteristi tra le “best girl” dell’anime che guardano tra cui: occhiali da secchiona, canini, orecchie a punta, code di cavallo, codine, trecce, vere CODE, capelli strani, tette enormi, tette piccole, niente tette, parigine, o attualmente il più in voga fra tutte -> un PENE.

IL GIAPPONE E’ UN BEL POSTO IN CUI VIVERE

La credenza più forte – e allo stesso tempo più errata – di un Otaku è che il Giappone sia un bel posto in cui vivere perché così è descritto negli anime e nei manga.

In realtà, manga ed anime sono quasi sempre rappresentazioni distopiche della società giapponese ed in pochi rappresentano realisticamente il Giappone.

Come ogni nazione, anche il Giappone ha pregi e difetti, ma basare la conoscenza di un popolo e di una società su cartoni animati e fogli disegnati, beh, è molto triste.

Anche perché come voi Weeaboo vivete all’orientale in Italia, sperando un giorno di trasferirvi in Giappone e passare la vita a guardare cartoni animati, i ragazzi giapponesi guardano con gli stessi occhi sognanti l’occidente dove sperano di trasferirsi per fare fortuna ed abbandonare una società seria e conservatrice che opprime il loro estro creativo.

giapponeIn verità, il Giappone non è molto diverso dall’Italia, anche li si possono stuprare donne senza incorrere in denunce – anche se in Italia o sei italiano o sei colpevole – girano bande di ragazzini pronti a far danni, derubare i più grandi e vandalizzare scuole, si imbroglia sui test universitari – solo che in Italia se sei raccomandato non importa se sei maschio o femmina, in Giappone si – e la percentuale di suicidi tra i giovani è più alta che da noi… Da noi emigrano, non si ammazzano.

Anche se persino io, ammetto di invidiare una cosa a proposito del Giappone.

Nel paese del sol levante non ci sono Otaku che affermano che Fumetti, Manga e Comics siano 3 cose diverse e separate e quindi non esistono professori che quando si parla di fumetti giapponesi esordisce fiero della sua ignoranza urlandoti contro “manga e fumetti sono due cose diverse”.

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