Humor e Varie

Top 5 convinzioni sbagliate degli Otaku non-Otaku

(Attenzione, questo è un articolo auto-ironico!) - Un piccolo male sociale che prende sempre più piede

Oggi affronteremo un viaggio molto speciale. Un viaggio (auto-ironico) attraverso le sbagliate convinzioni che contraddistinguono gli Otaku italiani.

Otaku – per chi non lo sapesse – è un termine giapponese che sta ad indicare quegli individui dediti a una particolare attività, a un hobby o a un interesse.

Sotto certi versi sono simili ai tifosi, a quelli che seguono e sostengono con ardore una squadra o un atleta in particolare. E non sono neanche troppo diversi dai fan delle serie tv.

Eppure, allo stesso modo, questi Otaku sono completamente diversi da ultras e grandi masse di appassionati. Ma per il semplice motivo che in Italia, sono numericamente meno cospicui e quindi, vengono ingiustamente considerati “disagiati” proprio perché – per la legge dei grandi numeri – rappresentano una minoranza.

Perché parlare degli Otaku, quindi? Un po’ perché io stesso sono un Otaku e non avallo l’appropriazione illecita dello status Otaku da parte di chi in realtà sta usando questo solo come un pretesto per cavalcare l’onda della moda e del differenziarsi dagli altri.

Ecco quindi 5 convinzioni sbagliate che i wannabe Otaku, dovrebbero tenere in considerazione prima di inficiare questo fenomeno culturale. Respiro profondo Otaku, cominciamo!

ESSERE OTAKU E’ UN PREGIO

Quando ero bambino io, piccolo ed indifeso (strano a dirlo ora, a un metro e 90 di differenza, eh?) venivo pestato dai ragazzi più grandi perché disegnavo, nel mio tempo libero, i personaggi di un fumetto giapponese al tempo ancora sconosciuto: Dragon Ball.stanza otaku

Oggi invece, in un ambiente “nerd”, non poter leggere l’ultima uscita è considerato sinonimo di grande ignoranza.

Riempiendosi la bocca di termini e titoli puramente giapponeggianti, si fanno vanto delle conoscenze che dicono di avere per mostrarsi degni del titolo di Otaku.

Non importa se in Giappone essere Otaku è quasi un’offesa. Ne tantomeno importa se parlano, offendono e giudicano gli altri esattamente come farebbe qualsiasi fanatico.

Si sentono diversi, sono diversi e devono assolutamente vantarsi della cosaAvere una passione ed un Hobby è sempre una cosa bella, ma doverla ostentare e farsi vanto di conoscenze dell’ambito, non è mai opportuno.

MI PIACE? ALLORA E’ UN CAPOLAVORO

Una delle false e più strane convinzioni che hanno gli Otaku non-Otaku, è considerare un capolavoro tutto ciò che leggono al momento.

otaku

Non gli importa del parere degli altri; non tutti e persino degli Otaku di vecchia data, potrebbero non gradire alcuni elementi della narrativa manga giapponese. Robot in versione lolita, goblin stupratori e altre opinabili caratteristiche che queste opere talvolta contengono, sono soggette a gusti assolutamente personali. Possono piacere oppure no; eppure le divergenze di pareri non sono ben viste dai non-Otaku.

Sembra che questi non-Otaku sviluppino una “coscienza di gruppo”, all’interno della quale non si può argomentare diversamente dallo standard impostato dal branco.

Fratelli Otaku, cercate di aprire un confronto costruttivo con questi esemplari!

IL TEMPO RELATIVO

Qui ci soffermiamo dicendo solo due cose; no dei poteri che contraddistingue il non-Otaku è quello di riplasmare le leggi dello spazio/tempo a suo piacimento.

Per intenderci: più un non-Otaku ama un’opera, più alimenterà false convinzioni in grado di distorcere il tempo, pur di sostenere questa fede.

Mi piace Neon Genesis Evangelion? Allora Go Nagai, 22 anni prima, lo avrà plagiato.

Amo Sword Art On-line? Per i non-Otaku, .Hack non è mai esistito.

Adoro vedere Goblin che fanno a pezzi qualsiasi cosa si muova? E’ il manga più violento della storia. Così, su questo ultimo punto, i fan di Berserk hanno modo di capire cosa si prova quando ci si confronta con i non Otaku.

Questa tipologia di appassionato, dunque, nutre la convinzione che l’anime o manga che adorerà in un determinato periodo della sua vita, sarà sempre innovativo e precursore del suo tempo.

Queste distorsioni temporali, a volte, non sfociano solo nell’ignorare serie o artisti che sono stati davvero precursori – perché se non hanno mai visto nulla, tutto sembrerà bello – ma a volte favoriscono al non-Otaku l’abilità di distorcere il tempo e lo spazio.

IL MONDO DI FANTASIA, PER I NON-OTAKU, SI MANIFESTA NEL REALE

Uno dei grossi problemi che il non-Otaku possiede, è l’odio verso la società moderna. Ed anche per questo adorano i cartoni animati in cui degli sfigati si ritrovano in un universo fantasy e guardacaso, sembrano gli unici individui per cui gli esponenti del genere femminile (e vergini) vogliano farsi deflorare.

Non c’è niente di male a criticare la società, soprattutto negli aspetti più controversi, ma loro non si limitano a giudicare il mondo che li circonda e cercano di cambiarlo, cambiando loro stessi.

Il modo in cui cambiano se stessi è conformandosi al personaggio che adorano. Iniziano a dire e fare quello che dice e fa lui, nella speranza di eguagliarlo. Cambiano idee politiche, religioni e talvolta la visione del mondo stesso solo per assomigliare al personaggio che vorrebbero essere.

Qui nascono le “reference” ovvero le citazioni, i riferimenti, movenze e frasi che vengono ripetute all’ossessione senza un minimo scopo.

goblin slayerSpesso questo inseguimento della società animata idealistica porta molti non-Otaku maschi ad inseguire modelli di donne che non esistono – sui campioni di Otaku femmine studiate, non c’è stato un così forte riscontro, neanche tra le lettrici di Yaoi e Shojo e fujoshi – e si incomincia a cercare una ragazza che rispecchia la Waifu di cui ci si invaghisce nell’anime di turno.

Per chi non lo sapesse, Waifu deriva dalla parola inglese Wife (moglie), ma rappresenta un’ideale di donna (donna si fa per dire, solitamente sono minorenni) difficile da trovare nella realtà.

Una Waifu ideale ha più elementi tra quelli caratteristi tra le “best girl” dell’anime che guardano tra cui: occhiali da secchiona, canini, orecchie a punta, code di cavallo, codine, trecce, vere CODE, capelli strani, tette enormi, tette piccole, niente tette, parigine, o attualmente il più in voga fra tutte -> un PENE.

IL GIAPPONE E’ UN BEL POSTO IN CUI VIVERE

La credenza più forte – e allo stesso tempo più errata – di un non-Otaku è che il Giappone sia un bel posto in cui vivere perché così è descritto negli anime e nei manga.

In realtà, manga ed anime sono quasi sempre rappresentazioni distopiche della società giapponese ed in pochi abbiamo una rappresentazione realistica del Giappone.

Come ogni nazione, anche il Giappone ha pregi e difetti, ma basare la conoscenza di un popolo e di una società su opere fittizie, beh, non è consigliabile.

Anche perché per ogni non-Otaku che desidera di vivere in Giappone per il resto della vita, esiste un giapponese che vorrebbe trasferirsi in Italia per fare fortuna e abbandonare una società conservatrice come la loro.

giapponeC’è da dire comunque, che nel paese del Sol Levante non ci sono non-Otaku. Forse, è davvero il miglior posto per ogni degno portatore di questo titolo.

9 Commenti

  1. hai sparato parecchie minchiate, ma alcune anche vere, comunque non tutti gli “otaku” occidentali sono come li descrivi, esistono otaku ragionevoli che sanno perfettamente che gli anime sono cartoni animati e che i manga sono fumetti.

  2. che dire, non si giudica a prima vista e sono sicuro che tu non hai fatto così, poi ci sono anche persone che non sono otaku come me che però hanno sviluppato una grande passione per i manga

  3. Il vostro parere è prezioso perché ci da l’opportunità di graditissimi feedback che usiamo per migliorarci e ottimizzare i nostri contenuti. Abbiamo accolto volentieri le vostre opinioni e abbiamo di conseguenza corretto alcune imparzialità nel testo. Sperando di aver fatto cosa gradita, vi invito a inviarci un vostro contributo personale, un articolo sul tema discusso qui, nei commenti, o via email all’indirizzo redazione@ilbosone.com
    Attendo vostre :D

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