Disastro ambientale in Corsica: due navi collidono in mare

Alto il rischio d'inquinamento ambientale

Una grave collisione tra due navi cargo, al largo dell’isola Corsica, ha fatto scattare l’allarme di disastro ambientale da parte dell’Ispra. La causa della preoccupazione è il riversamento di centinaia di metri cubi di carburante in mare aperto. Il rischio maggiore si è ormai concretizzato: siamo di fronte a un caso di inquinamento ambientale.

Succede giorno 8 Ottobre, tra Capraia e Corsica, dove un cargo tunisino, l’Ulysse Ctn – che trasportava camion e auto – e un trasportatore di container, la Cls Virginia, si sono scontrare causando la fuori uscita di 600 m^3 di fuil oil (olio carburante). 

Subito partito l’intervento sotto il coordinamento delle autorità francesi e in applicazione del piano d’intervento RamogePol – tra Francia, Italia e Principato di Monaco per la lotta contro gli inquinamenti marini accidentali nel Mediterraneo – per il contenimento degli idrocarburi.

La macchia nera si è infatti estesa per 20 Km nella zona del “Santuario internazionale dei Cetacei” – dove si avvistano ogni anno delfini, balenottere comuni e capodogli – e si muove lungo la corrente in direzione Nord-Ovest di Capo Corso.

Gli aiuti per evitare un disastro ambientale

Immediata è la stata la mobilitazione della Guardia Costiera Italiana su direttiva del ministro dell’Ambiente, disponendo sul luogo dell’incidente navi di soccorso e un velivolo Atr42 per il monitoraggio della chiazza nera.

Le navi sono state inviate da Livorno, Genova e Olbia. Come primo intervento vi è il contenimento degli idrocarburi riversati in mare e la bonifica delle acque. 

disastro ambientale corsica
La scia di carburante rilasciata dall’impatto tra le due navi al largo della Corsica. Si lavora per evitare il disastro ambientale. L’immagine è stata scattata dal satellite Sentinel1, la fonte è Meteoweb

La preoccupazione più grande di Greenpeace è che le particelle di olio possano inglobare goccioline di acqua (fino all’80% del loro peso) e finire sotto la superficie del mare, compromettendo irrimediabilmente la vita delle specie animali e vegetali.

A questo si aggiunge il distacco delle due navi che potrebbe causare importanti sversamenti degli idrocarburi del portacontainer, i quali contengono elevati quantitativi di sostanze tossiche e cancerogene.

Le parole del direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì:

Le nostre preoccupazioni si sono avverate. E’ importante introdurre norme precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario dei Cetacei, una scelta non più rinviabile.

Ciò che sconvolge il direttore Gianni è come sia possibile che succedano cose del genere – in un punto così importante e delicato per l’ecosistema – con navi dotate di ottime tecnologie e in condizioni meteorologiche ottimali.

Anche Lemma partecipa all’azione di salvaguardia dell’ambiente

Considerevole è anche il supporto da parte di Consorzio Lemma che monitora e aggiorna costantemente il meteo, collaborando con la Capitaneria di Porto di Livorno. La paura è che le condizioni meteorologiche possano peggiorare e impedire così i tentativi per contenere il disastro ambientale.

Nel frattempo continua la corsa per il contenimento della macchia nera e la salvaguardia dell’ambiente marino che rischia di essere fortemente contaminato alterando l’intero ecosistema del triangolo paradisiaco dei cetacei.

Ci auguriamo che tutto ciò si risolva nel minor tempo possibile e che possa avere – se non positivo – quanto meno un impatto minore sull’ambiente che oggi è messo fortemente alla prova e fa fatica a sopravvivere.

 

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