Viaggi nel Tempo: la cronostoria cinematografica del genere

Il paradosso dei paradossi, l'evoluzione della storia d'amore tra Cinema e Viaggi nel tempo

Ci avete mai pensato? Il Cinema – tra le varie forme d’arte – è la cosa più vicina, funzionalmente parlando, ai viaggi nel tempo. Nell’antro oscuro di una sala cinematografica, lo spettatore può (figurativamente) essere teletrasportato verso un remoto passato o in un mirabolante futuro. Ma il paradosso sta proprio nel guardare film degli anni 30 e del 40 dove vediamo i volti di attori che oggi, con molta probabilità, non esistono più.

Arrivo treno la ciotat
L’arrivo del Treno alla stazione de La ciotat

E’ per questo che vi offriamo un affascinante viaggio attraverso la cronostoria cinematografica del Viaggio nel Tempo, un tuffo nel passato che ci consente di vivere sterminate epoche, sia del futuro e sia dell’antichità. Del resto, parlando di paradossi, Cinema e Viaggi nel tempo si incontrano nello stesso periodo storico, sviluppando quella che a nostro modo di vedere è, a tutti gli effetti, una grande storia d’amore.

Il viaggio nel tempo divenne popolare – come espediente letterario – con il romanzo di Horson G Welles, The Time Machine. Il libro fu pubblicato nel 1895, lo stesso anno in cui i fratelli Lumiére proiettarono “L’Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat“, uno dei primi filmati realizzati con lo scopo di presentare un dispositivo rivoluzionario: il cinématographe.

Quindi, possiamo tranquillamente affermare che il cinema e i viaggi nel tempo, entrarono nel collettivo culturale nel medesimo periodo storico. E nonostante il tema fosse strettamente correlato al genere fantascientifico, ben presto, i viaggi nel tempo approntarono una varietà di categorie (e sottocategorie) che ancora oggi, i cineasti di tutto il mondo, hanno difficoltà a catalogare. In questo articolo, cercheremo di ordinare le fasi cronologiche e di definire l’evoluzione di questo fenomeno cine-letterario, citando le opere più importanti in cui si fa utilizzo del “viaggio nel tempo” come espediente narrativo.

Le origini

Il primo incontro tra Viaggi nel tempo e Cinema, è datato all’anno 1921 con l’adattamento di “Un americano alla corte di Re Artù”, una storia scritta da niente poco meno che Mark Twain. Attualmente, solo 3 di 8 pellicole originali sono sopravvissute alle intemperie del tempo. Il film parla di un americano che sogna di essere trasportato indietro nel tempo, all’epoca di Re Artù, dove con l’ausilio delle sue conoscenze moderne, può aiutare il regnante a sbarazzarsi dei suoi nemici.

Il successo di quest’opera muta, suggerì agli artisti dell’epoca che fosse necessario un remake con sonoro nel 1931 e un musical con la partecipazione di Bing Crosby nel 1949. Un Americano alla corte di Re Artù impostò le basi per altre produzioni a tema dell’era in cui, di solito, il protagonista è catapultato nel passato, contro sua volontà, dove si imbatte in diverse avventure e finendo con l’innamorarsi di una bellissima donna. Esempi di questo genere sono i film “I’ll Never Forget You” del 1951 e “Berkeley Square” (1933) dove in entrambi, l’eroe principale si ritrova nel 18esimo secolo.

un americano alla corte di re Artù 1931
Clip dal remake con sonoro del 1931 di Un Americano Alla Corte di Re Artù

L’impatto di questi film fu chiaro sin da subito; il pubblico del tempo era allietato dall’immedesimarsi in un personaggio contemporaneo alle prese con un background evasivo. Il modello divenne molto popolare al punto da diventare un espediente, per i produttori, per realizzare film che non avessero trame particolarmente elaborate. Questi primi esperimenti però, erano fermamente ancorati a una fiction che non aveva ancora incontrato il genere fantascientifico. Dal 1950 in poi, infatti, i film che parlavano di viaggi nel tempo sarebbero mutati completamente, se non rivoluzionati.

Lo sviluppo di nuove idee

Nei primi anni 60, uno dei film più significativi sui viaggi nel tempo fu l’adattamento di “The Time Machine” – il romanzo che diede origine a tutto – a cura del regista George Pal.

La pellicola risultò molto fedele ai contenuti della storia originale; di ambientazione vittoriana, questo film parla di un inventore britannico (chiamato HG Welles in omaggio all’autore del romanzo) che viaggia nel futuro fino ad arrivare all’anno 802,701 dove i discendenti della razza umana sono braccati dai sotterranei Morlocks.

La Storia di The time Machine, in un certo senso, era molto avanti rispetti ai tempi che correvano; un egregio utilizzo di fotografia in time-lapse, combinata alle animazioni in stop-motion per riprodurre in breve tempo la fioritura dei boccioli, le candele che si sciolgono e il Sole che attraversa il cielo, procurarono a questo film un Oscar per gli effetti visivi.

the time machine
The Time Machine conta anche su un remake recente. Risale al 2002

Con questo esempio, assistiamo per la prima volta alla realizzazione del potenziale visivo raggiungibile dai film con a tema il viaggio nel tempo – nel modo in cui il media cinematografico può fare. Ma cosa più importante, il film di Pal riportò in auge il romanzo per fornire un inquietante commentario sociale, dato che Wells (il protagonista), mentre si trova nel futuro, è testimone di un olocausto nucleare. Nel film, la catastrofe è datata 1966, a soli 6 anni dal suo rilascio nelle sale; fu il primo utilizzo del viaggio nel tempo come espediente per dire qualcosa sul presente che in questo caso era la paura dell’annientamento nucleare al culmine della Guerra Fredda.

Un concetto simile è espresso dal meno popolare La Jetee (1962), un cortometraggio sperimentale francese. Nei 28 minuti di questa pellicola assistiamo alle vicende di un abitante di una Parigi post-apocalittica che viene scelto per essere mandato indietro nel tempo e con la speranza di impedire la Terza Guerra Mondiale. Quest’opera giocherà un ruolo fondamentale nell’ispirazione per la trama di Twelve Monkeys, un film anni 90 di Terry Gilliam e con la partecipazione di Bruce Willis che ancora oggi, rimane una delle più significative rappresentazioni del viaggio nel tempo del cinema mondiale.

L’esplosione dei viaggi nel tempo

the terminator 2
Clip da Terminator 2, sequel di The Terminator

Gli anni 70 furono un momentaneo periodo buio per i viaggi nel tempo; basti pensare che Wikipedia segnala solo 7 titoli per la decade intera e due di essi sono sequel dell’originale “Il Pianeta delle Scimmie”, in cui il viaggio nel tempo ha un ruolo ausiliario e non principale.

Ma nel 1980, assistiamo a una vera esplosione di popolarità per l’intero genere. Molti titoli dell’epoca sono famosi ancora oggi e tutto ciò è da attribuire al grande successo del 1984 di The Terminator.

L’iconico personaggio di Terminatro è ciò che ha lanciato le carriere di James Cameron e Arnold Schwarzenegger che, detto così, potrebbe sembrare sia una cosa buona che cattiva. Eppure, la trama di questo film – un robot del futuro mandato indietro per uccidere la futura madre di un leader di resistenza – ci ha dimostrato che non è necessario che il protagonista debba viaggiare, quando è l’antagonista di un prossimo futuro che approda nel presente. The Terminator è considerata la causa (ma non l’effetto) del consenso generale perché spiana la strada a uno dei più grandi film e franchise del decennio sui viaggi nel tempo. Il Robot del futuro, infatti, esce nelle sale giusto pochi mesi prima che l‘icona definitiva dei viaggi nel tempo fosse rilasciata: stiamo parlando dell’immortale Ritorno al futuro.

ritorno al futuro
Una Clip da Ritorno Al Futuro

Robert Zemeckis e Bob Gale sfruttano il potenziale comico del genere inviando un adolescente degli 80 indietro nel 1955 – ovviamente, attraverso una DeLorean ammaccata – dove attira l’amicizia di niente poco meno che suo padre e l’attenzione sentimentale di… Sua madre. E’ lo scontro culturale tra due generazioni: un gap di 30 anni, anziché di centinaia, basta a rendere frizzante e coinvolgente tutto lo sviluppo narrativo. Il viaggio nel tempo di Marty McFly è “abbastanza lontano” per essere alieno ma abbastanza vicino per essere riconoscibile.

E nonostante sia saldamente radicato nella cultura degli anni ’80, è impossibile percepire questo film come datato siccome abbraccia così bene l’atmosfera del decennio che sembra un tributo dell’epoca piuttosto che una rappresentazione del presente, di quei tempi. L’attrattiva di vedere Marty McFly interagire con tutti gli stereotipi degli anni ’50, vedere suo padre vittima di bullismo o la sua stessa madre che cerca di flirtare con lui, ha trasformato Ritorno al futuro in uno dei film di maggior successo degli anni ’80.

viaggi nel tempo info
Una comoda infografica per osservare l’evoluzione cinematografica dei Viaggi nel Tempo

Il Presente

Dopo che il viaggio nel tempo si è consolidato come espediente popolare nel cinema mainstream degli anni ’80, i film dei successivi decenni aprirono la porta all’esplorazione di ulteriori modi per rappresentare il tema. Il film Twelve Monkeys, menzionato in precedenza, attinge la sua idea da un viaggiatore del tempo che torna indietro per avvertirci di un disastro e alla fine, viene scambiato per un folle.

midnight in paris
Clip da Midnight in Paris

Il viaggio nel tempo viene gradualmente sempre più utilizzato nel cinema moderno – dai Thriller come Source Code ed Edge of Tomorrow, in cui si usa il concetto dei “time loops”, ovvero delle finestre temporali in cui il protagonista è intrappolato in un circolo vizioso che lo costringe a vivere lo stesso periodo temporale in ripetizione. Abbiamo anche blockbuster come X-Men: Giorni di un futuro passato e persino Woody Allen si aggiudica un Oscar con il suo Midnight in Paris.

Recentemente, Christopher Nolan ha presentato quella che forse è la rappresentazione più realistica del viaggio nel tempo (per lo meno attribuisce una prospettiva scientifica) con il film “Interstellar“. Usando concetti concreti di dilatazione del tempo gravitazionale, il film vede i suoi personaggi sperimentare il tempo a velocità diverse, a seconda della loro posizione relativa rispetto a un buco nero.

Interstellar
Clip da Interstellar

Conclusioni

Solo nel 2014, il palinsesto statunitense si è valso di ben 6 titoli mainstream a tema. Il tempo per i viaggi nel tempo, per essere considerato un genere a sé, è giunto.

I viaggi nel tempo hanno dato prova di poter provvedere a idee narrative che catturano l’audience e possono adattarsi benissimo sia a sfumature drammatiche che comiche con uguale successo.

Esiste qualcosa di genuinamente magico nella semplice idea di poter viaggiare in un altro punto del tempo. Quel qualcosa, cattura l’attenzione e l’immaginazione dei cineasti e dei semplici spettatori da più di 100 anni e ancora non si scorgono limiti per il potenziale di questa storia d’amore!

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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