The Innocents, non proprio la classica storia romantica

La recensione della nuova serie tv paranormale targata Netflix

Quale sarebbe la prima cosa che vi verrebbe in mente di dire se, dopo una notte bollente con la vostra bellissima fidanzata scandinava, vi svegliaste con un barbuto uomo di mezza età nel vostro letto? 

the innocents
Tipo lui

La trama

The Innocents, serie televisiva young adult approdata su Netflix il 24 agosto di quest’anno, ha come protagonisti June (Sorcha Groundsell) e Harry (Percelle Ascott) , due giovani britannici innamorati che decidono di fuggire dalle rispettive situazioni familiari opprimenti, per costruire un futuro insieme lontano da casa.

Quella che sembra essere una delle più classiche storie romantiche adolescenziali ha invece un brusco cambio di rotta quando, poco dopo l’inizio della fuga, i ragazzi vengono aggrediti da un uomo che dice di conoscere la madre di June, scomparsa tre anni prima. Fin qui non ci sarebbe nulla di particolarmente strano se non fosse che lo scontro con l’uomo misterioso faccia attivare l’abilità della ragazza che improvvisamente assume l’aspetto dell’aggressore – con profondo sgomento di Harry.

Tale abilità ricorda quella di supereroi famosi della cultura pop (come Mystica della Marvel), ma al contrario di questi, June non ha il pieno controllo sul suo dono, che somiglia più ad una malattia che a un super potere, risultando potenzialmente pericoloso non solo per se stessa ma anche per chi la circonda.

Il Cast di The Innocents

The Innocents, ambientata in parte in Inghilterra e in parte in Norvegia, fornisce allo spettatore un forte contrasto tra l’affollata realtà urbana londinese e gli incantevoli panorami montani scandinavi. La serie presenta un cast artistico di tutto rispetto, in cui spicca fra gli altri il nome di Guy Pearce, nel ruolo del dottor Bendik Halvorson. E un cast tecnico molto valido, con Jamie Donoughue (The Last Kingdom) alla regia.

Una serie imperfetta

La trama, avvincente e ricca di suspance, costituisce un prodotto molto interessante, adatto ad un pubblico vasto ed eterogeneo. Eppure risulta ben lontano dall’essere perfetto. Le problematiche della serie non sono affatto trascurabili e si concentrano principalmente su una sceneggiatura imprecisa e una caratterizzazione dei protagonisti non sufficientemente curata.

In particolare risulta evidente che alcuni personaggi, in situazioni differenti, siano a conoscenza di eventi o informazioni che non potrebbero in alcun modo essere in loro possesso, ed altri che mostrano atteggiamenti molto lontani se non del tutto incompatibili con la caratterizzazione del loro personaggio. Un esempio è la stessa June, la quale, pur avendo appena 16 anni ed essendo cresciuta sotto le ferree regole del padre (casa e chiesa), dimostra più di una volta la maturità e l’esperienza di una donna vissuta.

È con lo stesso carattere impreciso che viene trattato il tema della trasformazione, abilità che si tenta di razionalizzare trattandola più come una mutazione naturale (e quindi una malattia da tenere sotto controllo), che un super potere, per poi risultare palesemente un elemento sovrannaturale nel momento in cui il riflesso negli specchi di June (trasformata), rivelano il suo vero aspetto.

Doppiaggio

Il doppiaggio di un film o serie televisiva può influenzare profondamente l’opinione del pubblico e, fortunatamente per noi del Bel Paese, la scuola di doppiaggio italiana risulta essere tra le più apprezzate e famose del mondo. Nonostante questa premessa, il lavoro fatto dai doppiatori italiani di The Innocents, con Rachele Paolelli come direttrice, risulta essere estremamente grezzo e poco ispirato, capace di sabotare pesantemente la considerazione degli spettatori riguardo alla serie originale.

L’affascinante contrasto linguistico tra inglese e norvegese nella versione originale viene completamente azzerato da una traduzione uniforme, che tende a semplificare i discorsi dei personaggi scandinavi rispetto ai britannici. Tale omogeneità linguistica risulta ancora più grave alla luce del fatto che l’etnia dei personaggi sia rilevante a livello di trama e che in alcuni casi la traduzione modifichi il testo originale portando una comparsa ad affermare addirittura di essersi espresso in “italiano” lingua che difficilmente i personaggi potrebbero conoscere.

Nonostante le imperfezioni della serie, The Innocents resta un ottimo prodotto d’intrattenimento che può ancora essere migliorato con stagioni successive. Consigliabile la visione soprattutto agli amanti del genere mystery o paranormale (possibilmente in lingua originale).

 

StoriediJoe

Io come Stephen King sono convinto di avere un cuore di bambino… La differenza è che, mentre lui asserì di averlo in un vaso di vetro sulla sua scrivania, il mio fortunatamente batte nel mio petto e ciò che più di tutto riesce a farlo accelerare è ascoltare una grande storia. Sono un grande appassionato di cinema, letteratura e serie televisive ed è principalmente di questi argomenti che desidero scrivere e discutere (ma non solo). I miei gusti letterario-cinematografici spaziano dal genere d’avventura all’horror, dalla commedia al dramma, passando per la saggistica. Sono interessato a tutto ciò che abbia una storia da raccontare e delle emozioni da esprimere.

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