In memoria di Russ Heath, uno degli artisti meno conosciuti

E' venuto a mancare uno dei fumettisti più importanti d'oltreoceano. Ma di lui, in Italia, se ne parla ben poco

La scorsa settimana (il 23 agosto, per la precisione) è venuto a mancare uno dei fumettisti più prolifici di sempre, Russ Heath.

L’illustratore americano ha lavorato a molte delle più importanti case editrici del settore, comprese la Marvel e la Dc Comics. Il suo tratto riusciva ad essere dinamico, quasi quanto quello di Kirby, ma allo stesso tempo pesantemente fedele alla realtà. Queste caratteristiche lo rendevano un’artista particolarmente adatto a disegnare storie di guerra (anche se definirlo un disegnatore di war comics sarebbe davvero riduttivo, perché è riuscito a rendere moltissimo anche in altri generi). Ha lavorato, infatti, ad alcuni dei titoli più importanti del genere, tra cui Haunted Tank (co-creato assieme a Kanigher) e Sgt. Rock (a cui iniziò a lavorare nel 1966, rimpiazzando Joe Kubert). Anche se queste storie non brillano certo per la loro imparzialità (mostrano molto spesso degli sporchi ma coraggiosi e testardi soldati americani combattere contro nazisti immacolati e con atteggiamenti da bulletti) i disegni le hanno rese molto influenti nel fumetto americano, facendo di Heath uno dei disegnatori più rispettati del settore.

Ma l’opera più famosa per aver subito l’influenza dell’illustratore americano, stranamente, non è un fumetto, bensì un dipinto, per la precisione Whaam! di Roy Lichtenstein, ovvero una delle più importanti opere appartenenti alla corrente della Pop Art.

Whaam
Il Dipinto di Roy Lichtenstein, ispirato ai fumetti di Russ Heath

L’inserimento dei disegni di Heath in un’opera di questa corrente fa facilmente comprendere quanto la sua arte fosse famosa ed emblematica ai tempi.

Ciononostante, in Italia, Russ Heath è (attualmente) pressoché sconosciuto, e non lo dico tentando di mostrarmi superiore a chiunque non lo conosca, anche perché pure io non avevo idea di chi fosse prima di aver saputo della sua morte. Ritengo assurdo che un maestro del fumetto come lui, molto rispettato e celebrato, all’estero (nel 2009, ad esempio, è entrato nella Will Eisner Comic Book Hall of Fame), sia così poco studiato e discusso in Italia. Non c’è neanche una pagina Wikipedia in italiano dedicata a lui, e pochissimi siti specializzati ne parlano. Non ci resta che sperare che come molti altri artisti, anche lui venga considerato maggiormente dopo la sua morte.

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