“Disincanto” è la visione del passato di Matt Groening (“I Simpson”)

Uscirà il 17 di agosto su Netflix, la nuova serie dell'autore comico americano

Per Matt Groening è arrivato il tempo del “Disincanto”, e in effetti il titolo della sua nuova serie, da la sensazione che l’autore de “I Simpson” e “Futurama” abbia qualcosa di nuovo da dirci.

La Treccani da questa definizione:

Disincanto: Liberazione da, o cessazione di, uno stato d’incantesimo; condizione di chi è ormai privo d’illusioni

Di sicuro è una parola che può essere abbinata alle tematiche trattate in una serie fantasy, ma allo stesso tempo fa pensare a qualcosa di più profondo. Una condizione che caratterizza una certa età della vita, o anche una fase di passaggio. Di sicuro il buon Matt ci sta dicendo qualcosa, o ci sta prendendo tutti in giro.

Prima I Simpons

Sarò sincero, mi sarei aspettato molto più scalpore sui social, tra gli addetti ai lavori e su internet in generale, dopo l’annuncio di un’opera del creatore de “I Simpson“. Parliamo pur sempre della serie animata più amata nel mondo negli ultimi 30 anni.

Ci ha raccontato la famiglia americana in modo cinico, dissacrante ed eccessivo – ma al contempo speranzoso – facendo affezionare ai “gialli” anche chi di americano non aveva neanche un prozio di quinto grado. Ha raccontato la politica, la società, la religione, l’economia e l’industria dell’intrattenimento con la voglia di ridicolizzare, da un lato, e di spiegare tutto questo a chi non ne capiva tanto, dall’altro.

Tutti i personaggi sono stati caratterizzati in modo da incarnare vizi e virtù dell’uomo qualunque, dei bambini e degli anziani, creando un’esaltante antologia del periodo storico che va dai primi 90′ ad oggi. Dietro c’è una gigantesca ricerca autoriale, che crea un sistema di geniali citazioni prese da filosofi dell’antichità, personaggi storici, canzoni pop, film d’autore, pubblicità dei cereali!! Non si riesce a non amare i Simpson.

Matt Groening Disincanto
Matt Groening Disincanto

Poi Futurama

Anche con Futurama, il duro compito di far comprendere dinamiche umane complesse attraverso un’esilarante comicità o attraverso la satira, è stato un obiettivo raggiunto. Pur avendo ambientato la saga nel lontano 3000, il racconto sulla società moderna è impietoso e furibondo. Il progresso tecnologico, ed il conflitto tra culture lontane sono i due temi portanti, e gli stessi riescono ad appassionare chiunque, grazie a personaggi geniali nei quali immedesimarsi.

Insomma, chi segue Groening da 30 anni, probabilmente gli deve dire grazie per tutte le cose belle che queste serie animate hanno lasciato in eredità agli esseri umani.

I fan di Matt Groening sono cambiati

Il punto adesso è:

Dove sono finiti i fan dei Simpson e di Futurama mentre sta per uscire la prima serie Netflix del loro autore preferito? Come mai non si strappano i capelli nell’attesa?

Purtroppo conosco le risposte.

Chi era adolescente, ai tempi delle prime serie dei Simpson, si ritrovava davanti a qualcosa di totalmente nuovo. Un cartone animato destinato a un pubblico con una capacità di comprensione abbastanza alta, con contenuti a volte anche infantili, ma che in altre occasioni si rivelavano molto complessi. Il tema della morte, la satira sulla religione e sulla politica, temi etici ed ambientalismo, nulla che si potesse vedere in un classico Disney.

Comprendere questo, poneva i fan della serie in una condizione particolare, e quando guardarla divenne una moda, tutto cambiò. Nacquero i primi cloni, come la famiglia Griffin di Seth McFarland, e una vera e propria escalation di prodotti animati per ragazzi e adulti.

Nel frattempo i fan crescevano e l’entusiasmo diminuiva. Arrivati alla ventinovesima stagione la passione si affievolisce, è assolutamente inevitabile. Anche da parte del team di autori della serie il calo è stato evidente, le idee hanno perso di potenza ed il fascino della novità sembra essere definitivamente andato via.

Netflix, invece, è riuscita a portare nuovi prodotti animati per ragazzi ed adulti di alto livello negli ultimi anni. “Bojack Horseman” merita una menzione speciale dovuta a una sceneggiatura che sfiora la genialità, ma anche “Rick e Morty” più demenziale e sconclusionata, ma di grande successo.

Matt Groening Disincanto
Matt Groening Disincanto

Alla fine il Disincanto

Matt Groening fa parte di quel gruppetto di persone geniali che sanno come riportare su se stessi l’attenzione quando il pubblico non li segue più. Ecco quindi “Disincanto”, una serie che affronta un periodo storico “nuovo”, il medioevo. Lo hanno fatto serie come “Il Trono di spade“, traendone un successo incredibile e l’autore americano sa già che parodiare un genere di successo funziona. Lo ha fatto con entrambe le sue serie precedenti, è la sua cifra stilistica.

Non si sa molto sulla trama, ne sui personaggi: una principessa caratterizzata dalle dipendenze, un dolce e sciocco elfo e un bizzarro demone. Il regno di Dreamland, se conosciamo bene Matt Groening dovremmo iniziare a tremare, perché di sicuro questi tre antieroi ne combineranno delle belle.

Aspettiamo questa serie con ansia e presto capiremo se dopo più di 30 anni, uno dei grandi geni della comicità americana ha ancora qualcosa di buono da dire, o se la vecchiaia deve sul serio impaurirci.

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