Prospettive future nel rap, una storia comune di gente speciale

Due ragazzi ci raccontano la loro avventura, sognando il successo

Oggi voglio raccontare l’esperienza di due giovani ragazzi, Antonio Pati e Giacomo Accogli, coetanei, entrambi freschi diciassettenni, studenti rispettivamente del “Calasanzio Cultura e formazione” di Campi Salentina (LE) e dell’I.I.S.S. “Virgilio-Redi” di Squinzano (LE). Ho realizzato un’intervista con entrambi e, mediante 15 domande mirate, ho colto lo stato d’animo chi si sta per lanciare con tutto sé stesso, non in un progetto musicale, ma in un progetto di vita. La voglia di emergere c’è ma soprattutto, quella di fare del Rap la propria vita.

Antonio Pati

Ciao Antonio, parlaci un po’ di te, interessi e segni particolari.

-Sappiamo che la tua grande passione è il rap. Com’è nata e come la alimenti di giorno in giorno?

La mia passione per il rap diciamo che è come una retta, non ha un inizio e una fine, con ciò vorrei dire che non è nata in determinati periodo della mia vita, semplicemente dal nulla, e giorno dopo giorno cerco di coltivarla arricchendo la mia “playlist” con nuovi rapper emergenti e non, italiani e stranieri, così da poter rendermi conto di come sia vasto il mondo della musica.

-Qual è il tuo progetto di vita?

Ho 17 anni, ho una vita davanti, cerco sicuramente di guardare in positivo per il mio futuro, però non saprei dire precisamente quali progetti ho. Di una cosa ne sono sicuramente certo, cerco la felicità e una sicurezza.

-Ricordi la prima canzone rap che hai ascoltato e perché vorresti diventare un rapper di successo?

– Non ricordo precisamente quale sia stata la prima canzone rap che ho ascoltato, come ho già detto precedentemente ascolto tanta musica… Non miro a diventare un rapper di successo, è qualcosa nato per divertimento, se ciò garantirà un’avvenire a me e al mio collega, ben venga, saremmo sicuramente orgogliosi di aver tagliato quel traguardo con dei semplici valori.

-Pensi che il tuo indirizzo di studi abbia influenzato il tuo sogno?

Non credo che il mio percorso di studi abbia influenzato questa passione.

-Hai mai incontrato ostacoli alla realizzazione di un testo oppure un momento nel quale la tua convinzione è sembrata vacillare?

Per ora no, cerco di tirar fuori tutte le idee e buttarle su un foglio attraverso una penna, cerco di impegnarmi il più possibile per collaborare con il mio collega, non ho una base né da autore né da rapper, però ciò non vuole dire essere penalizzato, anzi… Non ho avuto modo di convivere con questa insicurezza ancora, ma vorrei averne l’opportunità.

  • A cosa stai lavorando in questo momento?

– Attualmente stiamo lavorando ad un pezzo che cercheremo di far uscire il prima possibile, il titolo sarà “Slim Therapy” e diciamo che perlopiù ruota tutto attorno a quanto faccia bene la nostra musica.

-Com’è nata la partnership con Giacomo, amici e poi colleghi oppure il contrario?

– Amici e successivamente colleghi, quando una persona vede nell’altro la genuinità dell’essere, è difficile resistere.

-C’è “la mente” e chi “il braccio” oppure non c’è una divisione dei ruoli?

– Momentaneamente non esiste alcuna divisione dei ruoli fra me e lui, cerchiamo di venirci incontro e fino ad adesso non ci siamo mai trovato in disaccordo su qualcosa.

-Come ti immagini tra vent’anni?

– Bella domanda, tra vent’anni… Sicuramente mi immagino a svolgere ciò che mi piace fare, con la mia famiglia accanto, a sostenermi in qualunque scelta e chissà, magari metterne su un’altra.

-Quale messaggio vuoi lasciare ai tuoi coetanei ed in genere al tuo potenziale pubblico?

– Di non arrendersi mai senza prima aver provato, anche in una minima e banalissima cosa, bisogna provare per poter vedere se si è capaci di poter affrontare di petto qualcosa.

-Il mondo intorno a te ha bisogno di rinnovamento oppure bisogna ripristinare i vecchi valori in crisi?

– Nel mondo che vorrei, vorrei sicuramente vedere un mix tra queste due cose, questi due blocchi, un rinnovamento per le nuove generazioni e magari un ripristino di vecchi valori, ormai dimenticati da buona parte delle persone.

  • Come pensi che debba rapportarsi un rapper con il suo pubblico?

– Mantenendo i piedi per terra indifferentemente dal successo o no, essere umili e rispettosi per ciò che si fa e per chi ti sta accanto sono le due cose più importanti secondo me.

-Il tuo rapper preferito chi è e perché?

– Non ho un rapper preferito, però se dovessi scegliere tra i rapper “old school” americani, i ragazzoni di periferia e le nuove generazioni d’oggi, sceglierei senza ombra di dubbio i rapper “old school”, persone che raccontavano se stessi, a volte senza alcun bisogno di parlare necessariamente di droga, soldi e sesso nei propri pezzi, cosa ormai diffusa nelle generazioni d’oggi.

-La politica ed il rap hanno una connessione naturale oppure è semplice strumentalizzazione propagandistica?

– Non mi esprimo, ma sicuramente il rapper ha un difetto poco comune sulla terra, dire le cose chiare e schiette sotto una canzone, senza alcuna rabbia verso il destinatario, un modo semplice e raro.

-Grazie per la tua disponibilità, vorresti fare un saluto a qualcuno, una dedica speciale oppure un augurio in particolare?

– Non sono bravo con i saluti o gli auguri particolari, però spero solo che quello che cercheremo di farvi ascoltare vi piaccia e vi spinga a credere in noi, tutto qui, grazie mille per l’attenzione e ci vedremo presto.

Dopo l’intervista ad Antonio, è il turno di Giacomo. Stessa batteria di domande e stesso spirito, vediamo come risponderà.

Giacomo Accogli

Ciao Giacomo, parlaci un po’ di te, interessi e segni particolari.

-Sappiamo che la tua grande passione è il rap. Com’è nata e come la alimenti di giorno in giorno?

Più che il Rap la mia passione è la musica, è nata col tempo ascoltando vari generi dal Metal al Pop. È una passione che si alimenta da sola ascoltando sempre più musica e vivendo ogni emozione che ti dà la vita.

Qual è il tuo progetto di vita?

-Difficilmente riuscirei a progettare qualcosa di così grande come una vita intera, il destino stravolge tutti i piani prima o poi.
Progetto piccole cose alla volta, come ad esempio l’uscita di un mixtape a cui sto già lavorando.

-Ricordi la prima canzone rap che hai ascoltato e perché vorresti diventare un rapper di successo?

-Il primo pezzo rap chè ho ascoltato è stato “Dentro alla Scatola” di Mondo Marcio un pomeriggio su MTV. Vorrei fare successo per trasmettere qualcosa di importante ad un pubblico che nel futuro potrei, e vorrei, avere.

-Pensi che il tuo indirizzo di studi abbia influenzato il tuo sogno?

-Penso di aver fatto scelte sbagliate in passato. È questa una di quelle scelte sbagliate che mi hanno fatto sicuramente bene.

-Hai mai incontrato ostacoli alla realizzazione di un testo oppure un momento nel quale la tua convinzione è sembrata vacillare?

-È dagli ostacoli che mi si presentano che traggo ispirazione per un testo. A volte penso di mollare ma la forza di volontà è più grande.

-A cosa stai lavorando in questo momento?

-In questo momento lavoro ad un singolo con Antonio e al mio mixtape di debutto.

-Com’è nata la partnership con Antonio, amici e poi colleghi oppure il contrario?

-Una partnership nata per gioco tra due amici. Poi per gioco ci siamo accorti che potevamo fare qualcosa di “importante”.

-C’è “la mente” e chi “il braccio” oppure non c’è una divisione dei ruoli?

-Non abbiamo una vera e propria divisione dei ruoli. Io mi occupo del beat mentre il testo si scrive a quattro mani.

-Come ti immagini tra vent’anni?

-Spero di aver fatto già qualcosa di grande e di essere cambiato in meglio e non in peggio.

-Quale messaggio vuoi lasciare ai tuoi coetanei ed in genere al tuo potenziale pubblico?

-Credere sempre nei propri sogni perchè la vita colpirà sempre duro, ma l’importante è come sai incassare i colpi e quando sei al tappeto avere la forza di rialzarti e colpire più forte.

-Il mondo intorno a te ha bisogno di rinnovamento oppure bisogna ripristinare i vecchi valori in crisi?

-Bisogna andare avanti non dimenticando mai da dove veniamo. Servono ancora certi valori come l’umiltà che nel mondo di oggi sta sparendo. Un po’ meno narcisisti un po’ più umani.

  • Come pensi che debba rapportarsi un rapper con il suo pubblico?

-Un Rapper o un artista in generale dovrebbe essere sempre disponibile ed esserci sempre per il proprio pubblico. Il pubblico è il carburante di chi fa musica dà sempre la forza giusta per continuare.

-Il tuo rapper preferito chi è e perché?

-Metterei primo su tutti Eminem, Slim Shady, il personaggio fuori dalle righe del rap che mi ha ispirato tanto, anche per il nome ahah.

-La politica ed il rap hanno una connessione naturale oppure è semplice strumentalizzazione propagandistica?

-Il Rap parla della vita vera a volte anche con parole “crude”. Non ha mai avuto funzione propagandistica, è solo la verità che fa male. E certe persone non vogliono ammetterlo, come disse Fabri Fibra in un’intervista, “sembra che vivano a Disneyland”.

-Grazie per la tua disponibilità, vorresti fare un saluto a qualcuno, una dedica speciale oppure un augurio in particolare?

Vorrei ringraziare chi c’è adesso, tutti i miei veri amici e la mia famiglia, che mi sostengono sempre e mi danno la forza per non mollare. Un grazie anche a chi mi ha voltato le spalle.

Dopo le parole da leader di Giacomo e la prudenza di Antonio, non mi resta che augurare ogni fortuna a due giovani talenti in grado di poter emergere dal mare delle incertezze.

I profili Instagram:

Giacomo Accogli

https://www.instagram.com/king.slim.jamy/

Antonio Pati

https://www.instagram.com/_patiantonio/

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