Una notizia che getta nel Kaos: il Cane non è un Eroe?

A quanto pare la notizia del pastore tedesco non è del tutto vera ma neanche del tutto falsa; tanta confusione e poca chiarezza, facciamo luce sulla verità

Partiamo col dire che ci eravamo cascati anche noi. Da qualche giorno, infatti, circola la notizia della morte per avvelenamento di Kaos, un cane che durante i terremoti di Amatrice avrebbe aiutato a cercare dispersi e sopravvissuti.

Ebbene, il presunto eroe del comune in provincia di Rieti, è stato utilizzato per quello che è stato definito (dagli autori) come un test social(e) sulle fake news.

Il pastore tedesco infatti, al momento della tragedia di Amatrice, avrebbe avuto pressappoco qualche mese di vita – come riportano i pochissimi riferimenti sulla stampa del tempo – e avrebbe preso parte alle operazioni di ricerca nel post sisma ad Amatrice e Campotosto.

Ma facciamo un passo indietro; il web viene a conoscenza della perdita di Kaos dalle dichiarazioni rilasciate su Twitter dal padrone;

Il 28 luglio alle 12:43, scrive:

Tu persona di me**a spero non potrai avere pace finché vivrai .. mi hai tolto la cosa più preziosa e che Dio la.possa togliere a te devi morire tu avvelenato …. lo hai tolto ad una comunità intera… si perché lui ha salvato vite spero che non ne avrai mai bisogno … corri amico mio cerca ora dispersi lassù… nel.mio cuore sempre

Sempre lo stesso giorno, alle 15:09:

Ciao amico mio !!!!! Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina .. continua il tuo lavoro lassù continua a cercare dispersi, a salvare vite umane… Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo…. Kaos ne abbiamo.viste tante … aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti… hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato .. sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa.. divano .. tutto .. corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente

Non giudicheremo il contenuto dei messaggi perché siamo sicuri che l’emotività del momento abbia giocato un ruolo fondamentale nella pubblicazione di quelli che possiamo definire, a tutti gli effetti, degli sfoghi; fatto sta che l’istruttore di Kaos, abbia accennato alla possibilità che il pastore tedesco possa essere stato avvelenato da qualcuno. Non bastasse, c’è un passaggio importante nel momento in cui si fa menzione al “salvataggio di vite umane”.

Ora, lungi dal giustificare cosa accade successivamente a questo, il sito Web Svelato, pubblica (sulla sua pagina di Facebook) questa immagine:

Anche se la foto è di un altro cane e in un contesto diverso, rende comunque senso della notizia che era stata divulgata. Noi per esempio, la utilizzammo come copertina per l’incisività dell’immagine

Ovviamente siamo di fronte a uno scenario completamente estraneo a quello di Amatrice. Innanzitutto vediamo degli agenti e una volante della polizia americana; con un po’ più di attenzione invece ci rendiamo conto di come sul web non ci siano immagini o contenuti che parlino di un presunto funerale.

Aggiornamento: L’immagine era stata già ampiamente condivisa da altre pagine più popolari ma in versione integrale, senza “testo”, e con lo stesso scopo di promulgare la notizia della morte di Kaos.

Parte così l’esperimento. La notizia fa il giro attraverso gruppi in cui si coltiva la passione per gli animali e in poche ore, si dilaga tra indignati molto impulsivi e individui poco attenti alla fonte del post.

L’immagine viene condivisa rapidamente per più di 10 mila volte

Ma la presenza di utenti passivi e acritici nei confronti delle informazioni che galleggiano sulle soffici onde del web è risaputo; il fattaccio avviene quando scopriamo che sulla prime pagine di Google, sotto al criterio di ricerca “Kaos”, sono già presenti, ancor prima del test, articoli contenenti informazioni fuorvianti di testate talvolta autorevoli.

Non siamo sicuri di chi o cosa abbia scatenato per prima il lancio della notizia come “Kaos Eroe” ma il suo padrone, Fabiano Ettorre, non ha mai fatto menzione dell’aggettivo.

Alcuni dei titoli:

Ucciso Kaos, cane-eroe di Amatrice

Il messaggio del padrone a chi l’ha avvelenato: «Mi hai tolto la cosa più preziosa» (ilgiornale.it)

Ucciso Kaos, il cane eroe di Amatrice

Indagano i carabinieri della forestale mentre insorgono gli animalisti: “Kaos salvava gli umani, gli stessi umani che lo hanno avvelenato”. Il proprietario: “Non ho parole non riesco a capire un atto così orribile” (repubblica.it)

Morto avvelenato cane-eroe di Amatrice

Animalisti, denunceremo. Il padrone, vuoto incolmabile (ansa.it)

i titoli dei giornali su Kaos
E molti ma molti altri… Basti pensare che la notizia arriva persino in televisione

Ora, sono due le opinioni prominenti; la prima è che davvero gli italiani abbiano raggiunto un livello di lobotomia cerebrale per cui, anche gli articolisti che scrivono per testate di un certo rimbombo, non siano più in grado di distinguere il vero dal falso.

Ed è qui, proprio nei ruggiti da tastiera che gridano alla vergogna per chi è stato confuso dal baudelamme mediatico della faccenda, che si rimane intrappolati in un singolare circolo vizioso.

L’altro parere è quello che le modalità con cui questo esperimento è stato svolto, non sono del tutto condivisibili, dato che pur di sensibilizzare all’influenza che alcuni media potrebbero esercitare, di fatto è stata divulgata una fake news molto, MOLTO, efficace. Il risultato? Uscirne disorientati (dopo un breve giro sulle varie piattaforme) è il minimo che possa accadervi.

Ma davvero il fine giustifica i mezzi?

Ni. E come sempre la verità sta nel mezzo. Ci terrei a fare una precisione; una definizione di Fake News popolarmente accettata è: articoli redatti con informazioni inventate, resi pubblici con il deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione (grazie Wikipedia).

Ma qui siamo di fronte a una notizia che ha un fondo di verità. Kaos, purtroppo, è morto veramente e le casualità accorse come i commenti di rabbia del padrone (del tutto giustificabili), sono stati travasati troppo frettolosamente per riempire il primo possibile il vaso delle “condivisioni”.

Un caso isolato, allora, o un cavallo di Troia ben scelto per fare breccia tra i dissensi del web?

Qui, il padrone di Kaos, smentisce l’utilizzo della parola “eroe”, da lui mai pronunciata prima, in riferimento al suo cucciolo

Entrambe le cose. Ci troviamo di fronte a un chiaro esempio di manipolazione dell’informazione; una notizia  parzialmente veritiera che è stata ritoccata con precisa attenzione, con un soggetto molto forte e sorgente di controversie particolarmente accese (quelle sugli animali).

Non c’è da stupirsi se i media abbiano tentato di cavalcare l’onda della notizia, cosa che ogni entità dell’informazione cerca di fare anche se non lo dichiara apertamente. Questo, tra l’altro, è lo stesso scopo di Web Svelato, lodevole tra l’altro, ma che irrimediabilmente ci ricorda quanto possa essere pericoloso il gioco.

Come un’arma a doppio taglio, infatti, svelare la natura fittizia del post sul funerale di Kaos, si è ritorta sugli autori del “meme” che, al momento in cui scrivo, vengono letteralmente bombardati da centinaia di commenti e dissenso su Facebook.

La morale della favola è che creare confusione per dimostrare quanta confusione possa esserci nel cervello dell’italiano medio, non è il modo più efficace di combattere il “caos” mediatico. Ma paradossalmente, l’intento dello “scherzo”, visto in maniera distaccata, riesce benissimo.

Web Svelato dimostra quanto sia facile essere influenzati da un intervento flebile, quasi impercettibilmente apportato a una notizia non del tutto falsa e chi avrà avuto modo di riflettere, si starà ponendo di sicuro le domande giuste;

se non l’avessero detto, crederei ancora alla notizia? E se tutto ciò accadesse già sotto i nostri occhi? Ma io posso essere manipolato?

E nella speranza che i quesiti ricevano le risposte più adeguate, noi ci auguriamo che Web Svelato non soccomba sotto i colpi delle critiche e delle urla da stadio gutturali tipiche della popolazione italica. Nella consapevolezza che da che mondo è mondo, gli utilizzatori di cervello rimarranno sempre una minoranza.

Ma che al contrario, utilizzi l’occasione e i feedback come pretesto per continuare la sua nobile missione, provvedendo a smentire le notizie già false (e ce ne sono in abbondanza) e condizionando genuinamente i lettori.

Le contro-indicazioni della disinformazione: Vicinanza a Fabiano, papà di Kaos

L’altro lato della medaglia ci fa riflettere, invece, sulla sconsideratezza dell’accaduto. Se da un lato, il frastuono delle news ci ha concesso di assistere a un esempio molto efficace di condizionamento mediatico, dall’altro, a farne le spese è proprio Fabiano Ettorre, il padrone di Kaos.

Sulla sua figura, infatti, non grava solo la dolorosa perdita del pastore tedesco ma anche la pressione mediatica derivante dalla condivisione virale delle notizie sul cucciolo. E non solo dato che il disordine sta provocando ulteriori indeterminatezze.

Da poche ore, infatti, circolano voci su una recente autopsia che dimostrerebbe il decesso naturale di Kaos.

<<Stamattina ho appreso la notizia secondo la quale Kaos sarebbe morto per cause naturali, per un infarto. Questa notizia è uscita inspiegabilmente, senza documentazione o comunicazioni ufficiali – spiega Ettorre -. Gli stessi medici legali che hanno effettuato l’autopsia sono ancora in attesa di ulteriore documentazione per poter fornire una risposta ufficiale… Come è possibile, in mancanza di documentazione ufficiale o prova scientifica, affermare una cosa simile? Ad oggi siamo ancora fermi all’ipotesi del presunto avvelenamento, come si può affermare che il cane sia morto a causa di un infarto?>>

<<La salma è stata sequestrata domenica 29 luglio alle ore 19 – racconta -. L’autopsia è stata fatta subito: lunedì 30 alle ore 9:00. Nel frattempo io avevo mandato una comunicazione tramite posta certificata alla Procura dell’Aquila e mi ero costituito parte civile chiedendo che la salma non venisse toccata senza prima avermi dato modo di trovare un mio consulente di parte per farlo assistere all’esame autoptico.>>

Questo è quanto dichiarato dall’istruttore per ilcapoluogo.it.

<<Non ci credo più a questa buffonata, penso che vista la grande risonanza qualcuno tenterà di mettere a tacere la storia. Hanno sequestrato la salma in un batter d’occhio e poi, dopo 48 ore, è stato imposto il silenzio assoluto. Alla fine diranno che è morto cadendo dal balcone.>>

Commento estrapolato da un recente articolo su ilfattoquotidiano.it.

Tra l’altro, l’infarto è rarissimo nel cane e l’eventuale etiologia cardiologica in un cane così giovane (Kaos aveva solo 3 anni al momento del trapasso) e, in assenza di precedenti sintomi correlati, dovrà essere supportata da accertamento di malformazioni cardiache congenite.

Una situazione che necessiterà altro tempo per poter essere risolta e nel frattempo non possiamo fare altro che manifestare la nostra più sincera vicinanza al signor Fabiano per la sua perdita e su quanto ancora dovrà affrontare per avere delle risposte (si parla di minimo 30 giorni per i tossicologici).

Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di non rimuovere il nostro precedente articolo in cui parliamo di Kaos nel modo che riteniamo idoneo e che più ci piace ricordare. Se non basta questo a far di Kaos un vero eroe, allora lo sarà per noi e per il suo padrone, così come ogni creatura che su questo pianeta abbia affrontato la sofferenza sulle proprie zampe.

Ciao Eroe

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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