Cultura e Società

Rovazzi: 5 motivi per amarlo e 5 motivi per odiarlo

Il 13 luglio è uscito "Faccio Quello che voglio", immediatamente in cima alle classifiche ed è subito tormentone

Tremate, tremate, Rovazzi è tornato! Come ogni anno, da un po’ di tempo a questa parte, questo giovane creator Milanese classe 94′, sforna un brano estivo. Nel 2016 fu “Andiamo a comandare” che lo fece amare da una metà del pubblico e odiare dall’altra. Poi “Tutto molto interessante” ed in seguito un featuring molto importante come “Volare”, cantata al fianco del Gianni Morandi nazionale. L’ultimo brano, si intitola “Faccio quello che voglio” ed il video è un vero e proprio cortometraggio di 9 minuti con super ospiti del mondo della musica e dello spettacolo. Non c’è bisogno di dire che è già primo nelle tendenze di Youtube Italia e che mentre vi scrivo sta superando i 4 milioni e mezzo di views.

Rovazzi sfonda soprattutto tra i più piccoli, come l’Happy Meal del McDonald’s, grazie alle strofe un po’ sconclusionate e divertenti dei suoi brani. Ma quando i bambini crescono al McDonald’s servono i sandwich di Joe Bastianich, cosa dovranno aspettarsi i fan di Rovazzi? E a proposito di Bastianich, nel nuovo video, abbinato alla canzone “Faccio quello che voglio” appare Carlo Cracco. Sarà un segno? Burger King, prendi nota.

Col trattore in tangenziale,

andiamo a comandare

Con tali premesse avremmo già  parecchio da dibattere, provando a chiederci: come mai da 3 anni a questa parte, Rovazzi va automaticamente primo in classifica pur non essendo un cantante? Il giochino non dovrebbe essere finito?

Forse, Fabio ha capito qualcosa che per noi è imperscrutabile ed il suo innegabile talento nel produrre video virali lo premia ancora oggi. Ma capiamo meglio il personaggio con i 5 motivi per cui dovremmo amarlo ed i 5 per cui dovremmo odiarlo (se siete il tipo di persona che si indigna per le sciocchezze, si intende).

5 motivi per cui amare Rovazzi

Rovazzi nel suo primo video "Andiamo a comandare"
Rovazzi nel suo primo video “Andiamo a comandare”
Non si prende sul serio, è molto auto ironico.

Pare essere uno dei suoi principali pregi, e di sicuro indica grande intelligenza. Sfoggiare autoironia al momento giusto cogliendo il clima auto celebrativo che invece si può scorgere tra molti “influencer” del web lo rende una persona nella quale immedesimarsi e se lo spettacolo dai tempi delle commedie greche ci ha insegnato qualcosa è che il pubblico si vuole immedesimare.

Si complica la vita.

A prima vista (la vista di un occhio inesperto che poi parla a sproposito) le trovate di Rovazzi possano sembrare delle sciocchezzuole. La verità è ben più lusinghiera, nel senso che da tre anni a questa parte, il videomaker sta mettendo in scena una escalation di progetti uno più difficile dell’altro, dimostrando che il ragazzo non ha voglia di godersi la quiete del “buona la prima” e campare di rendita, ma si sforza di stupire che è un notevole pregio.

Mette i vecchi nei video

Fabio ha capito che è amato dai più piccoli ma cerca di ingraziarsi anche un pubblico più adulto. Molto più adulto. Ma per farlo ha scelto una strada geniale, inserire nelle cose che fa i personaggi più divertenti della cultura pop italiana del passato. Lo ha fatto col sempre giovane Morandi, che nel frattempo però compie 73 anni, ora anche con Albano, 75, e Massimo Boldi, 72. Li contestualizza in modo ironico e in un certo senso li celebra dandogli uno spazio nella vita dei ragazzini, che in certi casi non sanno neanche chi siano.

Vuole fare il cinema

Da alcune dichiarazioni, emerge che l’obbiettivo più alto che Rovazzi si è posto per il suo futuro artistico è quello di voler portare le sue idee al cinema, dopo aver partecipato da attore a un film della Disney. L’ambizione, se assecondata in maniera genuina, è un’ottima benzina per la propria carriera… E forse così smetterà di cantare.

Tutti lo odiano

Il motivo più importante per cui amare Rovazzi è che tutti lo odiano. Non tutti tutti ovviamente, ma tanti si. Lo odiano per partito preso, per preconcetto, perchè devono sentirsi superiori al popolino, perché non analizzano a fondo i suoi contenuti pur proclamandosi più intelligenti della media. Fondamentalmente sono quelli che invadono i social di opinioni non richieste, espresse sotto forma di leggi insindacabili, immuni da ogni contraddizione. Ridete dai…

5 Motivi per cui odiare Rovazzi

Continua a fare canzoni

È il primo ad ammettere di non essere un cantante, lo dice in continuazione come per giustificare la sua inadeguatezza nello sviluppare progetti musicali, ma puntualmente ci ricasca. “Faccio quello che voglio” è la prova che il suo talento sta nella messa in scena di idee dal momento che la canzone è la protagonista di poco più di 2 minuti dell’intero video, e a dirla tutta poteva benissimo farla cantare per intero ai suoi ospiti Emma Marrone, Nek e Albano… Speriamo che alla prossima dia ascolto.

Fa un sacco di stories

Come tutti gli influencer che si rispettino Fabio gestisce i suoi social giornalmente, aggiornandoci con gli accadimenti della sua vita. È sempre circondato da Youtuber, instagrammers, rapper, trapper, personaggi della tv più o meno in crisi, amici strani. La vita è bella, ma vorremmo che se la godesse senza mostrarla a volte, in uno slancio di bontà d’animo verso di lui ci sentiamo di dire: Meno stories per tutti!

È commerciale

Uno dei più grossi problemi dell’intrattenimento da decenni a questa parte è il progressivo puntare verso la commercialità. Non ci sarebbe nulla di male, se solo lo si riuscisse a dosare questa follia con un minimo di ragionevolezza. La sensazione, guardando un video del nostro amico (ormai) Rovazzi è che ci sia una continua ricerca del consenso del pubblico (per me questo è “commerciale”) senza esprimere apertamente dei messaggi forti, lontani dal pensiero di massa e legati a ciò che una persona intelligente come lui ha sicuramente in testa.

si può fare di più

senza essere eroi

(cit. un amico di Rovazzi)

È un markettaro

Anche sta volta, il problema non è solo suo, è una questione generalizzata, che colpisce tutto il mondo dell’intrattenimento e dell’arte. Pubblicità. Pubblicità ovunque. In ogni video, nei testi delle canzoni, nei film, nelle serie tv, nei quiz, nei talk, tra un po’ anche nei tg. Basta! È assurdo pensare che un prodotto artistico o d’intrattenimento debba avere al suo interno decine di product placement, perché se è vero che i tempi cambiano e ci si deve adeguare, a me pare proprio che qui qualcuno ne stia abusando.

Es: Nel video di “Faccio quello che voglio” c’è la Panda che Rovazzi ha pubblicizzato negli ultimi mesi. Fca fino a qualche tempo fa avrebbe sponsorizzato il progetto anche solo per valorizzare il volto principale dei suoi spot, non avrebbe imposto di inserire la macchina nel video. Non so se continuando così si venderanno più macchine, non ne capisco, ma rendere ogni progetto del genere uno spot condito con un po’ di intrattenimento finirà per svilire tutto, togliendogli indipendenza e forza creativa.

Tutti lo amano

Lo amano tutti, o quasi. Solo perchè li fa divertire, senza spirito critico e d’osservazione. Il pubblico, i fan, sono una brutta bestia, diventi il loro eroe un giorno e poi diventa impossibile levarteli di dosso. Travisano quello che Rovazzi dice, lo prendono come modello. Salvini ai tempi della prima hit “Andiamo a comandare” prese il ritornello e lo usò per fare campagna elettorale. Un grosso trauma per tutti noi.

Voto finale

Rovazzi è un personaggio interessantissimo, e ne parliamo un po’ perchè rappresenta cose positive e un po’ perchè rappresenta cose negative. Uno specchio dei tempi che ha voluto sfruttare talento e creatività per emergere, e per questo il giudizio complessivo è positivo. Aspettiamo i tuoi prossimi lavori Fabio, facci sognare, e non cantare.

Luca Vizza

Appassionato di web, social e cultura pop. Amo in particolare il favoloso mondo di Youtube, il buon cinema, il web marketing e la carbonara scientifica. Villain work in progress.

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