Miti e Leggende

Damnatio Memoriae: come ci siamo dimenticati della licantropia

E' possibile eliminare il ricordo di un individuo o di una serie di eventi? A quanto pare, con la Damnatio Memoriae potremmo esserci dimenticati della Licantropia

Damnatio Memoriae è un’antica pratica istituita nell’antica Roma repubblicana. Veniva usata per punire i colpevoli con l’anima macchiata da crimini indicibili. Era particolarmente temuta dai Serial Killer, ma perchè?

Cosa significa Damnatio Memoriae?

Damnatio Memoriae deriva dal latino e vuol dire letteralmente “condanna della memoria“, ovvero la cancellazione del nome e di tutto ciò che riguardava l’individuo – così da essere dimenticato – che subiva la pena.

Damnatio memoriaeDocumenti, foto, iscrizioni e qualsiasi cosa li riguardasse, così che nessuno ne potesse ricordare l’esistenza del criminale e dei crimini commessi. Furono tante le persone a cui la pena venne applicata.

Durante l’età imperiale furono condannati anche aristocratici e imperatori spodestati o uccisi. Di loro furono cancellati anche le iscrizioni sui monumenti pubblici, l’abbattimento delle statue, lo sfregio dei ritratti sulle monete.

Fra questi abbiamo Marco Antonio, Nerone, Commodo, Costantino II e molti altri.

Un caso eclatante fu quello di Papa Formoso (816 circa – Roma, 4 aprile 896), che subì un processo post mortem conosciuto come il Sinodo del Cadavere, con l’accusa di sacrilegio e abuso di potere. Il corpo fu riesumato e vestito con abiti pontefici ed il suo successore, Papa Stefano VI, lo riconobbe colpevole.

Gli furono tagliate le tre dita con le quali impartiva la benedizione durante la funzione e il corpo venne buttato nelle acque del Tevere.

Damnatio Memoriae nei casi di Licantropismo Clinico

licantropia clinica

Tra i crimini più riprovevoli dei serial killer, c’era l’omicidio di persone e fanciulli seguito da atti di cannibalismo. Ciò prende il nome di licantropismo clinico.

In psichiatria questa sindrome comporta che le persone affette credono di potersi trasformare in un lupo, e di assumerne le sembianze e il comportamento. Gli stessi incriminati affermavano che ciò che facevano era nella loro natura – cioè uccidere e mangiare la carne umana – e molti di loro affermavano di trasformarsi nell’animale.

Le persone che presentano questo disturbo sono consapevoli di ciò che fanno, perdono ogni forma di coscienza e umanità. E le vittime sono spesso bambini e adolescenti.

Vincenzo Maria Mastronardi, docente di psicopatologia forense all’Università La Sapienza di Roma, ci spiega:

La convinzione di diventare lupo non dipende dalla Luna, non ci sono né pellicce né ululati, ma solo un’idea patologica. È una forma di delirio zooantropico, che si può esprimere in diversi disturbi psichiatrici di personalità di tipo paranoide o in alcune forme di psicosi. In psichiatria, il disturbo è definito anche licantropia di Nabucodonosor, dal nome del re che a causa della sua vanità, come si legge in un passo della Bibbia, fu trasformato in una specie di lupo e assunse un comportamento animale.

Durante il periodo medievale furono molti i condannati al rogo e con loro, rispettivi documenti, atti e tutto ciò che li riguardasse.

La Francia è stato un paese travagliato da episodi di licantropismo. Molti bambini e adolescenti, ma anche uomini e donne, scomparivano per poi essere ritrovati a distanza di tempo letteralmente a pezzi e con parti mangiate.

Di seguito vi racconteremo alcuni degli aneddoti più eclatanti in quello che è considerato il “Paese dell’Amore”.

Francia: casi di Licantropia Clinica

Oggi come allora, sapere che venivano commesse simili barbarie ci sconvolge l’anima. La domanda che rimbomba è sempre quella: Perchè?

Oggi è considerato un caso clinico e vengono prese le giuste misure di sicurezza, esaminando i sintomi anche nei bambini che mostrano segni di instabilità mentale.

Ma nel ‘500 questi episodi erano temuti e le pene, oltre alla Damnatio Memoriae, erano severe e prevedevano la morte sul rogo.

Alcuni Casi di Licantropia Clinica

Il Lupo di Chalons: chiamato anche Il Sarto di Chalons, insieme a un complice di nome Jacques Roulet, attiravano i bambini nel loro negozio. Questi venivano uccisi e cannibalizzati senza pietà. Per fortuna il loro scempio durò poco; Il 14 dicembre dello stesso anno il sarto fu impiccato, mentre il suo complice fu inizialmente rinchiuso in una clinica e istruito alla religione ma da quel momento non si hanno più notizie.

Famiglia Gandillon: una intera famiglia di “licantropi” il cui alfa era Perenetta Gandillon. In un piccolo villaggio di montagna vicino alla città di Saint-Claude, un lupo mannaro ha attaccato una bambina e fatto a pezzi suo fratello 16enne. La donna era sospettata di stregoneria e fu uccisa dai contadini nel bosco. Da lei si risalì al fratello e i suoi due figli George e Antonie, che confessarono sotto tortura di aver partecipato al sabba ed essersi consegnati al demonio. La descrizione di queste persone tenute in osservazione nella prigione, prima di essere messe al rogo, è sconvolgente: a loro agio a 4 zampe, denti bianchi e affilati, unghie lunghe, occhi lucenti e volto sfigurato.

Gilles Garnierera un’eremita che decise di sposarsi. La moglie era solita mangiare bene e insoddisfatta della sua vita, creò malcontento. L’uomo confessò che durante la caccia, uno spirito gli diede un unguento magico che permise all’uomo di trasformarsi in lupo rendendo facile la caccia. Le sue vittime erano bambini e la prima era una fanciulla di 10 anni che strangolò in una vigna, le mangiò le cosce e le braccia e portò parte della sua carne alla moglie.

Michel Vurden: a Poligny, un uomo fu aggredito – nel bel mezzo della notte – da un lupo mannaro. Dopo essere riuscita a scappare, la vittima notò delle tracce di sangue lasciate dal licantropo. Percorrendole,  condussero l’uomo in un cottage dove una donna (la moglie del licantropo) stava medicando le ferite dell’uomo. Vurden fu arrestato e torturato, confermando di essere un muta-forma, di aver stipulato un patto col diavolo e di essersi cibato di carne umana. Confessò il nome di altri due complici: Filbert Montot e Pierre Bourgot.

 

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