Effetti inaspettati e dove trovarli, La Storia della Coca Cola

Avete mai sentito degli effetti inattesi - o più comunemente conosciuti come Effetto Farfalla? Ecco, la storia della Coca Cola ci fa da limpido esempio

Non è senz’altro raro ottenere effetti totalmente differenti dai fini perseguiti mediante piani ed azioni – ai quali si è anche magari lavorato a lungo, sacrificando montagne di preziosi neuroni!

E, ammettiamolo – pur sapendo che è “cosa buona e giusta” e sicuramente maturo non caricarci troppo di aspettative perché (e i nostri esperti fisici ce lo possono confermare) chiaramente il fine ottenuto non dipende esclusivamente dall’azione ma anche da atri innumerevoli fattori “incontrollabili” –  è chiaro che trovarsi difronte alla dura verità dei vari non può andare tutto secondo i nostri piani, non fila tutto liscio nella vita e simili “perle di saggezza”, la cosa, quando ci tocca personalmente, almeno un pochino ci fa “rosicare”.

Ma le umane vicende seppure dimostrano che sia assai più probabile che i casi della vita, gli imprevedibili effetti da “battito d’ali della farfalla”, conducano ad effetti indesiderati e negativi, non ci negano però anche la possibilità (rara) che avvenga il contrario!

A tal proposito vorrei portare qui due esempi di questi effetti inaspettati.

Come tutti ricorderanno, dal fine “scientifico” (o “pseudo” tale) che muoveva le azioni del famoso Mister (o Dr) Pemberton si può con tranquillità dire che l’effetto, oltre ad aver sicuramente rivoluzionato le abitudini mondiali, è divenuto a sua volta causa – e mi assumo tutte le responsabilità della prossima affermazione –   di effetti sicuramente dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente, mentre da un recente escamotage di marketing si è avuta la prova che sì! È possibile! L’effetto finale (inaspettato) può anche essere più utile e “nobile” del fine realmente perseguito!

Ma… un attimo, sapete tutti chi è Mr Pemberton no? …

Ok, non che non mi fidi della vostra ampia cultura generale, ma così, giusto per personale precisione, vi riassumo brevemente l’accaduto, casomai fosse sfuggito a qualcuno!

Insomma sto parlando della nascita della famosa bibita analcolica, marrone, con tante bollicine, avete presente? La storia più nota rispetto alla storia della sua origine è quella per cui il farmacista Pemberton, appunto, partendo dall’intenzione di preparare un medicinale per il mal di testa (e la stanchezza), fosse giunto alla creazione di quella che poi sarebbe divenuta la bibita più famosa ed imitata al mondo.

La storia più attendibile però narra di un Pemberton già in partenza spinto da fini economici: nella futuristica e stimolante Atlanta del 1886, in un periodo di totale mancanza di regole riguardo alla creazione e somministrazione farmacologica, anche Pemberton, “conseguito” il titolo di farmacista – a fronte di una spesa di 5 dollari per comprare la licenza – con un mix di cocaina (non ancora bandita) e caffeina, preparò l’intruglio che ancora oggi troneggia sulle tavole degli allegri convivi mondiali, il “Pemberton’s French Wine Coca”. Appena l’anno successivo però, con il proibizionismo entrato in vigore, l’alcool venne bandito e così da wine la bevanda venne trasformata in bibita, sostituendo acqua minerale all’alcool ed aggiungendo zucchero e un po’ di acidi – giusto per trattare bene lo stomaco! – ad un connubio di cocaina (sì proprio cocaina!) ed estratto di cola, noce africana che contiene caffeina – reale causa dalla quale deriva il colore della pelle degli autoctoni… Scherzo chiaramente XD! – versò per la prima volta la rinfrescante, gustosa – e salutare (?!) – bibita che due secoli dopo circa sarà sponsorizzata addirittura dall’uomo più famoso al mondo, il signor Babbo Natale!

Ora, il Pemberton però, abilissimo “alchimista” non era altrettanto bravo in fatto di marketing e così, dopo aver accumulato qualche dollaro di debiti e in seguito a traversie varie, dichiarò bancarotta.

Dopo la sua morte un più abile uomo d’affari, un apprendista farmacista di nome Candler, perfezionando la ricetta aggiungendo fini trucchetti del mestiere – ad esempio più zucchero ed acido citrico per dar l’ultimo colpo di coda a quel retrogusto da medicinale – fondò quella che ad oggi rappresenta una delle compagnie più redditizie al mondo.

Ora, rinfrescatavi la memoria – e spero per voi non il palato! – con il riassunto dell’origine della bevanda, posso finalmente riallacciare i fili dell’articolo.

Ricapitolando, vero o no che si partisse da fini terapeutici, in ogni caso la formula di Pemberton – che chiaramente oggi non contiene più cocaina come l’originaria! – nata con l’intenzione, vecchia quanto il mondo, di “far soldi”, portò all’effetto esattamente contrario: la bancarotta dell’inventore!

Pur tenendo inoltre per buona l’ipotesi della leggenda metropolitana che fa partire la coca cola da un originario progetto contro il mal di testa, si potrebbe dire che in questa storia l’effetto ottenuto, ancora una volta, fu contrario rispetto al movente, infatti – e anche qui mi assumo la responsabilità di quel che segue – da rimedio “pro salute”, il prodotto finale che ne è nato è senz’altro tutt’altro che “sano” e “benefico” per il nostro organismo e senz’altro un ulteriore, indiretto danno è provocato all’ambiente, dato l’inquinamento prodotto da quanti incivili e incuranti, abbandonano i recipienti in PET in giro per parchi, aiuole, strade etc.!

Nel caso dell’invenzione di Pemberton insomma, la “farfalla” ci ha messo proprio tutto l’impegno affinché il suo “battito d’ali” portasse in una direzione totalmente contraria!

Ora però, come vi avevo anticipato, anche se la storia insegna che la probabilità di un effetto negativo rispetto ad una intenzione di partenza involontariamente produttrice di effetti dannosi, come nel caso appena ricordato, recentemente una vicenda, che con la storia della coca cola ha in comune il partire da un escamotage di marketing, potrebbe potenzialmente produrre effetti assolutamente positivi e per la salute e per l’ambiente!

Non so se vi è capitato, qualche settimana fa, di imbattervi in una discussione in rete partita da un esperimento “pseudoscientifico” – spacciato per vero –  da una manovra pubblicitaria della famosa casa di mobili svedese – per intenderci quella che solitamente fa illuminare gli sguardi delle donne mentre gli uomini che le accompagnano stanno disperatamente sperando che il giro fra le meraviglie per la casa finisca al più presto!

La casa infatti, che tra le altre mille fantasticherie vende anche piante da appartamento, aveva dichiarato di aver condotto un test sulle piante dal quale sarebbe emerso che le piante potessero  comprendere il linguaggio umano e il senso delle affermazioni – e qui stava la bufala (tant’è vero che tanti esperti poliglotti hanno visto sfumarsi davanti agli occhi il nascente sogno di gloria e opportunità di lavoro come interpreti fra che so, bonsai giapponesi e ulivi pugliesi!).

Si sa infatti che i vegetali, e non sappiamo ancora esattamente come, percepiscano ad esempio le vibrazioni dell’acqua o il ronzio di insetti innocui, utili o dannosi per la loro vita, ma senz’altro è falso che possano comprendere il linguaggio degli uomini e il significato di esso.

In ogni caso, la notizia descriveva un falso test condotto sulle piante, si sarebbero fatto loro “ascoltare” messaggi registrati di frasi dal tono “bullizzante-umiliante” ed affermazioni al contrario rispettose, gentili ed incoraggianti.

Il test avrebbe prodotto effetti benefici o “deprimenti” sulle piante in oggetto!

E da qui la discussione: non si può non considerare l’utilità di cui un messaggio menzognero approntato ad hoc per fini puramente economici si è trovato a far da veicolo.

Se passano i messaggi del DOVERE di ciascuno di rispettare le piante, in quanto esseri viventi e degli effetti deleteri del bullismo e della mancanza di rispetto verso l’altro in generale, allora, grazie farfalla, stavolta hai battuto le ali in un modo degno dei più sinceri battiti di mani!

Luisa De Vita

 

Fonti:

https://www.focus.it/ambiente/natura/le-piante-ci-sentono

https://www.coca-colaitalia.it/storie/storia-di-coca-cola-nascita-di-un-idea-che-ha-rinfrescato-il-mondo

http://www.timetocomm.com/news/la-storia-della-coca-cola/

https://it.wikipedia.org/wiki/Coca-Cola

lude

Luisa De Vita, campana, residente in provincia di Napoli. Ho studiato Filosofia presso la Federico II di Napoli.

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