Il Dio Thot: una divinità dai mille volti

Il Dio Thot  è considerato tra i più importanti essere divini dell’antichità. La sua funzione è forse tra le più temute e rispettate dalle numerose culture in cui questa divinità compariva seppur attraverso nomi diversi.

Le entità lunari, come dice la parola stessa, sono associate alla Luna e hanno funzioni e tradizioni diverse a seconda della cultura. A questa categoria appartiene anche Thot.

La sua identità era molteplice, infatti era conosciuto anche come:

Hermes per i Greci;

Sim per i Sumeri;

Mercurio per i Romani;

Quetazcoatl per i Maya;

Chiquitet per gli Atlantidi.

Chi era il Dio Thot per la popolazione egizia?

Dio Thot

Amato e venerato nella città di Khmonou (in greco Hermopolis) nel Medio Egitto, Thot era il Dio della scrittura, della magia, della sapienza, della matematica e geometria, inventore dei geroglifici.

E’ il patrono degli scribi, a lui si deve appunto l’invenzione della scrittura. Secondo la teoria ermopolitana, il Dio Thot aveva reso effettiva la creazione del mondo grazie alla parola.

Precisazione: gli Egiziani credevano che Seshat avesse inventato la scrittura, mentre Thoth l’avrebbe solo insegnata all’umanità. Seshat altro non era che la “Signora della Casa dei Libri”, quindi anche lei era una figura che si prendeva cura della biblioteca, di ortografie e rotoli.

Si narra che avesse annotato in 42 libri tutta la sapienza del mondo. Il numero 42 sta per i nomoi egizi e per i giudici della psicostasia, di cui faceva parte.

La Luna era alla base del calendario egiziano. Come detto poc’anzi, Thot era un Dio lunare e quindi anche “signore del tempo”.

Era anche il Dio delle leggi e del diritto, aiutando Osiride a giudicare le anime dei faraoni e segnandone il loro destino. Questo avveniva durante il Giudizio divino – la pesatura del cuore.

Il Giudizio Divino: la pesatura del cuore

Come gli Dei giudicavano le anime dei morti per segnarne il loro destino, è scritto nel capitolo 25 del libro dei morti. Tra questi vi era Osiride, Thot e Ammit, quest’ultima era colei che ingoiava l’anima del defunto qualora non avesse superato il giudizio.

Una bilancia, inventata da Thot stesso, ed una penna di Ibis erano gli oggetti divini con cui veniva decretato il giudizio. Il cuore del defunto veniva posto in un piatto della bilancia e la penna d’uccello nel piatto opposto. Due erano i verdetti:

se il cuore pesava più della penna, l’anima del defunto era condannata e la dei Ammit lo ingoiava;

se pesava quanto la penna e quindi restava bilanciata, allora era degna di passare “dall’altra parte” e Osiride lo accompagnava nei Campi dei Giunchi.

Come veniva raffigurato Thot

Due sono le raffigurazioni del Dio Thot:

quello più comune e ritrovato nella maggior parte dei reperti era una forma umana con la testa di Ibis, un uccello che vola sulle rive del fiume Nilo e che si pensa sia legato a questa divinità per la precisione dei suoi salti, che distano esattamente quattro palmi;

un babbuino con in testa una luna, simbolo di saggezza e di cui troviamo una statuetta al Louvre.

Nella mitologia egizia Thot era stato alleato di Horus nella lotta contro Set, per difenderlo dal Dio Ra. Quando la Dea Tefnut fuggì nel deserto di Nubia, egli fu incaricato di riportarla indietro.

La sua figura è insistentemente presente anche nel Fedro di Platone, il quale affronta le tematiche della conoscenza e della sapienza e che egli stesso ha un giudizio negativo sulla scrittura. Tuttavia il filosofo delle idee ha sempre utilizzato la forma scritta per veicolare le sue tesi filosofiche.

Perché è presente in così tante culture?

Non ci è dato di sapere con certezza assoluta il motivo per cui una divinità del genere sia stata rappresentata da numerose e talvolta civiltà molto differenti tra loro.

Non bastasse, il culto del dio Thot viene adoperato in epoche completamente ineguali se guardiamo alle popolazioni che lo adoravano.

Esistono delle teoria circa il tramandamento di questa figura attraverso i geroglifici ma risulta tuttora da verificare.

Altre interessanti studi, dimostrerebbero (almeno teoricamente) che determinati aspetti delle religioni pre-età del bronzo siano state importate con il passa-parola fino ad epoche successive, un po’ come succede per i racconti di folklore nelle campagne europee del 1800.

Quindi Thot potrebbe essere il risultato di una memoria collettiva formatasi agli albori della nostra specie. Oppure no… 🙂

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