Detroit : Become human e le polemiche sugli abusi

Detroit: Become Human ha annunciato recentemente la sua data di rilascio, il 25 maggio 2018.

Il gioco in esclusiva per Playstation 4 è l’ennesima creazione della famosa casa di sviluppo Quantic Dream, vittima spesso e volentieri dell’attenzione della stampa.

Quantic Dream spesso contestata dalla stampa

Vari episodi possono essere evidenziati e studiati per quanto riguarda questa casa di produzione, ma per questo articolo voglio concentrarmi su quello risalente a non molto tempo fa, riguardante gli abusi su minori.

E’ ben noto che i titoli di Quantic Dream sono per adulti e trattano temi spesso spinosi e delicati, anche se inseriti all’interno del contesto di una trama classicamente di stampo poliziesco.

Ebbene la pietra dello scandalo è stato uno dei trailers che anticipavano il gioco (quando ancora la data di uscita era ignota).

Detroit : Become Human contestato a causa di un trailer

Tale trailer aveva un evidente intento esplicativo rispetto alle possibili scelte relative alle scene di gioco ed alle loro implicazioni per quanto riguarda l’arco narrativo della storia. Mostrava la storia di Kara, un androide, rotta per motivi sconosciuti, che tornava alla casa dei padroni riparata, senza alcuna memoria di cosa fosse successo precedentemente.

Presto però essa si rende conto che il padre, alcolista marito di una madre assente, ha una mano molto pesante con la figlia ed è un uomo dedito alle droghe ed alle armi.

In una scena con escalation di violenza volta a mostrare come l’inazione del giocatore sia anch’esso una scelta, si vede la bambina, figlia dell’uomo, morta. Picchiata cioè a morte dal padre che, obnubilato dai fumi dell’alcool, non e in grado di controllare la collera.

Questo trailer, che potete vedere qua sotto, ha scatenato un putiferio con dichiarazioni sdegnate da parte di rappresentanti politici e di organizzazioni per la difesa dei bambini.

Ecco, questo è il tipo di atteggiamento sminuente che non vogliamo. E non lo vogliamo non perché non consideriamo, come videogiocatori, illegittime le idee altrui, ma perché esse stesse sono frutto di cattiva informazione preventiva e di pregiudizio da parte di chi parla.

Perchè le contestazioni a Detroit : Become human si basano su pregiudizi?

Detroit: Become Human è un videogioco. In quanto tale, nella visione di chi non lo considera come un medium dalle capacità espressive pari a tanti altri media (e/o di altrettanta espressività e serietà), è un mero strumento ludico incapace di affrontare o esprimere propriamente temi complessi.

Questa è una tesi che fortemente contesto, a maggior ragione di fronte ai tanti esempi che ognuno di noi, nella nostra quotidianità, può trovare di media incapaci di gestire la confidenzialità delle informazioni o la delicatezza di trattazione di temi sensibili.

Ed altrettanti esempi si possono – purtroppo – trovare di come tali altri mezzi di comunicazione istituzionalizzati come “seri” (film, telefilm, programmi televisivi, libri) abbiano fatto strame delle norme di civile convivenza e di decenza pur di fare notizia o attirare maggior pubblico.

Detroit : Become human è un videogioco, un mezzo di espressione pari a tutti gli altri.

La principale argomentazione è che un tale argomento non può essere trattato nel campo dei videogiochi perché la sua trattazione è come un’esposizione indebita e quasi una promozione agli occhi dei fruitori, per la maggior parte ragazzi condizionabili.

Questo tipo di argomentazione non ha alcun fondamento e fa capo alla retorica basata su luoghi comuni sul mondo videoludico e sui suoi fruitori.

E’ ben noto che progressivamente il videogioco è un mezzo di intrattenimento che ha acquisito come fascia di utenza principale un pubblico ben più adulto di quello che si immagina chi ha visto i primi computer e li ha comprati per i propri figli.

Si sa che i giovani d’oggi sono sensibili e vengono volutamente sensibilizzati su temi importanti.

E’ infine ancora una volta noto che il punto focale sia il modo in cui viene trattato un tema e non il mezzo di comunicazione.

Ciò che è accaduto con Detroit : Become human non deve accadere più

Ecco quindi ancora una volta emergere come la base della tesi tale per cui i videogiochi siano inadatti a trattare un tema come gli abusi minorili sia di fatto una discriminazione aprioristica verso il videogioco in toto come mezzo espressivo.

E ciò è scandaloso ed oltraggioso in una società moderna che si sta avviando velocemente al primo ventennio del ventunesimo secolo.


Joliet Jake

Nato in una assolata e ridente (?) valle ai confini con la Svizzera, Joliet Jake sfruttò, dalla nascita, questo profluvio di orologi e cioccolato per la sua crescita. Un’errata proporzione nel mix ottenne lo straordinario risultato di farlo arrivare sempre in ritardo e di dipendere dal cioccolato per la propria sopravvivenza. Informatico per passione, ha molti interessi e mirabilmente riesce a fallire in tutto in modo omogeneo. Autore di testi di vario genere per formazione e velleità, si prodiga nella redazione di castronerie astrali. Vi conviene leggere i suoi scritti prima che scompaia ed il suo genio venga riconosciuto postumamente da archeologi in cerca di reliquie letterarie(digitali) di alto lirismo. Che però saranno convinti che la lingua dei testi sia il turcomanno antico.
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