Ryōgo Narita: le nuove sfide dell’autore di Baccano! e Durarara!!

Al pari della serialità televisiva che tanti appassionati raccoglie in questi ultimi anni in Occidente, abbiamo una serialità, quella nipponica che ha creato veri e propri capolavori visivi e generato una schiera sempre più numerosa di fan.

Non si tratta del classici cartoon degli anni ‘70 e ‘80 epoca d’oro delle serie per bambini, da Mazinga a Daitarn 3, quanto piuttosto di vere e proprie storie in cui i personaggi si evolvono seguendo una complessa crescita psicologica.

Ryōgo Narita, l’autore di Baccano! e Durarara!, è uno dei maggiori esponenti di questo filone di narrativa matura.

Narita è capace di appassionare allo stesso tempo adulti e ragazzi per l’originalità delle sue storie, la ricchezza dei personaggi che entrano in gioco nei suoi manga e un universo coerente e condiviso tipico di molta letteratura di genere, in special modo del fantasy e della fantascienza.

durarara e baccano
Il logo di Durarara!

I fan parlano spesso nei forum dedicati al loro idolo di Naritaverse, alludendo a un  mondo strutturato, simile al nostro, ma dove agiscono forze sconosciute al limite tra la magia e la fede.

È in questo universo che prende avvio Baccano!

Nel 1711 sulla nave Advenna Avis in rotta verso le Americhe, in una classica notte da risveglio demoniaco, prendono vita forze capaci di atterrire anche il più coraggioso degli esseri umani.

Entrano in gioco un elisir di lunga vita, un rituale crudele e un gruppo di alchimisti tra cui si cela il germe della ribellione.

Questo il preludio, per poi passare all’America degli anni Trenta dove gang e criminali si sfidano per il controllo del territorio.

È il giovane Firo, uno dei protagonisti del manga, alle prese con  eventi improbabili che mettono in gioco forze che vanno oltre la comprensione umana.

Una sfida alla roulette in una fumosa sala da gioco piena di fascino d’altri tempi e una vincita di 35 a 1, un pieno nel codice del gioco, risultato dell’aver puntato su di un solo numero.

Questo è l’inizio quanto mai improbabile del manga.

La storia seguirà poi un plot frenetico e spesso spiazzante con nuovi personaggi che intrecciano il percorso del protagonista.

A fare da trait d’union impossibile quanto seducente, l’elisir di lunga vita, metafora del desiderio umano alla vita eterna che Narita traspone nell’universo violento e imprevedibile dell’America degli anni trenta dove a dominare il gioco, solo apparentemente sembrano essere le attività criminali dei protagonisti.

Lo stesso universo lo ritroviamo in Vamp!, altra opera simbolo del mangaka nipponico.

Ma questa volta siamo in un’isola del profondo nord.

A Growerth convivono vampiri e uomini lupo, streghe e altri esseri fantastici sotto la benevola protezione del visconte Gerhardt von Waldstein, vampiro di antica stirpe e nobili ideali

Anche in questo caso il plot più che avvincente  è tenuto assieme da una moltitudine di personaggi che generano storie in quantità.

La famigerata quanto misteriosa Organizzazione formata da vampiri dissidenti sta tramando qualcosa, mentre il sindaco del villaggio di Rukram altri non è che un dampyr, nato dall’incontro tra un vampiro e un’umana.

E che dire del mutaforma che vive al villaggio e che sembra nutrire un complesso irrisolto per la sua stessa natura? Domande che troveranno risposta, tutte, nel corso dei cinque volumi del manga.

 

Durara!! è invece ambientato in Giappone dove gang e piccoli criminali si sfidano senza tener conto della leggenda del mitico Dullahan, che poi tanto leggenda non è visto che il cavaliere senza testa e con occhi di brace farà la sua scomparsa proprio a Tokyo, nel modo inaspettato, tipico, con cui entrano in scena i personaggi di Narita. Stesso universo, diversa location, divertimento assicurato.

 

Attendiamo con grande ansia di leggere anche in Italia l’ultima fatica di Narita, Dead Mount Death Play per la curiosità con cui l’autore ha saputo trattare le passioni umane e per la profonda originalità delle sue trame.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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