I migliori 30 momenti della storia del rock! Seconda Parte

Siamo tornati con la classifica dei 30 momenti migliori della storia del rock! Di seguito ci saranno i primi 15 posti!

La scorsa volta ( prima parte ) abbiamo concluso con l’intro di Sweet Child o’ Mine e adesso riprendiamo a scalare la classifica fino ai primi posti in assoluto!

VIA!

 

  • Eruption – Eddie Van Halen – Tapping:  In questo estratto dell’assolo di 13 minuti dello stratosferico Eddie Van Halen ascoltiamo la sua maestria nella tecnica del tapping, che lo eleva sopra gli altri: tutto il solo è un concentrato di forza e velocità, da tachicardia. È un pezzo che tutti i chitarristi cercheranno di imparare una volta nella vita, e che ha portato molti di loro ad approcciarsi allo strumento. https://youtu.be/L9r-NxuYszg
  • Stairway to Heaven – Led Zeppelin – Finale: L’assolo epico di Page sfocia, accelerando, sull’ alternanza di tre accordi, con il falsetto di Robert Plant che ogni volta ci gasa, ci fa fare headbanging e conclude una canzone già di per sè eccezionale con un con un pezzo veramente fenomenale. https://youtu.be/6_AeMmTE2pc
  • Welcome to the Jungle – Guns n’ Roses – Intro: Ancora una volta troviamo la chitarra di Slash che, con un sistema di effetti, crea un’atmosfera iperattiva accompagnata anche dall’urlo prolungato di Axl, che ci fa entrare in una dimensione di sballo e divertimento subito prima del riff. Un’intro lunga, in crescendo, e pare quasi seguire il battito del cuore che accelera. https://youtu.be/o1tj2zJ2Wvg
  • The book of Souls – Iron Maiden – Attacco vocale: Bruce Dickinson è famoso per la sua estensione vocale e tecnicità: questa canzone che inizia con un arpeggio di chitarra acustica e poi una pesante ritmica elettrica, Bruce si inserisce magistralmente sferrando un acuto e preannunciando l’epicità del brano. https://youtu.be/6mRqF_F6IhY
  • Layla – Eric Clapton – Riff: dal secondo chitarrista migliore di tutti i tempi (secondo Rolling Stone) non potevamo che aspettarci un riff pazzesco: in “Layla” ha usato poche note su una sola scala, ma molto accattivanti; il resto della canzone, tramite un sistema di giri di accordi, ha una struttura sempre ascendente: prima di ogni ritornello cresce sempre la tensione, fino a scoppiare di nuovo nel riff principale (come cambiare le marce in macchina andando sempre più veloci). https://youtu.be/fX5USg8_1gA
  • I MIGLIORI 10

  • Sweet Child ‘o mine – Guns ‘n Roses – Inizio assolo: Saul Hudson conquista ancora una posizione con l’assolo del loro più grande successo, che inizia lentamente con molti bending passionali, poi si intensifica percorrendo le sue famose scale pentatoniche e passa ad un ritmo veloce, che fomenta, difficile da suonare, che introduce nella parte più movimentata della canzone (where do we go now?). https://youtu.be/1w7OgIMMRc4
  • The Sound of Silence – Disturbed – Ultima strofa: l’intero brano è caratterizzato da un crescendo vocale (sia in intensità che di volume); il cantante dà un’espressività alla sua voce senza precedenti, da brividi ad ogni ascolto. Scatena delle note calde e dall’anima metal su questa canzone degli anni 60 di Simon e Garfunkel, per molti una delle poche cover che ha superato persino l’originale.https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4
  • Money for nothing – Dire Straits – Intro: questa, similmente a quella di Welcome to the Jungle, crea un clima di attesa sia con i sintetizzatori che con la voce in lontananza: le prime note della chitarra arrivano dopo circa 20 secondi e quindi risultano molto più intense; un riff non complicatissimo, ma che fa partire di testa ogni volta.https://youtu.be/wTP2RUD_cL0
  • Bohemian Rhapsody – Queen:  la sua particolare struttura musicale, composta da cinque diverse parti principali (un’introduzione corale cantata a cappella, un segmento in stile ballata che termina con un assolo di chitarra, un passaggio d’opera, una sezione di hard rock e un altro segmento in stile ballata che conclude su una sezione solo piano e chitarra) ci fa attraversare un ottovolante di emozioni, ed ha fatto entrare questa canzone nella storia, da molti considerata la migliore in assoluto.https://youtu.be/fJ9rUzIMcZQ
  • Whole Lotta Love – Led Zeppelin – Inizio assolo: l’inizio di questo solo ci colpisce come un tuono dopo 2 minuti di rumori, urla e percussioni quasi tribali, viene come un’esplosione di passione in cui si alternano accordi ritmici e parti soliste.https://youtu.be/HQmmM_qwG4k
  • Innuendo – Queen – Flamenco: questo giro di accordi tipicamente spagnolo (al centro di una canzone caratterizzata da ritmi e toni solenni sia all’inizio che alla chiosa) spezza il tutto creando una reazione immediata nell’ascoltatore: saltare in piedi e iniziare a ballare a ritmo di flamenco; intelligente l’introduzione della chitarra elettrica sui suoni della chitarra spagnola.Innuendo
  • Comfortably Numb – Pink Floyd – assolo: come rendere ancora più epico un assolo già considerato il migliore? Cambiamo la base da quella dei Pink Floyd del 1979 a quella dei Metallica (Fade to Black): si fondono alla perfezione lasciandoci uno stato di armonia addosso; viaggi mentali e brividi per due minuti, un assolo in grado di far passare i brutti pensieri se preso nel modo giusto. Cambio base – andare a fine video , Assolo originale
  • IL PODIO

  • Child in Time – Deep Purple – finale assolo: questa canzone si divide in due parti, l’assolo fa da cesura: inizia dapprima lento, poi la precisione meccanica di Ritchie Blackmore culmina in una serie di note velocissima che ci dà un’idea di corsa: la conclusione del solo invece è improvvisa, nel bel mezzo di questa serie rapidissima di note; il cuore si ferma, solo il sintetizzatore va. A quel punto la canzone ricomincia da capo, con…
  • Child in Time – Deep Purple – acuti: Ian Gillan ai tempi d’oro riusciva a fare degli acuti di ottave veramente alte, in falsetto e con un tono quasi di pianto alla sua voce: alzandola progressivamente ci dà un’idea di aumento di tensione e di sofferenza, che denunciano la guerra e il dolore dei bambini. Possiamo vedere un parallelo tra il crescendo della voce e il crescendo del solo subito dopo, di cui abbiamo appena parlato (e con cui si amalgama perfettamente). Child in time
  • Jimi Hendrix brucia la chitarra – Monterey 1967: Jimi non sopporta la superficialità del suo pubblico: cerca uindi di impressionare per il suo modo di trattare la chitarra. Quando l’ultimo brano sta per finire appoggia la chitarra per terra, si inginocchia e le dà fuoco: la fiammata sembra avvolgerlo. Jimi si alza e guarda emozionato il suo strumento che brucia, poi si alza e se ne va.  Jimi brucia la chitarra

Siamo finalmente giunti al primo posto! Bisogna sempre tenere a mente il giudizio personale dell’autore, so che ci sarebbero stati molti altri momenti da inserire a pari merito tra questi 30, ma per questioni pratiche ho inserito i più significativi.

 

E voi? Siete d’accordo? Mi sputereste in un occhio? Siete in lutto perché manca il vostro artista preferito? Scrivete nei commenti cosa avreste voluto vedere!

STAY ROCK

 

Giovante

Tra i primi ad affacciarsi sul nuovo millennio, scrive con ponderzione e riserva spazio all'occhio scientifico; si muove a suo agio tra musica, scienza e lettura, senza tralasciare il suo lato bambinesco
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