Il Natale in casa Bosone

You better watch out, you better not cry

Better not pout, I’m telling you why

Santa Claus is coming to town

Se non l’aveste ancora capito, perché siete rimasti rinchiusi nella Bat-Caverna, sta arrivando il Natale!

È quindi tornato il periodo fatto di lucine colorate, abeti addobbati, presepi, dolci, Babbi Natale appesi ai balconi …

Photo by Aaron Burden on Unsplash

Ognuno di noi ha addobbato la propria casa con vari simboli in attesa del giorno di festa.

Ma siete sicuri di conoscere davvero le origini delle usanze natalizie? Ci siamo qui noi de Il Bosone a colmare le vostre lacune!

Cominciamo!

Il Presepe

La tradizione cattolica di rappresentare la nascita di Gesù, ha avuto origine nel 1223 con San Francesco d’Assisi. Il Santo, rifacendosi alle raffigurazioni pittoriche della Natività già in uso dal periodo romano, decise di rievocare la nascita del Signore in un luogo, Greccio, che trovava molto simile alla città di Betlemme. Nella rappresentazione di San Francesco vi erano solamente la mangiatoia, il bue e l’asino, mentre le figure umane furono introdotte in una tradizione successiva.

La descrizione della raffigurazione francescana si trova nella Leggenda Maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, e questo scritto ha ispirato Giotto per comporre l’affresco Il Presepe di Greccio nella Basilica Superiore di Assisi.

Il resto è storia.

L’Albero di Natale

La tradizione di decorare l’albero di Natale ha origini antichissime in varie culture, dove era usanza decorare gli alberi del paradiso. In particolare tra i Celti e i Vichinghi era usanza, durante le notti che precedevano e seguivano il solstizio d’inverno, decorare l’abete rosso, considerato magico, con luci e frutti. In questo modo si auspicava il ritorno del sole e si richiamava la fertilità che la primavera avrebbe riportato.

Il cristianesimo fece sua questa tradizione e l’albero divenne il simbolo dell’albero della vita posto al centro del Paradiso Terrestre; la leggenda vuole che da un ramo di questo Albero fu ricavato il legno della croce di Cristo.

La tradizione dell’albero di Natale, così come altre tradizioni natalizie, è particolarmente sentita nell’Europa di lingua tedesca.

Panettone e Pandoro

I due dolci più tipici della tradizione italiana, che dividono inevitabilmente i commensali; è sempre guerra tra #TeamPandoro e #TeamPanettone. Le origini di questi dolci si perdono nella leggenda.

Si narra che Messer Ulivo degli Antenali, falconiere che abitava nella contrada delle Grazie a Milano, fosse innamorato di Algisa, figlia di un fornaio. L’uomo si fece quindi assumere dal padre della fanciulla e provò ad inventare un dolce. Impastò farina, burro, uova, scorza di cedro, miele e uvetta, quindi infornò. Il successo fu tale che tutti lo vollero assaggiare. Nacque così il panettone. Inutile dire che Ulivo e Algisa si innamorarono e vissero felici e contenti.

La più antica e certa attestazione di un “Pane di Natale” si ha nel 1599, presso il Collegio Borromeo di Pavia, quando un pane ottenuto con farina, burro, uova, uvetta e spezie fu servito agli studenti durante il pranzo natalizio.

Oggi il panettone è tutelato da un disciplinare che ne specifica gli ingredienti e le percentuali minime per poterlo definire tale.

Le origini del Pandoro sono invece da ricercarsi nell’antica Roma dove, secondo uno scritto, nel I secolo d.C. un cuoco di nome Vergilius Stephanus Senex preparò un panis con fior di farina, burro e olio. Un pane de oro veniva poi servito attorno al XIII secolo sulle tavole dei nobili veneziani.

L’attuale ricetta si deve a Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima industria dolciaria veronese, che nel 1894 brevettò un dolce soffice dalla caratteristica forma di stella ad otto punte opera del pittore impressionista Angelo Dall’Oca Bianca.

Attualmente sono i due dolci natalizi più venduti in Italia con circa 100 milioni di pezzi prodotti, per un valore di circa 600 milioni di euro.

Babbo Natale

Chi non conosce il gioviale, barbuto e corpulento vecchio vestito di rosso? Nessuno. Ma forse non tutti sanno che tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano principalmente dallo stesso personaggio storico: San Nicola, vescovo di Myra, Turchia.

Fu un vescovo molto amato già in vita e il suo culto proseguì subito dopo la sua morte; in particolare nel Medioevo divenne protagonista di molte leggende riguardanti miracoli in favore di poveri e soprattutto di bambini. Ad esempio si racconta che venne a conoscenza della sorte di un ricco uomo caduto in disgrazia che voleva far prostituire le tre figlie poiché non aveva il denaro necessario per assegnare loro una dote per un matrimonio decoroso; Nicola, che era molto ricco, raccolse un’ingente somma di denaro, la divise in tre parti e le lanciò di notte nella casa dell’uomo in modo che le figlie avessero la dote che meritavano. Un’altra leggenda narra che resuscitò tre bambini uccisi da un macellaio che ne aveva messo i corpi sotto sale per venderne la carne. Per questo San Nicola venne considerato il protettore dei bimbi.

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In molte regioni d’Europa, Santa Claus è rappresentato ancora in abiti vescovili. Il nome Santa Claus deriva da Sinterklaas, nome olandese di San Nicola.

La tradizione dei regali sotto l’albero o nella calza appesa al camino nei paesi germanici, deriva invece dalla tradizione precristiana. Il folclore germanico voleva che Odino tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del Solstizio d’Inverno accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti. I bambini lasciavano i propri stivali, pieni di paglia e carote per sfamare il cavallo del dio, nei pressi del caminetto. Odino, in cambio, avrebbe sostituito il contenuto con dolci o regali.

Photo by Wesley Tingey on Unsplash

Adesso che sapete tutto sul Natale, potete indossare il vostro maglione più imbarazzante, accendere il camino e prepararvi ad accogliere amici e parenti per festeggiare tutti insieme.

Da tutti noi del Bosone,

Buon Natale e un felice 2018!!

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