Dragon Ball GT: A volte le emozioni non sono canoniche

Non voglio aprire con lunghi ed inutili giri di parole, di cosa parleremo oggi l’avrete sicuramente capito dalla copertina e dal titolo.

L’amato/odiato Dragon Ball GT.

Vi risparmio convenevoli e informazioni futili come l’anno d’uscita o il riassunto della trama, se siete qui sapete già di cosa sto parlando. Quindi vado subito al dunque.

Dragon Ball GT merita di più ?

Essì, perchè su internet tra fan inferociti e ricercatori di coerenza (che in GT è praticamente inesistente) sono moltissime le persone che criticano pesantemente l’opera.

In tutti questi anni, dopo solo 64 episodi, Dragon Ball GT ha dovuto vivere con questo “fardello”.

Ormai è legato all’immagine di un opera “non riuscita“, tecnicamente scarsa e priva di qualunque senso logico.

Molti lo criticano poichè non regge il confronto con la prima mitica serie o con Z. Altri trovano invece altre centinaia di difetti.

Gohan, Vegeta, Goten e Trunks letteralmente ridicolizzati e resi “inutili”

L’introduzione della fastidiosissima Pan.

Delle saghe molto scadenti (prima fra tutte quella di super C-17 e quella delle ricerca delle sfere)

Le constanti incogruenze con l’opera originale e , a volte, anche con se stessa.

I combattimenti e le animazioni decisamente sottotono rispetto ai fasti di Z.

I BAFFI DI VEGETA.

Ora, questa sarebbe la parte in cui dico “no non è cosi, questi difetti non sono veri ecc…”

E invece, sono d’accordo.

Questi sono solo alcuni dei difetti di GT, opera nettamente inferiore alle altre due sul piano tecnico e per quanto riguarda la trama.

E allora, buttiamolo via questo GT. Dimentichiamoci di questi 64 orribili episodi, saltiamo direttamente a Super facendo finta che nulla sia successo.

E questa volta, non sono d’accordo.

Tutta questa orda di fan, fedeli all’opera originale e al manga che ripudiano quest’opera, incapaci di superare i difetti e di comprendere appieno i pregi, io non la capisco

a proposito di quarta trasformazione…lo scorso capitolo del manga ha regalato un colpo al cuore di tutti i fan di GT

Gente che definisce il Super Saiyan God il “Super Saiyan di quarto livello”, pensando a quello di GT come un brutto incubo, gente che rimprovera aspramente la TOEI per essersi messa al lavoro su un sequel senza la presenza del suo creatore originale (Akira Toriyama ha curato solo alcuni disegni di quest’opera), gente che preferisce fermarsi alla saga di Majin Bu.

Cari fedeli e ottusi fan, non è cosi.

Premetto che i miei ricordi o pensieri potrebbero essere leggermente determinati dal fatto che quest’anime ha segnato la mia infanzia, ma posso assicurarvi che ho ragionato nel modo più oggettivo possibile quando qualche giorno fa ho nuovamente finito di rivederlo ed ho pensato proprio a questo articolo.

Dragon Ball GT mi ha dato qualcosa che super ancora non è riuscito a darmi.

Qualcosa che lo rende un’opera indimenticabile.

EMOZIONI.

No, non sto parlando di pelle d’oca o sorpresa, ma di vere e proprie emozioni.

Qualcosa che ti lascia esterrefatto davanti lo schermo e ti coinvolge cosi tanto da segnarti nel profondo.

La prima trasformazione in Super Saiyan 4, il sacrificio di Junior, le lacrime di C-18 per la morte di Crillin.

Vegeta, trunks, gohan e goten che si lanciano in un assalto disperato ed inutile contro omega shenron.

La genkidama finale.

E infine, la cosa più importante: la consapevolezza che sta tutto per finire…

I personaggi invecchiati, Goku che si “fonde” e vola via con Shenron, la “lotta” finale con crillin.

Vedere tutti quei personaggi, che hanno segnato la nostra infanzia, improvvisamente invecchiare e andarsene. La fine di tutto…

Sono picchi che Super ancora non ha toccato. Picchi che meritano di essere ricordati.

Personalmente preferisco ricordare questi momenti che soffermarmi sui difetti.

Dragon Ball GT è un opera complessa, che ha bisogno di uno sforzo da parte dello spettatore per farsi apprezzare. Un opera che può regalarti emozioni paragonabili a quelle di Z.

Emozioni non canoniche, ma pur sempre emozioni.

 

Manu99

Cresciuto nell'epoca "d'oro" dei videogiochi. Tra i salti di Crash, le corse sui muri di Prince of Persia, la paura per Resident evil 1 e l'esplorazione di Tomb Raider. Appassionato da sempre di lettura e giornalismo, con l'abitudine di dire sempre come la pensa su qualsiasi cosa.
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