Legnochimica di Cosenza: si ignora il disastro ambientale

La serata dello scorso venerdì (20-10-2017) ha siglato, probabilmente, un punto di svolta nella vicenda legnochimica a Cosenza.

Per chi non lo sapesse, il complesso ereditato da un’azienda torinese in presunta liquidazione (dal 2003) affligge i residenti di diverse zone della provincia occupando un raggio geografico dalla portata estesa ma ancora ignota.

ex legnochimica rende cosenza
L’ex legnochimica

Quello che la popolazione accusa sono frequenti miasmi maleodoranti.

E’ possibile percepire gli odori soprattutto nel periodo estivo quando le sostanze contenute nelle vasche della struttura abbandonata, avviano un processo di autocombustione.

incendio legnochimica
Incendio notturno alla legnochimica di Cosenza

In questa condizione, sia il suolo dell’edificio, sia quello circostante, viene invaso da un incendio il cui circolo vizioso è terminabile solo dall’intervento delle autorità.

Tutto ciò, in sincronia con diverse realtà avviate in prossimità della legnochimica, hanno fatto traboccare il vaso fin troppo pieno delle sopportazioni che i cittadini del luogo hanno accumulato da ben due decenni.

Stiamo parlando della presenza, nella stesso spazio, di:

  • centrale biomassa non adeguatamente gestita
  • depuratore non esattamente depurante

Un piccolo passo in avanti

Il problema è che ad oggi, i cittadini non conoscono i tecnicismi delle cause ma hanno imparato sfortunatamente a convivere con gli effetti devastanti dell’inquinamento prodotto da questo triumvirato degli orrori.

Insorgono infatti, diverse iniziative tra la gente colpita dagli (non solo) odori sgradevoli tra cui spicca certamente l’Associazione Crocevia, un’organizzazione no-profit il cui scopo è quello di avvicinare la popolazione locale al problema inquinamento.

L’incontro con i cittadini di venerdì scorso, ha piantato le basi per sviluppare la caratteristica da sempre mancante in merito alla discussione, ovvero: la comunicazione tra semplici cittadini non influenzati da alcun meccanismo politico.

Cosa emerge, dunque, cosa accomuna l’esperienza dei residenti della zona?

In molti intervengono e le dichiarazioni sembrano in qualche modo tutte collegate tra loro; si parla soprattutto di una maggiore incidenza tumorale nelle famiglie che abitano l’area interessata dal fenomeno.

Ciò che ancora ignoriamo sulla legnochimica

I lettori più affettuosi ricorderanno un precedente articolo sul tema nel quale si esplicitava la similarità del fenomeno con quello dei più noti disastri ambientali al mondo.

Per quanto la discussione tenuta dall’organizzazione Crocevia abbia tirato fuori degli elementi utili alla comprensione del fenomeno, ciò che è tuttora ignorato è la reale portata del danno subito.

Il problema, infatti, viene percepito erroneamente.

La legnochimica non è solo una fabbrica di cattivi odori o una gigantesca operazione economicamente dolosa come è stata definita durante la riunione.

Ciò che non si considera è la reale natura del fenomeno che risulta, stando a studi che sono stati già effettuati, un disastro ambientale a tutti gli effetti; termine più tecnico di quel che sembra.

Per dovere di cronaca, si ricorda che le sostanze contenute nelle vasche della fabbrica si sono riversate per centinaia di metri all’interno del suolo.

Gli elementi chimici, notoriamente cancerogeni, hanno così infettato le falde acquifere sottostanti. La portata del danno si può considerare, dunque, veicolata attraverso la rete idrografica dell’intera zona.

Stiamo parlando di un’estensione che ipoteticamente comprenderebbe tutto il Sud Italia.

La cartina mostra solo in piccola parte la rete idrografica della calabria che è stata colpita dalle sostanze della legnochimica
La cartina mostra solo in piccola parte la rete idrografica della calabria

Sdoganare il dilemma dalla sua sola percezione olfattiva potrebbe aiutare a comprendere meglio la gravità della situazione.

In realtà, gli effetti inquinanti della legnochimica si muovono attraverso tutti i canali possibili; quello atmosferico, quello idrico, quello ambientale (nb: territoriale).

E cosa peggiore, perdurando nel tempo oltre che nello spazio. Alla stessa intensità e frequenza d’origine, momento da considerare quando le vasche subiscono danneggiamento.

Non esiste motivo di effettuare ulteriori ricerche, siamo di fronte a una minaccia che va al di là di ogni aspettativa circoscritta alla provincia.

L’incomprensione è dovuta, come succede spesso, a una veicolazione non adeguata delle notizie.

Fare arrivare il fenomeno a un pubblico più vasto di quello regionale potrebbe essere un toccasana per gli sviluppi in merito alla sua risoluzione.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.
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