Circo: ecco perché non è un posto felice per gli animali

Immagino sia successo a tutti, da bambini, di aver desiderato di visitare le meraviglie multicolore del circo.

E’ successo a chiunque, per almeno una volta nella vita, chi da giovanissimo, chi da grande e probabilmente anche per averci portato i propri figli

Per molti è un’esperienza da regalare ai più piccoli, per altri è un modo di passare una serata diversa dalle altre. Per altri ancora, un lavoro. Ma esiste una categoria per cui risulta una tortura! Letteralmente.

Nulla da togliere alle bellissime esibizioni che giocolieri, ballerine, trapezisti e pagliacci ci regalano, veri artisti che hanno studiato e faticato per arrivare a un livello di maestria tale da riuscire a incantare platee.

Cosa a proposito dei domatori? Ebbene, per capire meglio il fenomeno è necessario rivolgere uno sguardo al passato… Bene, successivamente parleremo di loro da un punto di vista generale e poi di cosa succede nei circhi (o comunque la maggior parte); ma prima un pò di storia 😀

Come nasce il Circo

Il circo non è sempre come lo vediamo oggi. Giocolieri, acrobati, clown, luci soffuse… Tutto ciò è stato introdotto solo di recente (relativamente parlando).

In effetti, le sue origini risalgano a un momento storico più antico; dobbiamo tornare alla seconda metà del 1700, quando la “Scuola di Cavalleria Inglese” introdusse degli spettacoli di intrattenimento con i propri cavalli.

Qui, gli animali venivano addestrati ad eseguire una serie di giochi quali contare sbattendo gli zoccoli, fare il morto, trasportare oggetti, impennarsi… Elementi sopravvissuti negli anni e che sicuramente potreste riconoscere durante le attuali esibizioni circensi.

Lo spettacolo, poi, andava in scena su un’apposita pista rotonda, caratteristica ereditata dal circo odierno per consentire agli animali di muoversi in maniera regolare.

In origine, gli spettacoli della Scuola di Cavalleria Inglese non prevedevano di spostarsi di città in città come succede attualmente. Il cambiamento avvenne con l’arrivo delle Roulotte, quando le organizzazioni equine iniziarono a spostarsi accogliendo tra le proprie fila esibizionisti la cui arte era già nomade; artisti di strada come trapezisti, acrobati sulla corda sospesa, ballerini.

L’offerta dello spettacolo venne in questo modo ampliata e la forma del fenomeno andò delinearsi ulteriormente. In quel periodo, infatti, di forte interesse erano ritenute le maschere, un ulteriore elemento che andrò a caratterizzare quello che di lì a poco si trasformò nel circo che tutti noi conosciamo.

Eppure, quando si pensa al circo, la prima cosa che viene in mente è il “pagliaccio”! Non quello di IT, ovviamente, ma il classico burlone… Ebbene, il primo clown della storia veniva chiamato “Burt”, introdotto nel circo Astley alla fine del ‘700 e la sua funzione era quella di parodiare i cavallerizzi che rappresentavano, ancora, il fulcro principale dell’attrattiva. A causa di questo, divennero successivamente l’emblema del circo.

Una riflessione sugli spettacoli odierni

Il punto: al giorno d’oggi, è notoriamente risaputo che tutte le attrazioni circensi girano attorno ai protagonisti animali, per lo più esotici. Ma dietro al sipario di questo spettacolo multicolore si nasconde tortura, dolore, sofferenza!

A tutti piace vedere quei cavalli ben curati, splendenti, rispondere agli ordini di un addestratore con in mano un frustino. Ma a cosa mai servirà quel frustino? Forse, a rendere la sua figura più affascinante?

In molti potrebbero obiettare che il cavallo sia un animale che impara subito, per propria indole, non solo grazie a un addestramento. Per fiducia, potremmo dire, elemento che il più delle volte si basa sullo scambio di favori come per esempio: nutrire l’animale.

Cosa invece a proposito di una creatura meno abituata alla presenza dell’uomo? Una giraffa, un elefante, un leone… Magari bianco! O una tigre…

Non sono certo cuccioli di cane per i quali basta una pacca sul sederino per insegnar loro di non fare i bisognini in casa. No, non funziona così e purtroppo, del tema se ne parla molto poco.

Le immagini e i video di come questi animali vengano “addestrati” sono di una tale esplicità che il circo potrebbe subirne gravissimi danni.

Ultimamente in Calabria, precisamente in prov. di Cosenza, è stato allestito il circo Lidia Togni, conosciutissimo in tutta Italia, che si vanta per il possesso dei suoi splendidi leoni bianchi… E non solo!

Per chi non lo sapesse, i leoni bianchi sono una specie rarissima in via di estinzione… Il che fa di loro specie protetta; eppure il circo possiede 7 leoni, di cui 6 femmine e 1 maschio.

Questi splendidi felini vivono in ambienti che non sono certo delle gabbie a 4 ruote che vengono portate di qua e di la! Certo che no, loro vivono in Sud-Africa per cui direi che la differenza è netta.

Le necessità di un essere vivente

Purtroppo, molte volte questi animali ma anche tanti altri, dagli orsi agli elefanti fino agli ippopotami e giraffe, lama e semplici cagnolini, subiscono delle violenze inaudite per insegnare loro a stare al proprio posto; non vengono usati solo fruste ma anche bastoni, punizioni esemplari e tutto ciò che serve per insegnare loro a fare i “giochetti” che a noi piacciono tanto vedere durante le esibizioni.

Ora, non si sa se anche questo circo abbia adottato simili metodi di “educazione”, ma nulla toglie alla presenza di questi animali nelle attività circensi già per il solo fatto che si trovino fuori dal loro habitat naturale, che porta loro solo stress e nervosismo per gli spostamenti e il pochissimo spazio a disposizione!

Notizie dal mondo e testimonianze

Di seguito elencheremo alcune vicende con immagini e piccoli video… Consigliamo a chi è molto sensibile di sorvolare questa parte o non avviare i video!

Un caso scandaloso è quella della Gran Bretagna, in cui è stata ripresa, per quasi 15 anni, la vita degli animali nei circhi inglesi; le loro condizioni igieniche ma soprattutto di sopravvivenza…

Parliamo di animali di tutte le specie come leoni, giraffe, elefanti, zebre e dromedari in catene cortissime, nelle loro feci; ma quel che è peggio, costretti a subire le bastonate e le ripetute percosse da parte dello staff!

Tutto questo è stato documentato da Animals Defenders International sotto copertura, per far si che vengano presi seri provvedimenti.

Risultati immagini per maltrattamento circo gran bretagna

Risultati immagini per maltrattamento circo gran bretagnaRicordiamo che i piccoli vengono subito cacciati dall’affetto della mamma per iniziare il loro “addestramento”, che è quello che vedete in foto…

Un cucciolo di elefante a cui vengono tirate le zampe per insegnargli ad assumere una determinata posizione che dovrà poi esibire al pubblico!

Altro caso scandaloso è il circo Massimo in Grecia nel 2009, ed il video è chiaro…

Per chi non lo avvia dico brevemente due parole: gli elefanti in questione vengono percossi con bastoni ed uncini fino a subire terribili ferite e vi assicuro che le lacrime che scendono dai loro occhi non sono di gioia. Tutto ciò accade anche ad altri come gli struzzi, le tigri e le zebre!

Nel prossimo video abbiamo un appello per tutti coloro che sono testimoni di queste violenze, inoltre sono chiare le immagini della loro devastazione fisica e psicologica che li portano a intraprendere due strade: la prima è quella della depressione, la seconda è l’aggressività…

Come già scritto anticipatamente, anche semplici cagnolini vengono maltrattati:

Ricordiamo che come noi umani, anche loro meritano una vita dignitosa e di essere protetti, salvaguardati!

L’eccezione che conferma

Sono state molte le denunce e i video correlati come prova di quello che accade realmente dietro le quinte del circo; sono stati molti gli animali liberati in tutto il mondo, portati in strutture adeguate dove sono stati rinsaviti e curati dalle numerose ferite che hanno riportato, molti anche gli animali che sono ritornati in natura… Nulla da fare per quelli che purtroppo hanno riportato ferite gravi o non sono stati salvati in tempo!

Ritornando al circo che c’è stato qualche giorno fa in Calabria, e poiché non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, è giusto dire che alcuni circhi RISPETTANO le norme previste dalla CITES e da altri regolamenti comunali e regionali che ospitano il circo sulle condizioni di detenzione degli animali.

In particolare, il circo Lidia Togni, nel 2016, ha voluto far conoscere il modo in cui loro detengono gli animali e riportiamo di seguito le parole di Francesco Mellina, responsabile dell’ufficio di segreteria del circo, in una intervista precedente sul maltrattamento degli animali:

“In data 02/11/2015 verso le ore 22,00 è stato effettuato un sopralluogo presso le strutture circensi site in Battipaglia. Alla presenza dei carabinieri e dei dottori della ASL veterinaria di Battipaglia è stato effettuato il detto sopralluogo.

E’ stato accertato che gli animali sono stabulati come da leggi vigenti, non presentano cenni di stress, sono ben nutriti ed accuditi da personale qualificatoI mezzi con i quali si effettuano gli spostamenti degli animali sono a norma di legge e regolarmente accettati dall’Asl competente. I cavalli stabulati in singoli box di dimensioni a norma di legge, con lettiera di segatura, abbeverati e nutriti regolarmente.

I felini sono stabulati in singole gabbie di dimensioni come previsto dalle leggi vigenti, ben nutriti ed abbeverati con acqua potabile, sempre.
Il piazzale dove il circo era installato era in buone condizioni igieniche. Di tutto quanto detto sopra sono stati consegnati alle forze dell’ordine, dopo aver dato visione degli originali, tutte le copie dei documenti del personale, degli animali e dei mezzi.”

E noi speriamo che sia davvero così… Di seguito alcune immagini pre e durante le esibizioni:

Immagini di Martina Gaglianese.

Inoltre nel prossimo video possiamo vedere che non tutti i mali vengono per nuocere, nel senso che molti di loro sono destinati a una fine certamente non piacevole, è anche una sorta di salvezza se così si può definire (perchè la salvezza sarebbe la libertà che ogni animale ha a vivere nel suo ambiente senza l’interferenza dell’uomo):

In conclusione

Diciamo che questo ci fa “stare un po più tranquilli”, sapere che c’è ancora gente che si prende cura di loro e li educa nella maniera più appropriata per loro e per gli animali stessi.

In ogni caso, tutti gli animali, di ogni specie, hanno il diritto di vivere nel loro habitat naturale in maniera sicura e in totale libertà, perché come noi anche loro meritano di percorrere il cammino a cui sono destinati!

PS: ci tengo a precisare da un punto di vista personale che questo articolo l’ho scritto con le lacrime agli occhi, in quanto incallita adoratrice e sostenitrice degli animali!

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