Cult indimenticabile, ciò che non sapevi sul primo Blade Runner

E’ nelle sale italiane il sequel del cult di fantascienza, diretto da Ridley Scott nel 1982, “Blade Runner“.

blade runner cult
La locandina del film all’uscita nelle sale, nel 1982.

Cult perché è entrato a far parte, nell’immaginario collettivo, di uno dei film di fantascienza spaziale migliori di tutti i tempi, tanto da aver vinto il “Premio Hugo” nel 1983 per la “Migliore rappresentazione drammatica“, battendo addirittura “E.T. l’extraterrestre“.

Premiato ai “British Academy Film Award”  del 1983 per “Migliore Fotografia”, “Migliori Costumi” e “Migliore Scenografia”.

Quello che, nel 1992, la “World Science Fiction“, mise al terzo posto, subito dopo “Star Wars” e “2001: Odissea nello spazio”, nell’elenco dei “Migliori Science Fiction” di sempre.

Ma quali curiosità si celano dietro il capolavoro?

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Harrison Ford nei panni del cacciatore di replicanti Deckard.

Se non lo avete mai visto, non potete esimervi dal guardarlo almeno una volta prima di godervi il seguito.

Se, come la sottoscritta, lo conoscete a memoria, forse dopo aver letto questo articolo, guarderete alcune scene in maniera diversa.

Non siete convinti? Proviamo….

 

 

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Rutger Hauer interpreta il replicante Roy Batty.

Frasi famose: anche se non avete visto il film, non potete non conoscere la frase del replicante Roy Batty (interpretato da uno straordinario Rutger Hauer) “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.….”.

In realtà la frase era stata scritta in maniera diversa, ma Hauer la trovò talmente noiosa da cambiarla al momento, aggiungendo da solo la parte finale “E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire“.

Anche l’aggiunta della colomba bianca era un’idea dell’attore. Peccato che il povero pennuto era talmente zuppo di pioggia che non riuscì mai a fare più di qualche saltello!

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Joanna Cassidy è la replicante Zhora.

Replicanti e serpenti: Pochi sanno che il serpente usato da Zhora (interpretata da Joanna Cassidy) era realmente “l’animaletto” domestico dell’attrice, che lo chiamava affettuosamente “Darling” (tesoro).

Questo particolare permise di girare le scene con naturalezza, poichè la Cassidy conosceva l’animale e non ne aveva paura. Peccato che nella scena successiva, con il replicante che si fionda contro le vetrate, si mandi tutto in malora sostituendo Joanna con un stuntman. Non sarebbe stata la prima volta che un uomo fosse stato messo a fare da controfigura ad un’attrice, ma le due figure erano talmente diverse che era impossibile non accorgersene.

Anche nella scena in cui Pris (Daryl Hannah) combatte contro Deckard (Harrison Ford), la controfigura è un uomo. Per cercare di nascondere la cosa, la scena fu montata con le luci molto basse, creando però un effetto non troppo apprezzato dal pubblico.

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La locandina di Alien, di Ridley Scott, ambientato nello stesso universo di Blade Runner.

Alien: Spesso BR viene associato ad Alien, altro capolavoro di Scott. Pochi lo sanno, ma i due film sono ambientati nello stesso universo, per ammissione di Scott stesso.

Sullo Spinner di Deckard (oggi esposto all’American Police Hall of Fame & Museum) compare infatti lo stesso schermo di computer che è presente sulla Nostromo di Ripley, con inserito lo stesso codice di volo.

Umano o Replicante: a 35 anni dalla sua uscita, la pellicola nasconde ancora un segreto. Quello che tutti si chiedono è: Deckard è un uomo o un replicante?

Le teorie si sono sprecate negli anni e gli stessi attori del cast ne hanno proposte alcune. Hauer disse che secondo lui era impossibile che Deckard fosse un replicante, perchè altrimenti sarebbe venuto meno tutto il “significato profondo”. Ford non ha mai rilasciato dichiarazioni in merito alla natura del personaggio da lui interpretato. Chissà che con il sequel si scopra qualcosa in più?

Occhio e Malocchio: Il mondo dello spettacolo è pieno zeppo di superstizione, si sa. Ma quella della sfortuna abbattutasi sulle aziende i cui marchi appaiono nel film, sembra più di una semplice diceria.

Ne sanno qualcosa alla Atari, venduta nel 1984 e successivamente fallita. Una casualità? Anche la RCA fallì nel 1986 e La Cuisinart nel 1989. La Bell System sopravvisse al fallimento, nel 1984, grazie ad una sovvenzione di stato. L’unica che si salvò, fu la Coca Cola, che però perse milioni di dollari nel progetto “New Coke”, pubblicizzato proprio in seguito all’uscita della pellicola.

E che caso!!!

Inoltre, la data di uscita del film fu scelta proprio dal produttore, che riteneva il 25 giugno un giorno fortunato poiché in quei giorni erano stati proiettati i due film di maggior successo da lui prodotti, Alien e Star Wars. Eppure la prima settimana di uscita fu abbastanza deludente, con soli 6.15 milioni di euro incassati.

Numeri:  A fronte di un budget di circa 28 milioni di dollari, la pellicola ha incassato negli Stati Uniti, circa 32.8 milioni, tra pellicola originale, Director’s Cut e Final Cut.

Incredibilmente, negli Usa il film non fu considerato un gran capolavoro per diversi anni. Al contrario invece degli altri paesi, in cui Blade Runner venne da subito giudicato positivamente e venne proposto nelle sale periodicamente.

 

Moryan La Nana

Nata, cresciuta ed abbondantemente pasciuta in quel di Cosenza, inseguendo creature fantastiche lascia spesso la valle del Crati, per perdersi nei meandri di immaginarie foreste nel mondo del fantasy, di cui scrive. Nana e guerriera, sempre armata del suo fedele martello, di penna e calamaio. Di lei stessa dice: Io esisto. Ed è un lavoraccio essere me!

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