Valerian: 5 motivi per cui dovresti adorare questo film

Valerian e la città dei mille pianeti è il nuovo film di Luc Besson.

In molti si sono soffermati alla sola e sopracitata argomentazione, considerando l’ultima fatica del famoso regista come una figlia spirituale del precedente Lucy e, quindi, lasciandola passare quasi inosservata.

Questo articolo NON contiene spoiler su Valerian

Di fatti, Valerian, sembra essere offuscato, almeno apparentemente, dalle gesta non uniformemente apprezzate dal pubblico dell’antecedente produzione dell’artista francese.

valerian non è come lucy
Per chi non avesse presente Lucy, ecco una clip del film con una splendida Scarlett Johansson

Ciò che non è noto, però, è che lo stile filoso-esistenziale, quel marchio particolareggiante con cui Besson mette alla prova gli spettatori di Lucy, viene completamente abbandonato per un format classico e lineare.

La genuinità con cui Valerian si performa sul grande schermo è a dir poco calzante.

Anche chi non ha mai assistito a una proiezione di questo genere, può essere coinvolto nello spettacolo multicolore dell’opera francese. Ma non è tutto…

Valerian è dinamico, divertente e soprattutto, non ha niente da invidiare alle produzioni di largo consumo a cui siamo abituati da decenni.

Anzi, sotto diversi aspetti, l’opera merita di essere menzionata come un punto di svolta nelle riproduzioni del suo genere.

Ti propongo, infatti, 5 motivi per cui dovresti assolutamente dare una possibilità a questo titolo e innamorartene perdutamente.

Motivi che spaziano ambiti molto diversi fra loro ma tutti pertinenti.

Come 5 colpi di fioretto, dritti al cuore, pronti a mettere in dubbio anni di assopito sottoporsi ai giganti hollywoodiani.

Non ci credi? Leggi un po’. E poi fammi sapere. Iniziamo!

  • Valerian è un adattamento della famosa graphic-novel: Valérian e Laureline, agenti spazio-temporali

valerian et laurelineAnche se detto così, potrebbe non sembrare un valido motivo per cui comprare il biglietto.

In realtà, è una cosa ben più importante di quel che sembra. Il lungometraggio diretto da Besson è, al momento della sua prima uscita in sala, uno degli esordi più dispendiosi per quel che riguarda la rielaborazione cinematografica di un prodotto europeo.

Quindi, oltre alla possibilità di distinguere un fumetto europeo su un mercato dominato da Marvel e DC, stiamo parlando anche di un certo rischio dal punto di vista imprenditoriale.

Infatti, ad oggi, il film risulta la più grande produzione indipendente europea. Il suo budget? 180 milioni di Euro! E Disney muta.

  • Valerian è visivamente spettacolare

Cara Delevingne in valerianNon parliamo solo degli effetti speciali che ti faranno sradicare le mascelle.

Con Valerian entra in gioco un discorso di regia, fotografia e scelte tecniche che renderà la visione del film esteticamente piacevole, ricca di colori e non bastasse, beh, Cara Delevingne.

Chi vuol intendere, intenda. Ok?

  • E’ una valida alternativa alle solite zuppe

Inutile negare come le platee siano ormai attratte dai grandi titoli di rimbombo mondiale.

Ma quanti spettatori sono stufi delle solite saghe, quanti sono i fan delusi dalle scelte di produzione di epopee cinematografiche allungate all’inverosimile?

Molti, forse eccessivamente molti.

Ecco, da questo punto di vista, Valerian è un validissimo modo di cambiare gusto alla nostra pizza quotidiana.

Affacciarsi a questa produzione è come scoprire un mondo nuovo. Letteralmente se pensiamo che la narrazione dell’opera originale è contenuta in 21 volumi di romanzo grafico più una raccolta di racconti e una serie.

  • Rihanna recita nel film

rihanna in Valerian

Si, avete letto bene. In molti lo hanno definito un cameo ma è sbagliato.

Rihanna gioca una fetta importante di narrazione durante la fase centrale del lungometraggio.

E’ stata appositamente scelta da Besson per rappresentare il problema della perdita d’identità creativa tra gli artisti.

E quale migliore interprete di un’assoluta artista come la cantante americana? Scelta azzeccata.

  • L’opera di Besson possiede un alto valore artistico

Inutile dilungarsi troppo su questo punto.

Sappiatelo e basta; come scoprirete alla fine della proiezione, Besson dedica la pellicola a suo padre, sfortunatamente deceduto prima della conclusione delle riprese (durate ben 4 anni).

Inoltre, la pellicola esordisce con una delle sequenze più belle degli ultimi anni e udite, udite, è accompagnata da Space Oddity di David Bowie, suonata per intero.

Momenti di magica atmosfera.

Valerian: in conclusione

Oltre a questo e altri spunti, il film di Besson ha davvero un messaggio da raccontare.

Verremo catapultati in un mondo dove si intersecano migliaia di culture e i cui problemi maggiori derivano dall’incomprensione delle diversità; un chiaro parallelismo della società moderna alle prese con la globalizzazione.

Quello che emerge dalla narrazione di questa storia è un insegnamento di uguaglianza. Ma stiamo parlando di suggestioni personali…

valerian e la città dei mille pianeti

Però, dati alla mano, l’esperienza di Valerian ci rende pessimisti poiché la pellicola europea, al botteghino, risulta un incredibile insuccesso.

Infatti, arriva in Italia il 21 settembre ma nel resto del mondo viene proiettata con largo anticipo (20 luglio), anzi, proiettata e già passata inosservata.

Negli USA, il film di Besson viene snobbato dalla critica e dal pubblico. C’è chi afferma che sia dovuto a una politica interna contro i blockbuster non americani.

Comunque sia, produzioni dal budget così elevato avrebbero dovuto generare risultati ben diversi stando a rivali dello stesso livello. Si veda per esempio ai cine-comic.

Tristemente, anche in casa, in Francia, dove ha incassato solo 11 milioni su 30 previsti, il lungometraggio ha spiazzato negativamente le aspettative dimostrandosi un vero flop.

Che il grande pubblico stia perdendo la capacità – e forse la volontà – di impegnarsi a trovare qualcosa di nuovo? Meh.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.
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