HiddenGems#01: ricordando Radikal Bikers

"Get out my way, I'm a Radikal Biker. Get out my way, I'm a Radikal man"

Esistono tantissimi videogiochi, cosi tanti che a volte qualcuno ci sfugge. Esistono videogiochi belli, videogiochi brutti, videogiochi difficili ecc…

Ci sono poi videogiochi che potremmo definire “sfortunati”, poichè nati in un particolare momento (come ad esempio l’uscita di un grande titolo) e quindi poco degni di attenzione.

Col passare degli anni questi diventano delle “hidden gems”, videogiochi eccezionali, sicuramente non delle killer application ma semplicemente dei grandi titoli, che per un motivo non definito, si ritrovano a vivere nell’anonimato.

Sono giochi conosciuti da pochi appassionati, che non hanno la notorietà che meritano.

Scavando nel passato se ne trovano parecchie, di qualunque genere.

Sono le Hidden Gems, e con questa nuova rubrica voglio mostrarvene alcune, nella speranza di far conoscere ad altri questi grandi e dimenticati giochi.

E partiamo subito in pompa magna con uno dei miei titoli preferiti…

Radikal Bikers

In particolare voglio soffermarmi sulla versione PS1, dato che esiste anche una versione arcade (da qui la conversione per PS1) alla quale, purtroppo non ho mai avuto la possibilità di giocare.

Il gioco esce nel 1998 creato da Gaelco (versione arcade) e poi convertito da Bit Managers.

La semplicità è il punto cardine del titolo. Si tratta infatti di un immediato racing game, bisogna arrivare a destinazione prima del nostro avversario, evitando le auto e cercando di non perdere la pizza (ogni urto riduce l’integrità della pizza). Sono disponibili alcuni power up (turbo, power kick e tempo) e alcune scorciatoie. In totale abbiamo poche piste, poche moto e pochi personaggi.

radical bikers
“Crazy rider, crazy crazy rider. I’m a crazy rider, crazy rider, crazy crazy rider”

Il tutto potrebbe far supporre un gioco ripetitivo, breve e facile.

E invece è l’esatto contrario.

Radikal Bikers è un titolo veloce, frenetico, divertente e soprattutto difficile. Certo non stiamo parlando di una difficoltà alla Dark Souls, ma molti tracciati richiederanno più tentativi per essere completati.

La difficoltà del titolo è data dal traffico intenso, la completa perdità di velocità ad ogni urto, una CPU sempre più veloce di noi, che parte sempre davanti a noi e che soprattutto non sbaglia mai una curva. Nei livelli finali dunque si dovrà fare una corsa praticamente perfetta, senza urti e azzeccando tutte le scorciatoie.

In generale la durata sarà molto breve, escludendo la modalità arcade che replica fedelmente il cabinato.

La cosidetta modalità Radikal infatti sarà composta da sei “pizze” (i diversi scenari in cui sono ambientate le corse), per ogni “pizza” abbiamo quattro corse, per un totale di 24 corse. In totale quindi un’oretta potrebbe bastare per completare il titolo.

Ma sarà “un’oretta” magica.

Tutto funziona alla perfezione in questo titolo. Le ambientazioni mediterranee, la grafica molto godibile ancora oggi, l’umorismo, le animazioni ma sopratutto le musiche.

radical bikers
“Pizza won’t be involved, cause I’m a pizza maaaaaan. Rain or shine, I ride”

La colonna sonora composta da poche e semplici canzoni è una delle più belle della storia dei videogiochi, e posso affermare che “pizza man” (theme del livello “Margherita”) è una delle mie musiche, provenienti dai videogiochi, preferite.

Se cercate un gioco solido, stabile e duraturo girate a largo.

Se cercate qualche oretta di puro divertimento e sfida, avete scelto il gioco giusto.

Complice probabilmente una campagna pubblicitaria poco incisiva o qualche altro misterioso fattore, questo titolo è stato dimenticato e oramai è ridotto a classico solo per pochi fortunati fan.

E allora recuperate Radikal Bikers, e al suono di “I’m a pizza maaaan” preparatevi alle corse più pazze della storia dei videogiochi.

 

Manu99

Cresciuto nell'epoca "d'oro" dei videogiochi. Tra i salti di Crash, le corse sui muri di Prince of Persia, la paura per Resident evil 1 e l'esplorazione di Tomb Raider. Appassionato da sempre di lettura e giornalismo, con l'abitudine di dire sempre come la pensa su qualsiasi cosa.

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