La Merkel al Gamescom: tra false promesse e caccia ai voti

Quando sei messa male nei sondaggi, anche quell'industria da sempre snobbata può andare bene. Cosa c'è di male in tutto questo ?

Sembra l’inizio di una barzelletta o di una storia inventata ma non è cosi. L’attuale cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha aperto questa edizione del Gamescom.

Strano? Si, abbastanza. Cosa c’entra una politica di ormai non più giovine età con il mondo dei videogiochi? Assolutamente nulla.

L’arma più forte della politica, purtroppo, è la demagogia e in una situazione complicata come quella tedesca, dove si conta quasi un 46% di indecisi per le prossime elezioni, anche una fiera di videogiochi rappresenta un’ottima occasione.

E allora via con le solite frasi fatte auspicando maggiori investimenti nel settore.

Chiaramente c’è stato tempo anche per provare alcuni giochi e, guarda caso, la cancelliera ha provato Farming Simulator (che casualità).

merkel al gamescom
Quando ti dicono che devi ripartire dall’agricoltura ma tu fraintendi.

Il web si è chiaramente scatenato e tra sostenitori e detrattori sono ovviamente apparsi alcuni fotomontaggi.

merkel al gamescom
“Nein Nein. Noi censurare questo gioco”

Ora però riflettiamo.

Alla Merkel non interessa nulla dei videogiochi? Molto probabilmente si.

Era lì solo per accaparrasi il voto dei giovani? Molto molto probabilmente si.

Le sue sono solo false promesse? Quasi sicuramente.

Tutto ciò quindi è sbagliato? Assolutamente no.

Anzi.

Fa bene sentire finalmente qualche politico che partecipa a fiere anzichè criticare la violenza dei videogiochi. Fa bene almeno avere la speranza che vengano fatti investimenti nel settore.

E noi, come paese, dovremmo solo ammirare. Si, perchè noi viviamo in un paese in cui, per i politici, “videogioco” è sinonimo di violenza, censura e banalità.

Un paese in cui la politica inizia battaglie per censurarli e rimuoverli dal mercato. Mai un singolo apprezzamento, mai una promessa d’investimento, assolutamente nulla.

Tra poco ci sarà la Milan Games Week, credete davvero che qualche esponente politico italiano ci sarà?

E allora ben venga la Merkel al Gamescom. Ben vengano le false promesse, ben venga tutto.

Ma perlomeno altrove i videogiochi hanno un minimo di considerazione.

Manu99

Cresciuto nell'epoca "d'oro" dei videogiochi. Tra i salti di Crash, le corse sui muri di Prince of Persia, la paura per Resident evil 1 e l'esplorazione di Tomb Raider. Appassionato da sempre di lettura e giornalismo, con l'abitudine di dire sempre come la pensa su qualsiasi cosa.

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3 Commenti

  1. Sono (quasi) d’accordo con l’intero articolo. Certo è che a differenza di quanto sostenuto, in Italia non possiamo lamentarci della censura, siccome è uno dei pochi paesi che praticamente quasi mai applica tagli e rimozioni sui titoli. In passato sono state mosse delle proteste nei confronti di alcuni videogiochi (vedasi Battlefield 1), ma si tratta di eventi sporadici.

    1. Si, per fortuna siamo messi meglio di paesi come l’Australia. Ciò che mi da fastidio però è l’atteggiamento che tutti hanno verso i videogiochi. Li vedono ancora come un tabù, come una perdità di tempo infantile. In Italia la figura del videogiocatore ridicolizzato solo perchè gioca a questi ultimi (purtroppo) ancora esiste.

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