Angelo Licata: intervista al regista di Dark Resurrection

3... 2... 1... CIACK, SI GIRA!

Bosoni e Bosone buon martdì o, come direbbe Luca Giurato: «Buongiorno, di nuovo buongiorno e buona giornata e buon inizio di fine… eh no, buon inizio di settimana, che di fine settimana, sveglia!»

Sono solo al mio terzo articolo pubblicato per IL BOSONE, ma ormai sapete quanto io ami la fantascienza e… Star Wars. Non ho, infatti, potuto resistere a l’idea di contattare il regista Angelo Licata per strappargli un’intervista con i fiocchi!

Angelo Licata, per chi di voi ancora non lo conoscesse, esordisce come regista alle prese di un fanfilm di Star Wars dal titolo: Dark Resurrection vol. I (2007). La sua regia fa subito scalpore, superando i confini dello stivale, ed emerge in maniera a dir poco veloce; roba che, secondo me, avrebbe potuto percorrere la rotta di Kessel in meno di 10 Parsec.

Ma lasciamo da parte gli inconvenienti e vediamo cos’ha da dirci Angelo:

  • Com’è iniziata la passione per la regia?

Tutto è iniziato con l’amore per il cinema, la mia grande passione fin dall’infanzia. Ero un grande collezionista di VHS che consumavo letteralmente guardando e riguardando vecchi e nuovi film, e una parte di me, forse quella più inconscia, tentava di scoprire i segreti di quel mestiere, decodificando alcune regole e facendole mie. Questo grande amore è sbocciato col primo film che vidi al cinema all’età di 7 anni: Superman di Richard Donner. In realtà da bambino non sognavo di diventare regista. Mi piacevano i libri e scrivevo racconti, credevo che da grande avrei fatto lo scrittore. In effetti mi divertivo anche con la videocamera di mio padre, ma non ho mai pensato di intraprendere quella carriera, beh almeno fino al 2004.

  • Ormai in tanti conosciamo il capolavoro Dark Resurrection, com’è nata l’idea per questo fanfilm? E quali sono stati i suoi sviluppi più importanti?

Ti ringrazio per averlo chiamato capolavoro, io non lo considero tale, è un esperimento molto rozzo che per il 2007, anno in cui è uscito, aveva delle cose buone che a livello visivo hanno stupito, ma è lungi dall’essere perfetto. Amo molto di più il volume 0, uscito nel 2011, in cui credo di aver raggiunto un livello qualitativo e artistico competitivo. Per quanto mi riguarda DARK RESURRECTION è stata la mia scuola di cinema, ho sperimentato direttamente sul campo, facendo tantissimi errori, e imparando molto da essi. Credo che la cosa più bella di DR sia stato l’impatto con i giovani aspiranti registi. Moltissimi di loro mi hanno ringraziato per aver dimostrato che la passione e la determinazione (ci aggiungerei anche una spruzzata di follia) possono portare chiunque abbia del talento a fare cose interessanti e a volte sorprendenti. Non saprei più dire come è nata l’idea. Una mattina del 2004 mi sono svegliato con l’ossessione di fare questo film, in una notte ho scritto la sceneggiatura, qualche giorno dopo ho iniziato a coinvolgere amici e parenti… dopo tre anni di folle lavoro era finito. Per rispondere alla tua domanda sugli sviluppi, consiglio di vedere a tutti coloro che sono incuriositi il backstage su youtube. Si capiscono molte cose, e si percepisce lo spirito avventuroso e pionieristico che ci ha spinto a sacrificare tanto tempo per qualcosa di totalmente gratuito, solo per la gioia di fare qualcosa di bello. Abbiamo iniziato in due, e siamo diventati centinaia, tutti indispensabili. Perché un film alla fine, è la visione di un regista, ma è anche il lavoro di un collettivo di artisti al servizio di quella visione.

  • Da appassionato ad appassionato di Star Wars non posso non farti questa domanda: Che cosa ne pensi, criticamente parlando, dei nuovi film di Star Wars (Saga e Spin-off)?

Ho amato molto Rogue One, lo trovo un film degno della saga originale. Episodio VII mi ha deluso a livello di sceneggiatura e per lo sviluppo di alcuni personaggi. Ho avuto l’impressione di vedere un film tagliato, montato di fretta, con cose non spiegate che sembrano buchi… E temo lo siano. Speriamo che l’8 migliori le cose.

  • Puoi dirci qualcosa delle tue prossime uscite (letterarie e cinematografiche)? Da ciò che posti sui social sembra che qualcosa bolle in pentola…

Ho scritto tre sceneggiature tutte opzionate da case di produzione importanti. La preparazione di uno di questi film mi ha tenuto molto impegnato per l’ultimo anno e mezzo. Ora siamo in una fase di transizione e di attesa molto importante poiché si tratta di accordi internazionali. L’esperienza in questo settore mi ha portato a comprendere che fino a che il non si gira l’ultimo frame, non si può cantare vittoria e tutto può cambiare in un istante. Quindi tengo le dita incrociate e la bocca chiusa 😉 Sto anche preparando due romanzi. Uno dei quali sarà rilasciato gratuitamente online. Sto parlando del romanzo di Dark resurrection – I custodi della Forza. Questo volume sarà illustrato da numerosi artisti e verranno anche stampate copie fisiche esclusive per i produttori associati. L’altro romanzo è un thriller, che spero venga accolto dal pubblico con lo stesso calore del mio primo romanzo. Di questo posso dirti che non sarà il seguito di Engel, ma ci saranno legami con esso.

  • Fra i nostri lettori de IL BOSONE, ci sarà sicuramente qualcuno appassionato al mondo artistico della scrittura e del cinema. Cosa consigli a chi tenta di farsi strada in queste ardue realtà?

Ho sempre creduto che l’arte non può essere trattenuta da semplici regole commerciali. Scrivere e fare film rientra in questa categoria di cose che devono esistere a prescindere. Il mio consiglio è di fare, sperimentare, e godere della propria creazione. E mai smettere di voler produrre cose nuove. Prima o poi se c’è talento, qualcuno lo apprezzerà. Oggi grazie ai social è possibile diffondere le proprie opere senza nessun limite di tempo e luogo. È una cosa rivoluzionaria.

  • Pensi che un giorno il cinema italiano sarà in grado di abbracciare a 360° importanti produzioni di film di genere del calibro Americano? Se sì, perché – secondo te, ad oggi – pochi registi e sceneggiatori si sono mossi in quella direzione?

Il cinema italiano va dove ci sono i soldi. La commedia italiana, genere predominante degli ultimi anni, ha fatto la fortuna di produttori e registi che con un impianto produttivo tutto sommato modesto, a causa dell’assenza di scene d’azione e vfx, ha permesso loro lauti guadagni col minimo rischio d’impresa. Questo tipo di cinema ha però un lato negativo molto grave che va in netto contrasto con la creazione di un’industria, ovvero non è esportabile. I guadagni quindi si devono fare sul proprio territorio, aumentando in questo modo la necessità di abbattere i costi produttivi. Il filone dopo tanti anni si sta esaurendo e con esso i guadagni, questo è l’unico motivo per cui le case di produzione, in modo molto cauto e non sempre lungimirante, stanno cercando altre strade abbracciando anche nuovi generi. Purtroppo con grande fatica e spesso incompetenza a causa della perdita di un know how produttivo che il resto del mondo ha acquisito mentre gli italiani realizzavano la solita commedia. Al momento ci sono rare eccezioni ben riuscite di cinema di genere italiano, tra cui “Mine” di Guaglione e Resinaro, “Veloce come il vento”, e poi c’è l’opera di Gabriele Mainetti: “lo chiamavano Jeeg Robot” che rappresenta proprio il fallimento di chi è a capo delle macchine produttive nostrane. Il pluripremiato Jeeg, infatti, è un film rifiutato da tutte le case di produzione italiane che ha visto la luce esclusivamente grazie all’investimento personale di Mainetti stesso; fornendo una prova inconfutabile che il cinema di genere gli italiani lo sanno fare eccome! Quello che dobbiamo sperare è che la possibilità di creare film internazionali apra nuove prospettive economiche e quindi apra la mente ai produttori e li fornisca del coraggio che in tutti questi anni non hanno avuto.

Penso proprio che Angelo ci abbia tenuto compagnia con un’intervista a dir poco esaustiva. Mi preme giusto riportarvi di seguito la sua filmografia (fonte www.nonsologore.it):

  • 2013 – “Closer” cortometraggio sci-fi (regista, sceneggiatore) – produzione Riviera Film.
  • 2012/2013 – Supervisore effetti visivi per spot Mulino Bianco per la regia di Luca Guadagnino con Antonio Banderas – produzione BRW.
  • 2011 – “Dark Resurrection Vol.o” fan movie ispirato alla saga di Star Wars (regista, sceneggiatore) – produzione Riviera Film.
  • 2011 – “Femmine Contro Maschi” per la regia di Fausto Brizzi (regia seconda unità, supervisore effetti visivi) – produzione Italia International Film.
  • 2010 – “Maschi Contro Femmine” per la regia di Fausto Brizzi (regia seconda unità, supervisore effetti visivi) – produzione Italia International Film.
  • 2010 – “Sette Piccoli Sospetti” booktrailer – produzione Fazi Editore.
  • 2009 – “Ex” per la regia di Fausto Brizzi (regia, previsualizzazione digitale) – produzione Italia International Film.
  • 2009 – “Tutta da Rifare” booktrailer (regista, sceneggiatore) – produzione Fazi Editore.
  • 2008 – “World of Mysteries” video con Roger Moore (regista, supervisione) – produzione Promoart Montecarlo.
  • 2007 – “Dark Resurrection Vol. 1” fan movie ispirato alla saga di Star Wars (regista, sceneggiatore ed effetti visivi)

Medeiros G. Dario

Autore. Cinefilo. Nerd. Il 1° settembre del 2016 pubblica: "L'Ascesa del Domithrill"; primo libro della saga fantasy di "Aunthur". Romanzo che ha partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Fiera del Libro di Milano. Da poco articolista presso IL BOSONE. Ha studiato e si è diplomato presso la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e, attualmente, per vivere, cerca in tutti i modi di diventare un Signore Oscuro dei Sith.

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