Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, cosi si fa un remake?

“Questa è la mia infanzia”, “Remake perfetto” , “Mi sembra di essere tornato bambino”.

Queste, più o meno, sono le frasi che qualunque fan del marsupiale arancione sta blaterando, dopo aver giocato alla N.sane trilogy.

Un successo, non c’è altro modo per descrivere questo remake; un successo per la critica, che premia il lavoro di Vicarious Visions con ottimi voti; un successo di vendite, basti pensare che il gioco è uscito il 30 giugno e nonostante ciò è il gioco più venduto del mese.

Ma soprattutto, e questa è la cosa più importante, un successo per il pubblico che finalmente ha potuto, a distanza di 10 anni, ri-abbracciare il suo idolo nel miglior modo sperabile.

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Gioite! Il re dei Platform su playstation è tornato

I detrattori, come sempre, ci sono ma riescono ad aggrapparsi solo ai pochi difetti del titolo.

Ad esempio il fatto che raggiunga “solo” i 30 fps o i piedi a “pillola” del nuovo Crash che lo fanno scivolare ai bordi di una piattaforma.

Molto criticata anche la completa assenza di quei “leggendari” livelli della prima beta di Crash Bandicoot, finiti ma mai aggiunti al gioco originale (che però potrebbero tornare in questa N.sane trilogy sotto forma di DLC).

Su una cosa, però, ho riflettuto molto. Il nuovo gioco di Crash eredita i difetti del gioco originale.

La trilogia originale, infatti, non era esente da piccoli problemi, e uno di questi era rappresentato dalla richiesta di una minuziosissima precisione per quel che riguarda i salti da una piattaforma all’altra.

Alcune “acrobazie” risultavano eccessivamente complesse da superare, richiedevano un tempismo perfetto e molte volte rischiavano di tramutarsi in dei punti morti dove tantissimi giocatori (come me) hanno perso quasi tutto il loro bottino di vite.

Questa scelta di rimanere fedeli a Naughty Dog e lasciare tutto intatto senza migliorare nulla, pur avendo la possibilità di farlo, è corretta ?

O sarebbe stato meglio presentare un nuovo e migliorato Crash ? Queste due domande si ricollegano a quella che secondo me è la domanda che ogni sviluppatore deve porsi prima di procedere con un remake.

Remake vuol dire riproporre lo stesso gioco con una grafica migliorata, rimanendo fedeli all’originale e accontentando i fan di vecchia data, o avere “coraggio” e modernizzare un gioco per dargli una nuova vita ?

Eh si, perché questo processo di “modernizzazione” è completamente assente nella nuova trilogia, Vicarious Visions ha lasciato l’ormai vecchio e antiquato sistema di movimento di Crash.

Sistema semplice ed efficace, ottimo se si vuole fare un tuffo nel passato, pessimo se si vuole comparare Crash con un platform attuale.

Questa trilogia infatti “impallidisce” di fronte ai platform moderni, mostrando tutti i suoi limiti tecnici.

Ma dov’è allora che questo Crash è un successo? Nel fattore “nostalgia”.

Crash Bandicoot N.sane trilogy è un “predestinato”, un successo già annunciato, ben prima della sua uscita.

Un successo assicurato come sarebbe un remake di Spyro o un Jak and Daxter 4.

Giochi con un grande pubblico, pronto chiaramente ad acquistare un eventuale seguito o remake ad occhi chiusi, il titolo del gioco vende già da se.

Realizzare dunque un remake fedele all’originale dunque è più semplice.

“Poco lavoro” che si limita alla ricreazione della grafica laddove concept,personaggi, e schema dei livelli è già fatto, e il successo è assicurato.

Ma in questi casi (come affermato dagli stessi sviluppatori di nSane), si può parlare di Remaster AAA, ovvero non delle semplici remaster, ma una vera e propria evoluzione della grafica.

Molto più temerari invece sono quegli sviluppatori che rischiano il tutto per tutto, modernizzando il gioco. Un esempio lampante lo troviamo in questo articolo.

Non solo la grafica quindi, ma anche i comandi, i movimenti e a volte la trama viene messa a paro con i tempi.

Un gran rischio, poiché ci si aspetta già prima dell’uscita orde di fan infuriati al grido di “non è come l’originale”.

Ma è anche un possibile accesso all’Olimpo dei videogiochi, poiché modernizzare con successo un vecchio classico è sicuramente difficile, ma se riesce si può parlare di capolavoro.

Capolavoro è per l’appunto il termine che non si può accostare a questa N.Sane trilogy.

Vicarious Visions ha fatto qualcosa di straordinario ricreando su PS4 il vecchio Crash ma pecca (come era già successo anni fa per Crash Nitro Kart) di originalità.

Ha preferito non rischiare garantendosi un facile successo.

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Fate per un attimo un paragone tra questa trilogia ( con livelli sviluppati su corridoi come nel 1998) e un qualunque recente platform, ad esempio di Super Mario (completamente Open world). Crash non regge il confronto

Il vero capolavoro è quello di Naughty Dog, 20 anni fa.

Vicarious Visions ha solo il merito di aver riportato in auge il brand e di aver dato nuova vita al marsupiale arancione.

E ai fan (me compreso) sta bene cosi, poiché quello che sognavamo era semplicemente rigiocarci Crash senza dover ricollegare la vecchia e logora PS1.

Tutti contenti insomma, meno che Crash stesso, che da ben 19 anni(Crash Bandicoot 3: Warped) aspetta un nuovo gioco degno di questo nome.

C’è la speranza che con questi dati di vendita finalmente Crash possa tornare, una volta per tutte, con un pizzico in più di originalità.

Manu99

Cresciuto nell'epoca "d'oro" dei videogiochi. Tra i salti di Crash, le corse sui muri di Prince of Persia, la paura per Resident evil 1 e l'esplorazione di Tomb Raider. Appassionato da sempre di lettura e giornalismo, con l'abitudine di dire sempre come la pensa su qualsiasi cosa.
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