Frecce Tricolori: si scrive PAN, si legge emozioni

Tricolori garriscono al vento in un tranquillo pomeriggio sulla spiaggia.

Una domenica qualsiasi. Nuvole, sole, poi vento.

Rumori ovattati, la sonnolenza  ti invade, culata dalla risacca.

Poi, attese ma inaspettate, ti arrivano alle spalle, invisibili fino all’ultimo, con un suono che ti fa vibrare le ossa.

Tricolori

Dieci frecce azzurre. Dieci aeroplani lucidissimi.

A così bassa quota che potresti alzare la mano per toccarli ma che mentre lo pensi già sono più in là.

Sfrecciano sul mare, sembra che vogliano scomparire all’orizzonte.

Poi, improvvisamente, nel rumore dei motori che salgono di tono, maestosamente si ergono verso il cielo.

Le scie bianche che li avevano inseguiti diventano colorate e, nel cielo, fatta di fumo, fiorisce la nostra bandiera.

Tricolori

Se fosse una poesia di Marinetti, a questo punto, ci sarebbero un WOOSH, forse un TUMP, magari un BANG.

Invece da questo punto in poi, per 25 serratissimi minuti, ci sono, a riempire cielo e occhi, solo le FRECCE TRICOLORI.

Sono un appassionato di volo da quando ho memoria.

Delle macchine volanti mi piace tutto.

Mi piace soprattutto la sfida che rappresentano:

quel pugno alzato dell’uomo contro la natura che cerca di trattenerlo a terra.

Tricolori

Figurarsi se non potevo essere appassionato, ammirato, conquistato dalle FRECCE TRICOLORI, ovvero la nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale.

10 piloti, 10 aeroplani che volano in formazione.

Anzi no.

9 piloti più uno,  9 aeroplani più uno.

Già, perché, a un certo punto, mentre disegnano figure in cielo e ricamano incroci mozzafiato, uno di loro si allontana alla chetichella.

È PONY 10, il SOLISTA delle FRECCE TRICOLORI, quello che, pur non disdegnando il cielo affollato, ha bisogno di volare da solo.

Lo spettacolo dell’acrobazia aerea, da sempre, risente dei piccoli tempi morti necessari alle formazioni per recuperare quota, posizionamento e assetto dopo aver tirato manovre al limite dei “g” sopportabili da uomini e macchine.

Le FRECCE TRICOLORI hanno risolto il problema.

Tricolori

Mentre i nove si allontano per preparare la manovra successiva irrompe sul pubblico il SOLISTA.

Il suo aereo, un poderoso AERMACCHI MB 339-CD a stento domato.

Insieme, a bassissima quota, sfidano fisica e gravità.

A questo punto potrei anche raccontare ogni singola configurazione, descrivere l’aereo, elencare i nomi dei piloti, parlare di aerodinamica.

Potrei discutere sul fatto che sono piloti militari e che a me, antimilitarista e pacifista convinto, questo dovrebbe far storcere la bocca.

Ma non servirebbe a nulla.

Le FRECCE TRICOLORI si possono solo vedere, impossibile raccontarle e, aldilà della retorica, si possono solo amare.

Se vi capiterà di vedere l’immenso tricolore che stendono sull’orizzonte alla fine dell’esibizione non potrete che essere d’accordo.

Tricolori

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