Per il TG4 Assassin’s Creed “simula” l’ISIS

Sì, a leggerlo fa impressione, ma vi assicuro che a sentirlo ne fa anche di più: per il TG4 Assassin’s Creed Unity sarebbe un videogioco che simulerebbe un attacco dell’ISIS al Louvre di Parigi. Sì: la stessa espressione basita che avete voi ce l’avevo anche io, ma purtroppo per noi è tutto vero. Ecco quanto è stato detto in un servizio dell’edizione di ieri sera, 25 maggio 2017, parlando dell’arresto di un italo-albanese presunto jihadista.

Allora, non è la prima volta che il TG4 ci regala perle del genere: basti ricordare il bellissimo esercizio di retorica fatto per screditare la missione dell’ESA Rosetta, per il quale invece tutto il mondo stava brindando. Vi linkiamo questo bell’articolo di TV Blog che riporta il servizio su una missione scientifica che ci ha rovinato l’immagine affascinante della cometa e della Natività (quasi cit.)

Ok, ora che abbiamo un po’ metabolizzato e chiarito il contesto, io provo a fare un’ipotesi: ma non è che cose del genere sono fatte un po’ apposta? Dopo tutto Rete 4 ha un pubblico un po’ particolare, di una certa età e che si sollazza sugli stereotipi e le semplificazioni di programmi come “Dalla vostra parte”… Cosa gli puoi dare di meglio per i suoi “2 minuti d’odio” di un videogioco che simula gli attentati dell’ISIS?

tg4 assassin's creed louvre
“ATTENTATO! SI TRATTA DI ATTENTATO!”

Parentesi: che poi che significa che “simula l’attentato dell’ISIS al Louvre”? Che è, un videogioco gestionale? Chiusa parentesi.

Anche perché l’alternativa sarebbe ancora peggiore: dovremmo dire che qualcuno in quella redazione è incapace o quanto meno sprovveduto degli strumenti del mestiere – ma noi ci guardiamo bene dal fare una simile insinuazione, ci mancherebbe! Si tratta di professionisti riconosciuti con tanto di albo professionale, non può mancare l’ABC.

Ma sì, quelle cose basilari che facciamo pure noi, poveri e umili scribacchini del Bosone: la ricerca e la verifica. Perché capisco che vedere un uomo con un cappuccio nero possa farti pensare all’ISIS – di questi tempi, figuriamoci – ma magari vedere che si prende a colpi di spada con soldati in evidenti costumi del ‘700 un filino di dubbio dovrebbe venirti. Allora, in due minuti – a voler stare larghi – vai a vedere su Internet che il gioco è Assassin’s Creed Unity e che è ambientato in tutt’altro periodo storico.

La vicenda “TG4 Assassin’s Creed” e il vero problema

Ok, giustamente noi c’abbiamo scherzato, perché – siamo onesti – la cosa fa ridere. Ma se ci fermiamo un attimo e guardiamo più a fondo, un problema vero c’è. È la vecchia storia dei videogiochi violenti che rendono le persone violente: un servizio del genere sguazza in questo stereotipo, sia dandolo per scontato e sia rafforzandolo verso un pubblico – quello tradizionale di Rete4 composto come dicevamo prima – che già del mondo videoludico tendenzialmente conosce poco e lo guarda con sospetto.

E meno male che quel tizio non aveva installato sul PC Life Is Strange, altrimenti a tirar fuori discorsi su depravazioni e presumibili tendenze lesbiche e probabili simpatie pedofile era un attimo…

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…
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