Insegnare la Chimica Online: una storia di successo

Se sei uno studente di chimica o hai dovuto affrontare con esami o studi vari (o persino insegnare), l’affascinante disciplina della “materia”, avrai sicuramente avuto modo di imbatterti nelle pagine di “La Chimica”.

Ebbene, oltre al sorriso di studenti e aspiranti chimici che hanno avuto risposta ai loro quesiti a base di elementi e molecole, dietro all’iniziativa c’è una storia lunga ben 12 anni.

Una storia che parla di rivoluzione del digitale ma, soprattutto, di insegnamento, inteso sia in modo didattico che personale.

Leggiamo l’intervista a Stefania Michelotti che ci ha spiegato come è possibile ritagliarsi una fetta di genuino successo grazie alle proprie conoscenze, nella passione di insegnare e alla forza di volontà. Nell’era del digitale.

  • Iniziamo con una presentazione, parlaci di te. Chi è Stefania Michelotti?

Chi sono è difficile da dire, posso intanto dirti cosa sono: sono la mamma di una splendida ragazza di 17 anni (quasi 18), e di due piccole belve di 10 e 7 anni; sono una laureata in Chimica Pura che ha visto sfumare la possibilità di dedicarsi alla ricerca scientifica per poter essere, appunto, anche mamma e si è inventata un lavoro da poter svolgere comodamente da casa che le permettesse di mantenere viva la sua passione per la chimica e le scienze in genere; sono “la chimica” che da circa 12 anni si aggira per il web a rispondere ai quesiti di chimica postati nei vari forum dedicati da studenti disperati; sono una bibliotecaria per passione perché dato che non ho ottenuto di poter svolgere il mio lavoro ideale (circondata da provette e alambicchi) ho colto al volo l’occasione per cimentarmi col secondo della lista (circondata dai libri!); etc. etc.

  • Quando e perché è nato il sito de “la chimica“? Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Il sito doveva essere una specie di vetrina per l’attività di ripetizioni on line, ma col tempo l’ho abbandonato un po’ a stesso perché troppo freddo e informale, poco simile a me. Ho preferito iniziare a dedicarmi ad un piccolo blog, che pur garantendomi la visibilità che cerco, mi permette di muovermi in modo più personale (http://lachimica.blogspot.it/)

  • Hai creato una mansione in un momento in cui nessuno avrebbe pensato di insegnare online. Avrai dovuto affrontare sicuramente diversi problemi. Come li hai affrontati?

Il fatto di essere già attiva nei forum di studenti, mi ha dato la giusta visibilità perché chi cerca aiuto on line è meno restio poi ad accettare di ricevere lezioni anch’esse on line. Comunque, all’inizio ho lavorato soprattutto con ragazzi (italiani) residenti all’estero che da una parte erano più aperti a questo tipo di lezioni e dall’altra avevano problemi a trovare insegnanti di chimica che parlassero in Italiano!!! 😉
Dal punto di vista tecnico sono un autodidatta per cui ho dovuto (lentamente) imparare di volta in volta come muovermi: trovare una buona connessione internet (abito in campagna e la fibra è arrivata solo quest’anno!); trovare validi strumenti di condivisione (ma al momento ripiego sempre su Skype); procurarsi e imparare ad usare lavagna elettronica; trovare il modo di farsi pagare senza farsi fregare né evadere le tasse!!!

  • Quali sono stati gli ingredienti che ti hanno permesso di raggiungere questo successo e di insegnare online?

Sicuramente la costanza, la voglia di mettersi continuamente in gioco e soprattutto la mia grande passione per la chimica!!! Si, perché la cosa che ho notato, che mi viene spontaneo fare, è che se voglio insegnare ai ragazzi la chimica (ma anche la matematica e la fisica), se voglio che superino le loro difficoltà, per prima cosa devo fargliela piacere! Devo trasmettere loro un po’ della mia passione: se ci riesco, il resto vien da sé… E per trasmette passione, è necessario averne!
In pratica, penso di svolgere un buon lavoro come insegnante, e quindi poco importa se le lezioni le svolgo seduta a tavolino insieme al mio studente o davanti lo schermo del PC a Km di distanza!

  • Utile o, semplicemente, di vitale importanza? Quanto è potente il mezzo di internet per Stefania Michelotti e che ruolo interpreta nella tua vita?

Posso dire che ormai “vivo attaccata ad una macchina”!!! Che sia PC o smartphone è essenziale per me poter controllare costantemente le e-mail ei messaggi.

  • Sei online da circa 12 anni, dunque, hai assistito al passaggio dal web 1.0 al web 2.0. Come è cambiato internet in tutto questo tempo? E’ migliorato? E’ peggiorato? Spiegacelo dal tuo punto di vista.

Come ho detto, io sono un autodidatta, quindi fondamentalmente la mia è l’opinione di un’ “ignorante”, cioè di una che di informatica e web sa ben poco… Quello che ho notato è che sono aumentati i mezzi per poter interagire con le persone a distanza e per me questo è molto importante; quello che mi preoccupa è la qualità delle informazioni che si possono reperire nel web. Su molti argomenti, anche e soprattutto scientifici, c’è molta superficialità e, soprattutto, ripetizione (la maledizione del copia-incolla) nel senso che si può trovare scritta la stessa medesima cosa su 20 siti o blog diversi, ma appena si cerca di approfondire una questione, c’è il vuoto assoluto… E’ la maledizione del copia-incolla facile!

  • Durante la tua esperienza d’insegnamento avrai maturato alcune convinzioni su come affrontare al meglio il lavoro che ti sei creata. Secondo te, quali sono le caratteristiche che bisognerebbe possedere o sviluppare per riuscire a emergere in un mondo, quello del lavoro di oggi, sempre più competitivo e precario?

Direi che io sono l’esempio lampante del “fare buon viso a cattivo gioco”… Bisogna essere “duttili e malleabili”, come i metalli o le materie plastiche. Bello è essere dei preziosi e scintillanti diamanti, ma essi sono duri e fragili e non possono adattarsi senza rompersi! 😉

  • Che rapporto hai con i tuoi “clienti virtuali”?

Al momento per me non fa alcuna differenza… Con molti dei miei “vecchi” studenti siamo rimasti in contatto anche dopo aver concluso l’esperienza dell’insegnamento e ogni tanto ci sentiamo (su Skype, Facebook o telefono) per farci gli auguri, sentire come stiamo, etc.

  • Preferisci l’insegnamento “dal vivo” o quello virtuale? A che scuola di pensiero appartieni? E’ possibile, secondo te, educare e insegnare anche dal web?

Mi ripeto: al momento per me non fa alcuna differenza… Gli strumenti di condivisione che ci sono al momento rendono la lezione on line dello stesso livello di quella in presenza!

  • Come è noto a molti, internet è sempre più “alveare di opportunità”. Si veda Youtube, per esempio, che è famoso per essere anche un mezzo di guadagno per chi riesce a ritagliarsi le fette più grosse di visibilità. Secondo te, è un bene che molti giovani ragazzi si avvicinino a questo mondo con la speranza di guadagnarsi da vivere con questi strumenti?

Per lo più sono ragazzini sboccati, senza alcun talento, che riempiono il web di cose inutili (se non volgari) che cercano popolarità … Anche i guadagni sono mirati a questo: “io sono furbo perché faccio un sacco di soldi col web!!!” … Rabbrividisco!!!

  • Cosa consigli a chiunque voglia intraprendere la strada della E-Teacher o insegnare le proprie competenze online?

Tanta pazienza.
Non basta essere dei bravi insegnanti; non basta conoscere bene la propria materia. Bisogna guadagnare visibilità e il passaparola è fondamentale! Quindi bisogna farsi conoscere in qualche modo: il succitato Youtube dove caricare video (fatti bene) di spiegazioni, curare un blog a tema, seguire uno o più forum specifici… Tutte attività non retribuite che portano via tanto tempo, ma che alla fine permetteranno agli studenti di trovarvi!!!
Tanta pazienza.

  • Vediamo sempre più spesso coinvolgere la chimica all’interno di produzioni cinematografiche o televisive. Non a caso, il protagonista di quella che è considerata la migliore Serie Tv mai realizzata è un professore di Chimica. Parliamo di Breaking Bad ovviamente ma, dal punto di vista prettamente scientifico, cosa c’è di vero dietro a questa storia? E’ davvero così facile per un’insegnante di chimica creare delle droghe sintetiche o, come vediamo nell’opera televisiva, creare delle piccole bombe a mano con “sostanze da supermercato”?

Non è facile, ma nemmeno particolarmente difficile. Tuttavia le serie TV tendono ad enfatizzare un po’ troppo. Del resto è sempre stato così, quindi cerchiamo di prendere le storie raccontate per quello che sono: appunto, storie…

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.
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