Vulcano Marsili: la Calabria deve preoccuparsi?

Non per creare allarmismi o farvi correre tutti ai ripari (anche se sarebbe pressoché impossibile), ma sarebbe utile sapere qualche cosa in più sui vulcani che si trovano nel Sud, in Calabria. Ne avrete già sentito parlare del vulcano Marsili, sito nel mar Tirreno e che ultimamente sta facendo sentire acutamente la sua presenza; ma prima di parlare del nostro protagonista vediamo cosa è un vulcano e da dove nasce.

Bene, come già molti sapranno un vulcano è una grande spaccatura della crosta terrestre, la maggior parte hanno la tipica forma conica che tende a restringersi dalle pendici fino alla “punta” del vulcano, che poi punta non è. Da questa spaccatura fuoriesce il magma, che molto spesso viene confuso con la lava… Ma dei bravi geologi e naturalisti sanno bene la differenza tra le due e a breve lo spiegheremo. Comprende una camera magmatica, che altro non è che una graaaaande ma grande vasca che contiene appunto il magma incandescente e che può stare li ad aspettare per anni ed anni; abbiamo poi dei condotti laterali, cioè piccoli canali secondari che si diramano man mano che si sale verso l’esterno, un condotto principale ovvero un grande tubo che porta il magma a uscire dal vulcano e infine il cratere, cioè un grande varco da cui esce il magma.

Ora facciamo questa differenza tra magma e lava:

vulcano marsili
Il roaster dei vulcani del Sud al gran completo

Il Magma è la roccia fusa ad altissime temperature, parliamo di 800-1000° della scala Celsius, comprendente diversi materiali e minerali, come ad esempio silicati, zolfo, ferro, alluminio, calcio, potassio ed altri, ma è composto anche da gas quali acido cloridrico e fluoridrico, anidride carbonica, idrogeno solforato, tutti componenti che sicuramente non giovano alla salute.

La Lava è magma solidificato all’esterno e che quindi ha una temperatura più bassa (ma comunque alta per i nostri standard), ha perso determinati gas fuoriuscendo all’esterno e di conseguenza quella che era roccia fusa all’interno della camera magmatica, adesso si solidifica.

Sembra una cosa banale ma vi assicuro che in realtà non lo è. Ora dopo questa breve descrizione di come è fatto un vulcano, parliamo dell’argomento principale.

vulcano marsili
Il vulcano Marsili in tutto il suo splendore. O almeno in tutto quello che è visibile sopra al livello del mare 😀

Il Marsili è un vulcano sottomarino che da recenti studi pare si sia svegliato e, seppur non al suo massimo, è in attività manifestandosi con terremoti che si estendono tra la Calabria e la Sicilia. Infatti, fa parte dell’arco insulare Eoliano, cioè rientra in quelle che noi chiamiamo (e che effettivamente sono) isole Eolie. E’ considerato un vulcano gigante per via delle sue dimensioni, lungo 70 Km e largo più di 30 Km, si eleva a 3000 metri dal fondo marino, rientrando tra i vulcani sottomarini più pericolosi dell’Europa.vulcano marsili

Ultimamente ci ha fatto prendere grandi spaventi, in quanto si temeva uno tsunami per via delle attività sismiche che generano tutti i vulcani quando si attivano; infatti le magnitudo non sono poi così alte quando “attendono” il loro scoppio, ma nel momento in cui si arrabbiano e iniziano la loro piena e intensa attività tramite eruzioni, i terremoti che generano possono essere molto intensi, con alte magnitudo e avere quindi effetti distruttivi, roba che insomma non si ripara in qualche mese (o qualche anno viste le condizioni del nostro governo e soprattutto del nostro bellissimo paese che la Calabria è).

Il vulcano Marsili vorrebbe dare il suo contributo in questo grande libro storico che è il nostro pianeta Terra, vorrebbe lasciare la sua impronta ma… Pare che al momento stia bene cosi, al riposo, magari per sbuffare più avanti (si spera il più tardi possibile) causando devastazioni inimmaginabili (Effetto suspance).

vulcano marsiliIl Marsili è stato monitorato fin dagli anni novanta tramite dei particolari strumenti posizionati su un altro dei vulcani più maestosi, il Palinuro (anche lui situato nel mar Tirreno, a 75 metri di profondità); attualmente è tenuto sotto stretta sorveglianza da dei sonar e una nave oceanografica dell’Ucraina che, pur non essendo abbastanza come tecnologia e non sapendo poi molto del vulcano Marsili, ci ha informato-  a febbraio 2010 – della sua instabilità.

Riportiamo le parole del professore Enzo Boschi, ex-presidente dell’INGV:

Le ultime indagini compiute dicono che l’edificio non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso. La caduta rapida di una notevole massa di materiale scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia provocando disastri.

Che dire, l’evoluzione della Terra è come una moneta, ha due facce:
una bella in cui ricordiamo i bellissimi paesaggi che ci regala, gli animali che mantengono in equilibrio l’ecosistema e anche le varie culture che ospitano questo mondo e l’altra, quella brutta, che appunto comprende le eruzioni vulcaniche, affascinanti quanto distruttive, i terremoti e le inondazioni.

Quello che importa è che dobbiamo sempre tenere a mente di portare rispetto a ciò che effettivamente ci consente di vivere… Ciò che alimenta la fiamma della nostra vita, ovvero, la natura del nostro pianeta e noi lo stiamo irriducibilmente distruggendo.

 

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