SMILE: recensione del secondo episodio di Doctor Who

Smile” è un thriller futuristico (con un tocco retrò) dove un’intelligenza artificiale cerca di schiavizzare o distruggere il genere umano.  La cultura popolare è già piena di questo particolare genere di storia; da Hal 9000 di 2001 a Skynet di Terminator ma anche Doctor Who ha una lunghe e ricche trame legate a questo: il computer senziente in The Keys of Marinus , BOSS da The Green Death , WOTON da War Machines , P7E da Underworld . Si tratta di una classica storia di fantascienza, e Smile la sfrutta a pieno.

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Infatti, anche guardando l’estetica della puntata si evoca consapevolmente quelle storie retrò. Smile è stato girato nella “Città delle Arti e delle Scienze” di Valencia, una bellissima meraviglia architettonica definita dalle sue superfici bianche lisce e un’atmosfera tranquilla. Si sente molto sterile e molto pulito, il suo minimalismo evoca le scenografie di quei film classici e la sua relativa mancanza di colore sembra rifarsi ai tempi in cui Doctor Who è stato trasmesso in bianco e nero.

L’episodio però sembra andare oltre il concetto di “robot omicida”. L’episodio vuole portarci a questa lettura semplicistica. Mentre The Pilot sembrava volerci suggerire un ritorno alle dinamiche dell’era Davies con la vita di tutti i giorni, qui con “Smile” (e con “Thin Ice”) si vuole tornare al trittico e familiare “presente-futuro-passato” che è stato un segno distintivo delle prime stagioni. Non dimentichiamoci che lo stesso Moffat usò questo trittico solo nella sua prima stagione con The Eleventh Hours, The Beast Below e The Victory of the Daleks.

Ma oltre questo, vi è una storia classica in formula di termini e tematiche: Smile si svolge in quella ricca parte di storie di Doctor Who in cui l’umanità ha preso la strada per le stelle abbandonando la Terra. Si tratta di una piccola continuity che lega insieme le storie come The End of the World, New Earth, Gridlock e The Beast Below però, la decisione di impostare “Smile” dentro e fuori una nave colonia è qualcosa di più tradizionale che sembra trovare il suo contesto in un episodio come The Ark.

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Oltre a questo, la maggior parte delle riprese di Smile ha avuto luogo al di fuori del Regno Unito, il che significa che Lucas non sarebbe stato disponibile per l’intero episodi. Come tale, Nardole appare solo brevemente all’inizio della puntata, e non visita la colonia. Questa potrebbe essere una decisione post-produzione, ma si adatta tematicamente.  Nardole è stato costantemente caratterizzato come un personaggio robotico in  The Husbands of River Song e The Return of Doctor Mysterio. Inserendolo in una storia del genere sarebbe stato fuori luogo.

Tuttavia, anche nella sua piccola sequenza di inquadrature, Nardole ricorda al pubblico la sua missione all’interno della trama. Quando il Dottore gli chiede il tè, lo obbliga. Tuttavia, si rifiuta di fare una tazza di tè a Bill. L’implicazione è che Nardole è uno schiavo per il Dottore. In effetti, sembra che si voglia far intendere che Nardole sia come K-9. Nardole è quello che succede se si trattano un compagno a forma di essere umano come K-9.

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Il Dottore sembra non curante di questo, anche se vediamo una sorta di cambiamento. Uno degli aspetti più interessanti dell’epoca Moffat è stato uno stimolo del Dottore di crescere come personaggio, di imparare dai suoi errori e di evolversi. Alcune di questa evoluzioni è stata controversa, come ad esempio la riscrittura della Guerra del Tempo in The Day of the Doctor . Tuttavia, l’Undicesimo e Dodicesimo Dottore sembrano aver sviluppato una certa intelligenza emotiva e la comprensione nel corso degli ultimi millenni. Infatti, Smile rende chiaro che il Dottore ha mantenuto il suo senso di responsabilità che ha sviluppato viaggiando con Amy e Clara, il suo “obbligo di diligenza”. Anche se il Dottore si sarebbe lo stesso buttato all’avventura contro dei robot assassini, è attento a inquadrare il suo intervento in termini di responsabilità. Il Dottore non ferma Bill perché è arrabbiato, ma perché è pericoloso (quando il Dottore suggerisce a Bill di aspettarlo nel TARDIS, non sembra deluso o frustrato e non la minaccia di mandarla a casa. Invece, sembra accettare che si tratta di una scelta perfettamente ragionevole.)

Eppure, nel contesto di Smile , sembra che il Dottore abbia percorso una lunga strada per quanto riguarda le ribellioni robotiche. Non considera robot come esseri inferiori, forse avendo imparato la lezione in The planet of Ood ,The Impossible Planet e The Satan Pit per quanto riguarda le razze schiavizzate. E’ lui stesso che esorta Bill sullo stare attenti a come si interagisce coi Vardi. Lei insiste, “Non si possono ferire i sentimenti di una macchina.” E il Dottore la corregge, “Questo è lo sciovinismo da cervello molle”.

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Detto questo, Smile può andare oltre l’idea della ribellione e arrivare al concetto di razza schiavizzata. Il Dottore stesso la pone in questi termini. “Come ogni classe schiavizzata nella storia, i Vardi stanno cominciando ad avere idee proprie,” avverte i coloni. Come tale, qualsiasi finale in cui i coloni (o il Dottore) avrebbero preso una soluzione definitiva (a favore di una o dell’altra specie) sarebbe stato problematico, giustificando in modo efficace sia la schiavitù o l’oppressione del popolo schiavo. Così il Dottore sovverte il tutto premendo il tasto “reset” e inizia le trattative per un accordo di pace.

Sfortunatamente, la premessa di base di Smile non sembra essere che i Vardi sono diventati consapevole di sé…ma che hanno un glitch. Il Dottore evoca il cliché del pulsante di reset nella sua correzione magica per la crisi a portata di mano. Si tratta di soluzioni tecniche, che sembrerebbe implicare un problema tecnico. Si rafforza l’idea che i Vardi sono solo dei tostapani che si sono bloccati nell’impostazione sbagliata, piuttosto che una civiltà emergente.

Alla fine però Smile è una piccola storia di fantascienza scritta in maniera intelligente, anche se quello che avrebbe potuto fare sarebbe stato molto più interessante. E’ disposta a sfidare idee stock legate alla fantascienza, ma sembra meno disposto ad applicare tale analisi critica alla propria trama. Eppure, è visivamente memorabile e ironicamente consapevole.

Molto simile ai Vardi stessi.

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