Vincitori Sbagliati: un ingiusto ricordo degli Oscar 2017

L'episodio che ha segnato nella nostra memoria l'89esima edizione degli Oscar e il motivo per cui ognuno di noi, in fondo, è un "vincitore sbagliato"

Esiste qualcosa peggiore dell’essere i “vincitori sbagliati”?

Gloriosi squilli di trombe, si riparte:

Questa è l’originale rubrica di Dave, solo per voi, solo su il Bosone.
Rispondiamo alle domande a cui nessun altro sa rispondere.
Cosa cercava il primo uomo che ha scoperto che il caviale fosse commestibile?
Perché gli ultra-sessantenni fanno quella faccia quando gli si parla di touch? Ma soprattutto… Esiste qualcosa peggiore dell’essere proclamati vincitori per sbaglio?

State calmi, non ci gireremo troppo attorno: la risposta all’ultimo quesito è un secco NO.

Salire sul palco per ritirare il premio Oscar come miglior film, l’obiettivo più ambito, e poi scoprire inevitabilmente che quell’omino nudo scintillante, in realtà, appartiene ai rivali seduti giusto sulla poltrona accanto non è il massimo.

vincitori sbagliati
La reazione della platea all’annuncio dell’errore

Eppure, per quanto l’esperienza si sia rivelata spiacevole per lo staff di La La Land, ma anche per qualsiasi individuo sul pianeta dotato anche solo di una minima dose di empatia, l’89esima edizione degli Oscar rischia di essere amaramente ricordata attraverso un episodio non tanto raro come pensereste.

Nell’era del sensazionalismo digitale, infatti, un piccolo neo rischia di oscurare quella che nel complessivo si è dimostrata una cerimonia storica sia per quel che riguarda l’elevata qualità generale delle produzioni in gara e sia perché parte di esse strizzano l’occhiolino al nostro orgoglio nazionale.

Siate fieri, allora, dei due italiani (Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini) che hanno vinto il premio per il Miglior trucco e acconciatura col film Suicide Squad.

Meno fortunato, invece, Fuocoammare di Gianfranco Rosi che non ha vinto il premio Oscar per il Miglior documentario, a cui era candidato, ma che ci ha comunque reso felici della nostra bandiera.

Spostandoci fuori dai nostri confini, importante è la scelta presa dal regista iraniano, Asghar Farhadi, di non ritirare l’Oscar per il Miglior film straniero (Il Cliente) per protestare contro il “muslim ban” indetto dall’amministrazione Trump.

Ultimo, ma non meno rilevante accadimento invece è la premiazione di Kevin O’Connel per La battaglia di Hacksaw Ridge. Il motivo? O’connel si occupa del sonoro dei film, ha 59 anni e nella sua carriera è stato nominato per 21 volte all’Oscar, senza mai vincerlo. Meglio tardi che mai.

Gli altri vincitori li conoscete già e qualora non ne foste informati, allora, non siete degli appassionati di cinema oppure non sapete leggere.

Ma torniamo a noi… Mi prendo la responsabilità per aver affermato che proclamare dei vincitori sbagliati non sia una cosa tanto rara quanto sembri. E’ per questo motivo che sento il dovere di dimostrarvelo:

  • 1964, Academy Awards. Davis Jr. annuncia il premio per la miglior colonna sonora ai vincitori sbagliati.
  • 2015, Miss Universo. Steve Harvey consegna la corona a Miss Colombia ma la reale vincitrice è Miss Filippine.
  • 2011, BET Awards. Vengono proclamati ben due vincitori sbagliati, uno consecutivamente all’altro. Il Premio degli spettatori va erroneamente prima a Tiffany Green, poi a Chris Brown ai danni di una povera e ignara Rihanna.
  • 2010, Australia Next Top Model. La presentatrice lancia in una spirale di gioia e felicità la povera Kelsey Martinovich. Qualche secondo dopo le verrà strappata la corona per finire sulla testa di Amanda Ware.

Bene, errare è umano. Perché farlo diventare anche virale?

Per quanto protagonista della vicenda, La La Land non è assolutamente da considerare una categoria fallimentare. Il concetto di vittoria o sconfitta è obsoleto se messo a confronto con le varie sfaccettature degli episodi e talvolta, della vita.

Ma gli effetti deleteri della comunicazione di massa, ad oggi a nostra disposizione, riflettono l’incapacità razionale di giudicare un fatto nella sua interezza, tralasciando dati come la durata della cerimonia – che si protrae tutta la notte fino al mattino, momento in cui viene proclamato il miglior film – o lo stress a cui sono sottoposti attori ma, soprattutto, i presentatori dell’evento, pur di apparire continuamente adeguati agli occhi di chi qualche ora dopo non farà altro che lanciargli pomodori in segno di derisione.

Insomma, il teatro perfetto per un errore anche grossolano.

Quello che potrebbe essere preoccupante è, tra l’altro, la quasi totale mancanza di sensibilità verso i “non – vincitori”, vittime più che di un premio non assegnato, della costante beffa subita da un popolo composto da pseudo critici che in vita loro, un Oscar lo vedranno solo attraverso lo schermo dei propri pc.

E poi, amico mio, la storia ci insegna che ognuno di noi, un giorno, potrebbe ritrovarsi tra i vincitori sbagliati.

Anche inconsapevolmente.

Source
eonline

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.
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