Tony Stark esiste e vive a Bel Air (ma viene da Pretoria!)

Tony Stark esiste!

Vive a Bel Air, in California, ma è nato a Pretoria, in Sudafrica.

Tony Stark, su questo pianeta si fa chiamare ELON MUSK, ma è comunque lui.

Come il suo alter ego dei fumetti Marvel è ricco, ricchissimo e un sognatore.

È il creatore della Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) e della Tesla Motors oltre che  presidente di SolarCity e cofondatore di  PayPal.

ELON MUSK il 27 settembre del 2016 a Guadalajara, in Messico, è salito sul palco del 67° International Astronautical Congress e, come avrebbe fatto Tony Stark, ha raccontato il suo sogno.

Ha presentato un nuovo veicolo di trasporto spaziale e il suo sorprendente piano per colonizzare il nostro Sistema solare, iniziando con la costruzione di una colonia su Marte.

Il tutto in un periodo compreso tra i prossimi 40 e 100 anni.

Un pazzo? Un sognatore? Un visionario?

Certo! Tutto questo e anche qualcos’altro…

Quello che MUSK ha raccontato è un obiettivo senza precedenti e complicatissimo, per alcuni è, semplicemente, una follia, ma il nostro Tony Stark ci crede fermamente.

Possiamo essere scettici:

viaggi interplanetari, razzi giganteschi, astronavi che fanno rifornimento in orbita…

Roba da libri di fantascienza.

Sembra una colossale bufala, oppure una  trovata pubblicitaria di un magnate in cerca di visibilità.

Però c’è un però…

Tony Stark, ops, scusate, ELON MUSK, possiede davvero SpaceX, che porta regolarmente cose nello Spazio e che ha contratti in corso con la NASA per farlo.

Se il piano di MUSK può sembrare incredibile è, però, a oggi, la cosa più concreta e articolata mai presentata per portare esseri umani su altri mondi.

Sul perché la colonizzazione dello spazio, il primo passo verso il vero “impero galattico” debba partire proprio da Marte è cosa nota.

Vicino, raggiungibile, disponibile e, tutto sommato, nemmeno tanto inospitale.

Il posto ideale per la nostra prima colonia spaziale.

Il posto ideale per iniziare la costruzione del nostro dominio sul cosmo.

Detto questo la domanda successiva è:

come ci andiamo e costruiamo l’avamposto se, fin’ora, abbiamo spedito sul pianeta rosso solo robot multiruotati?

Come ci andiamo se, fin’ora, non sempre l’atterraggio (o forse si dice ammartaggio?) è andato a buon fine?

In fondo la cicatrice della sonda Schiapparelli della missione EXOMARS è bella ed evidente e il rumore dello schianto ancora rimbomba…


A ben guardare l’idea di fondo del signor ELON “Tony Stark” MUSK è abbastanza semplice.

Prima di tutto impiegare sistemi di trasporto riutilizzabili.

Poi ottimizzare il consumo di risorse al lancio rifornendo le astronavi in orbita.

Quindi usare un’alimentazione per i razzi più efficiente.

Infine produrre il propellente non solo sulla Terra ma anche su Marte per i viaggi di ritorno.

Semplificando, SpaceX ha pensato di portare un’astronave in orbita con il suo carico per Marte e i serbatoi vuoti.

Astronave da rifornire in un secondo momento, con lanci successivi, prima di cominciare il viaggio.

Per tornare indietro, invece, farà rifornimento su Marte, sfruttando le risorse del pianeta per produrre il metano necessario per alimentare i suoi sistemi.

Il “vero” Tony Stark, utilizzando il “tempo fumetto”, costruisce qualsiasi cosa in brevissimo tempo.

Il suo omologo ELON MUSK, noto per il suo ottimismo rispetto ai tempi per la realizzazione delle sue idee, deve però fare i conti con la realtà.

Ha detto che il nuovo sistema di trasporto interplanetario potrebbe essere pronto per i primi test a partire dalla fine del 2018.

Non solo, assicura anche che i voli sperimentali verso Marte potrebbero iniziare già nel 2023.

Tutto questo detto e raccontato mentre nelle orecchie di appassionati e addetti a lavori echeggiano ancora le parole di Jean-Jacques Dordain direttore della ESA (agenzia spaziale Europea) fino al 2015.

Dordain in una lunga intervista rilasciata a Russia Today nel 2014 ha dichiarato:

“non  c’è alternativa alla Terra per l’umanità. Non c’è un altro posto dove l’umanità possa vivere.

Non possiamo vivere su altri pianeti nel Sistema Solare, e gli esopianeti sarebbero troppo lontani, almeno con le tecnologie che conosciamo.

Quindi non abbiamo alternative allo stare tutti insieme sulla Terra”.

Magari ELON MUSK è davvero Tony Stark. Magari non lo è.

Magari è davvero un visionario, forse è davvero completamente pazzo, ma crede davvero in ogni parola del suo piano.

Inutile dire per chi facciamo il tifo…

 

 

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