Premio Nobel: The Times They Are A Changin’…

La notizia della settimana è che il premio Nobel per la letteratura è andato a un musicista.

Non  a uno qualsiasi, naturalmente, ma al più grande di tutti, probabilmente: Robert Allen Zimmerman, in arte più conosciuto come BOB DYLAN.

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A sorpresa e, aggiungo, con grande sdegno dei puristi, subito pronti a sollevare gli scudi a difesa dell’essenza stessa della letteratura, BOB DYLAN ha messo in fila i favoriti della vigilia.

Il nerd che c’è in me urla di gioia per questo premio e, anche se adoro Don De Lillo e Philip Roth, non può che sorridere, sornione, di fronte alla “battaglia mediatica” che si è subito scatenata tra i PRO e gli immancabili CONTRO.

Ma non di questo premio Nobel voglio parlare (d’altra parte cosa si potrebbe aggiungere, visto che ne stanno già parlando, praticamente, tutti?) bensì del suo ben più divertente e, passatemelo, meno pomposo “alter ego”:

il quasi sconosciuto premio IG NOBEL (alzi la mano chi non ha capito l’innocuo gioco di parole) che viene assegnato annualmente a “scienziati” autori di ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde che prima fanno ridere e poi danno da pensare”.

Il premio IGNOBEL (togliamolo questo spazio, dai) è un’invenzione della rivista statunitense “Annals of Improbable Research” e ha come obiettivo dichiarato il “premiare l’insolito, l’immaginifico, e stimolare l’interesse del pubblico generale alla scienza, alla medicina, e alla tecnologia”.

Ordunque, ben prima del Nobel, nella prestigiosa cornice del Sanders Theater dell’Università di Harvard sono stati assegnati gli IGNOBEL 2016.

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Direttamente dalle mani dei premio Nobel Dudley Herschbach (chimica, 1986) Rich Roberts (medicina, 1993) Eric Maskin (economia, 2007) Roy Glauber (fisica, 2005) e Jerome Friedman (fisica, 1990) i premi, accompagnati, al contrario del Nobel, da un cospicuo assegno, ma solo dalla promessa di imperitura memoria (anche se si vocifera di una banconota da un trilione di dollari dello Zimbawe come incentivo “una tantum”) sono stati assegnati alle seguenti, indispensabili, ricerche:

Riproduzione:

al defunto Ahmed Shafik, per aver sperimentato gli effetti dell’indossare pantaloni in poliestere, cotone o lana sulla vita sessuale dei ratti, rif. “Effect of different types of textiles on sexual activity. Experimental study”, European Urology, 1993; 24, pp.  375-380 (qui l’abstract della ricerca).

Economia:

a Mark Avis e colleghi per aver appurato le personalità apparenti dei sassi nella prospettiva della vendita e del marketing, rif. “The brand personality of rocks. A critical evaluation of a brand personality scale”, Marketing Theory, dicembre 2013

Fisica:

a Gabor Horvath e colleghi per aver scoperto perché i cavalli bianchi sono i più immuni dai tafani e che le libellule sono fatalmente attratte da pietre tombali nere, rif. “An unexpected advantage of whiteness in horses: the most horsefly-proof horse has a depolarizing white coat”, Proc. Royal Soc. B, febbraio 2010; “Ecological traps for dragonflies in a cemetery: the attraction of Sympetrum species (Odonata: Libellulidae) by horizontally polarizing black gravestones”, Freshwater Biology, Volume 52-9, settembre 2007, pp. 1700–1709.

Chimica:

alla Volkswagen, premio assegnato “per aver risolto il problema delle eccessive emissioni inquinanti delle sue automobili con la produzione elettromeccanica di emissioni inferiori durante i controlli”.

Medicina:

A Christoph Helmchen e colleghi per aver scoperto che un prurito sulla parte sinistra del corpo viene alleviato guardandosi allo specchio e grattandosi il lato destro (e vice versa), rif. “Itch relief by mirror scratching. A psychophysical study”, PLoS One, dicembre 2013.

Psicologia:

A Evelyne Debey e colleghi per aver chiesto a mille bugiardi quante volte mentivano e per aver deciso di credere alle loro risposte, rif. “From junior to senior Pinocchio: A cross-sectional lifespan investigation of deception”, Acta Psychologica, 160, settembre 2015, pp. 58-68.

premio-speakerPace:

A Gordon Pennycook e colleghi per l’approfondito studio scientifico intitolato “On the Reception and Detection of Pseudo-Profound Bullshit“, in Judgment and Decision Making, vol. 10, n. 6, novembre 2015, pp. 549-563 (nota 1).

Biologia:

a Charles Foster per essere vissuto in natura, in periodi diversi, da tasso, lontra, daino, volpe e uccello, rif. Being a Beast, Profile Books, Londra 2016; e a Thomas Thwaites per aver esteso i propri arti con protesi così da potersi aggirare per i monti muovendosi come una capra in compagnia di altre capre, rif. GoatMan. How I Took a Holiday from Being Human, Princeton Architectural Press, New York.

Letteratura:

a Fredrik Sjöberg per i tre volumi autobiografici sul piacere di collezionare mosche che sono morte e mosche che ancora non lo sono, rif. vol. I, L’arte di collezionare mosche Iperborea, 2015.

Percezione:

premio-premioAd Atsuki Higashiyama e Kohei Adachi per aver indagato se le cose appaiono diverse quando ci si piega in avanti e le si guarda fra le proprie gambe, rif. “Perceived size and perceived distance of targets viewed from between the legs: Evidence for proprioceptive theory”, Vision Research 46 (23), dicembre 2006, pp. 3o961-76.

Aspetto trepidante il 2017…

 

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