Quella medaglia che, alla fine, nessuno vincerà…

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La Medaglia Olimpica di ROMA 2024 non andrà al collo di nessun atleta…

La Medaglia di ROMA 2024 non sarà nemmeno coniata.

Le Olimpiadi, nel 2024, a Roma, semplicemente, non ci saranno:

Gli amministratori della Capitale hanno, infatti, ritirato nei giorni scorsi il sostegno al “Comitato per la candidatura della città” per l’organizzazione dei giochi della XXXIII OLIMPIADE e  (non dimentichiamolo) della XVII PARALIMPIADE.

Il dibattito “politico” (le virgolette sono d’obbligo, vista la quantità di “fango” che gli uni scaricano addosso agli altri e che, secondo me, ha poco a che fare con la Politica con la “P” maiuscola) tiene banco da giorni e visto che si sentito, davvero, tutto e il contrario di tutto sulla faccenda, credo che sarebbe il caso di fare il punto della situazione.

Vengo dallo sport e nello sport, a fine gara, c’è chi prende e porta a casa la sua medaglia, c’è chi medita sulla sconfitta e c’è chi se la prende con l’arbitro ma, tutti, invariabilmente ed inesorabilmente, sanno che la gara è finita e che bisogna pensare a quella dopo.

Gold medal winner

Ordunque, la prima e unica sicurezza è che ROMA 2024 non ci sarà.

Niente medaglia olimpica per l’Italia o per la sua Capitale, questa è la realtà, punto.

Colpe, meriti o responsabilità non cambiano questo semplice dato di fatto.

Sono un uomo di sport e vengo dallo sport e pensare che avrei potuto “avere” le Olimpiadi, praticamente, sotto casa e “invece no” non mi rende certo felice, ma da questo a “sparare a zero”, magari solo per rabbia o partito preso, su chi ha valutato e ponderato questa rinuncia ce ne corre.

Vengo dallo sport e so, come ben sanno tutti quelli che su questa faccenda hanno le idee ben chiare, in una direzione o in un’altra, che comunque questa rinuncia non è la rinuncia alle Olimpiadi, ma la rinuncia alla gara per organizzarle, quelle Olimpiadi.

Roma era, infatti, in lizza con Parigi, Budapest e Los Angeles per ospitare l’evento olimpico e non, come pensano in molti, già vincitrice della medaglia per l’organizzazione della XXXIII olimpiade, anzi, a detta di tanti “addetti ai lavori”, la gara sarebbe stata durissima e sarebbe stato difficilissimo “portare a casa il risultato”.

medaglia-tre-cittaPer precisione e completezza di informazione aggiungo che la decisione definitiva su quale sarà il paese organizzatore dei giochi del 2024 sarà presa il 13 settembre 2017:

quella medaglia sarà assegnata durante la 130ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale che si terrà a Lima, in Perù.

Questo è un altro dato di fatto.

Che la nostra “classe politica caciarona” abbia poi approfittato dell’occasione e gettato sul tappeto, a sostegno di questa o di quella tesi, tutti gli argomenti possibili e immaginabili, troppo spesso senza cognizione di causa ma, solo e soltanto, per alimentare la “macchina del fango” è, purtroppo, l’ennesimo dato di fatto.

Onestamente e senza timore di essere una “voce fuori dal coro” dico che non so esattamente da che parte stare:

di fatto vorrei le Olimpiadi in casa, ma avrei il timore che fossero gestite (mi duole dirlo) all’italiana.

Di fatto vorrei le Olimpiadi  in casa per prestigio, ma avrei il timore della possibile (quasi certa) brutta figura.

Di fatto vorrei le Olimpiadi in casa per un sacco di buone ragioni, ma avrei altrettante buone ragioni per non volerle.

Quello che però, con certezza,  come uomo di sport, credo, è che il problema principale da considerare non sia, banalmente, “Olimpiadi SI” contro “Olimpiadi NO”.

medaglia-bandieraNon so, davvero non so, come mi sarei comportato io se avessi dovuto e potuto scegliere, ma credo che il “rovescio della medaglia” sia che il nostro paese, piaccia o non piaccia, non è un paese di sport.

Lo dico semplicemente guardando la realtà:

la scuola e la società civile non sostengono lo sport . La famiglia non sostiene lo sport. Persino lo sport, spesso, non sostiene lo sport.

Ci ricordiamo dello sport solo per festeggiare i successi e le vittorie ma, nella realtà, quanto quei successi e quelle vittorie sono frutto di programmazione, investimenti, promozione?

Vogliamo parlare delle due ore settimanali di “educazione fisica” contemplate nei nostri “programmi scolastici”?

Vogliamo parlare dello stato delle palestre, dei palazzetti o degli impianti sportivi in genere?

Vogliamo parlare della assoluta indifferenza verso quelle discipline sportive che poi, alle Olimpiadi, va a finire che “portano la medaglia”?

In questo contesto, se potessi scegliere, vorrei che il mio paese rinunciasse a organizzare qualsiasi manifestazione o evento e cominciasse a promuovere, a incentivare, a sostenere veramente, senza distinguo e senza se e senza ma, lo sport, tutto lo sport.

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Probabilmente sarebbe questa la medaglia più bella da vincere.

 

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