Il cielo estivo di Luglio

Cari lettori de “Il Bosone” ben trovati in questa nuova pagina della rubrica di astronomia “Guardando al cielo notturno”.
Come di consueto viaggeremo attraverso il firmamento del mese, Luglio in questo caso, e ci soffermeremo, come facciamo di solito, su alcuni oggetti celesti che non sono stati osservabili fino ad ora, qualora ce ne fossero, per ovvi motivi: non potevano essere visti perché la Terra non era in posizione tale da poterli vedere.
Visto che l’estate è ufficialmente iniziata già dal 21 di Giugno, e quindi siamo in piena stagione, è sicuramente profittevole, oltre che piacevole, uscire la sera e star fuori fino a tardi; per questo motivo vi ricordo un paio di cosette essenziali: un indumento che ripari dal freddo della notte (una camicia a maniche lunghe va benissimo dato il periodo!) ed un binocolo 10×50 se volete vedere qualcosina in più delle sole (ma sempre affascinanti) stelle che vi si pareranno davanti. Solo non pensate che col binocolo riuscirete ad avere immagini come quelle ottenute dall’Hubble Space Telescope, è impensabile; però potete farvi una vaga idea degli oggetti più lontani, ed avere una discreta visione di quelli più vicini, come ad esempio i pianeti.
Questo è quanto bisogna premettere, ora perciò passiamo all’osservazione pratica, iniziando il nostro consueto tour dei settori celesti puntando verso Nord.

Verso Nord

La disposizione delle costellazioni visibili in direzione Nord alla data, all'ora e nel giorno indicati nell'immagine
La disposizione delle costellazioni visibili in direzione Nord alla data, all’ora e nel giorno indicati nell’immagine

Il cielo settentrionale, alle nostre latitudini, è pressoché un balletto, di tipo medievale, delle solite costellazioni: l’Orsa minore, l’Orsa Maggiore, Cassiopea, Cefeo, il Drago, la Giraffa, la Lince e i Cani da Caccia; queste “roteano” letteralmente attorno al Polo Nord Celeste, individuato dalla stella Polaris (αUMi) e, a motivo della nostra posizione sul globo, alcune di esse non tramontano mai del tutto, ossia c’è sempre una buona parte di queste costellazioni che non scende mai sotto l’orizzonte, altre invece sono sempre visibili tutto l’anno (cambiano solo disposizione, in virtù della rotazione appunto).
Gli oggetti DSO (come detto altrove è un acronimo inglese che sta per Deep Sky Objects, ossia oggetti del cielo profondo) che segnaliamo in questo settore sono molto varii e alcuni alquanto difficili da osservare solo col binocolo; cominciamo con le galassie M81, M82 e M101 nell’Orsa Maggiore, sempre in questa si trova la nebulosa planetaria M97; Per una questione di vicinanza tra costellazioni passiamo alle galassie M63, M94 e M106 nei Cani da Caccia, ove troveremo anche l’ammasso globulare M3; Infine rechiamoci dalla regina Cassiopea ove troveremo gli ammassi aperti M52 e M103.
Detto questo, possiamo considerare concluso il settore. Continuiamo dunque il giro verso Est.

In direzione dell’Est

Le costellazioni del settore orientale del cielo a Luglio
Le costellazioni del settore orientale del cielo a Luglio

Il settore orientale è quello che periodicamente ci presenta le novità stagionali; mese dopo mese le costellazioni “tipiche” della stagione iniziano a farsi largo nel cielo da questa direzione, raggiungono il loro “Apice”, o altezza massima nella volta celeste, e poi si avviano al tramonto a stagione conclusa.
Vediamo dunque quali sono queste costellazioni:
Iniziando dall’Orizzonte e salendo fino allo Zenit troviamo Andromeda, che sta distesa sull’orizzonte ed è quasi del tutto sorta, Pegaso, l’Acquario che sta sorgendo e il Capricorno, tutte abbastanza basse; salendo ci sono la Lucertola, il Cavallino, il Delfino, l’Aquila, la Freccia, la Volpetta, il Cigno e la Lira. Di queste il Cigno, la Lira e l’Aquila sono quelle che più facilmente si riconoscono e sono quindi “tipiche” della stagione; le loro stelle principali Vega (αLyr), Altair (αAql) e Deneb (αCyg) sono raggruppate in un asterismo caratteristico detto Triangolo Estivo.
Ora vediamo quali DSO possiamo trovare in questo settore di cielo; seguendo lo stesso tragitto fatto per le costellazioni, troviamo le galassie M31 e M32 in Andromeda; gli ammassi globulari M15 in Pegaso e M2 nell’Acquario; nella Volpetta è sita la nebulosa planetaria M27; nel Cigno gliammassi aperti M29 e M39 sono pure facili da osservare mentre più difficile può risultare l’osservazione dell’ammasso globulare M56 nella Lira, che è l’ultimo di questa rassegna.
Possiamo così considerare concluso il viaggio in questo settore, ma il tour continua in quello successivo, quello meridionale.

Guardando a Sud

Le costellazioni visibili verso Sud
Le costellazioni visibili verso Sud

Voltiamoci dunque verso Sud.
Qui ci viene subito davanti agli occhi un’altra costellazione tipicamente estiva: lo Scorpione, facilmente riconoscibile per via del suo “cuore” rosso, la sua stella principale Antares (αSco), e dalle quattro stelle che la seguono, le quali sembrano disporsi ad arco; queste sono le chele dello scorpione. Oltre allo Scorpione, nel settore ci sono anche la Corona Australe, appena visibile solo alle nostre latitudini, poiché come suggerisce il nome, essa è più una costellazione australe che boreale; il Sagittario, in direziona del quale risiede il centro galattico; il Lupo, per il quale vale lo stesso ragionamento fatto per la Corona australe; la Bilancia; lo Scudo; l’Ofiuco col Serpente e, più in alto di tutti, Ercole.
I DSO di questo settore sono molteplici per numero e varietà, ma molti di essi sono concentrati nel Sagittario, in virtù della sua visuale prospettica verso il cuore della Via Lattea; perciò cominceremo elencando proprio da questi; iniziamo col dire che molti oggetti presenti sono del tipo ammassi globulari, i quali sembrano proliferare nelle prossimità dei nuclei galattici; fra questi menzioniamo M22, M28, M54, M55, M71 e M75; vi sono anche ammassi di tipo aperto tra cui M18, M23, M24 e M25, oltre che alle nebulose diffuse M8 e M17.
Anche lo Scorpione è particolarmente ricco di ammassi; tra questi segnaliamo M4 e M80 di tipo globulare ed M6 e M7 di tipo aperto. Lo Scudo, pur essendo una piccola costellazione, contiene ben due ammassi aperti relativamente facili da osservare, si tratta di M11 e M26. Nell’Ofiuco, costellazione abbastanza grande troviamo pure alcuni ammassi globulari la cui osservazione è relativamente facile, M10 e M12 mentre altri risultano alquanto più impegnativi, come M9, M14, M19 e M62. Nella lunga costellazione del Serpente, che stando al mito circonderebbe l’Ofiuco, ma dal quale è in realtà divisa in due, segnaliamo gli oggetti M5, un ammasso globulare sito nella parte della Testa, e M16, un ammasso aperto nel settore della Coda. Chiudiamo l’elenco degli oggetti celesti del settore menzionando M13 e M92, entrambi ammassi globulari, nella costellazione di Ercole. Abbiamo in questo modo esaurito anche le argomentazioni relative al meridione celeste; possiamo dunque passare all’ultima parte di cielo da considerare: l’occidente.

Dove il Sole e le stelle tramontano

Le costellazioni che si stagliano ad Ovest.
Le costellazioni che si stagliano ad Ovest.

Il cielo dell’Ovest mi desta sempre un po’ di nostalgia, poiché le stelle che vi si trovano sono tutte “sulla via del tramonto”; vuol dire che presto o tardi quelle costellazioni che troviamo in esso, che magari hanno accompagnato qualche avvenimento nella nostra vita, ci diranno “addio, alla prossima!” consegnando se stesse e i ricordi a esse legate ineluttabilmente al passato.

Sentimentalismi a parte, in questa zona del firmamento troviamo le ultime testimonianze del cielo di primavera nelle costellazioni del Leone, ormai quasi tramontato, e della Vergine, costellazione anch’essa tipica della stagione precedente, che si trova poco al di sopra dell’orizzonte; il Leone Minore è ancora visibile, quanto alle costellazioni più alte, esse sono la Choma di Berenice, il Bootes, la costellazione più grande, insieme alla Vergine, e la Corona Boreale che lo accompagna.
Gli oggetti in questa parte di cielo sono per lo più galassie, la maggiorparte delle quali si trovano in direzione della Chioma.
Fra tutte segnaliamo M49 e M104 nella Vergine; M65 e M66 nel Leone, ed ultima, non certo per importanza, M64 nella Chioma; tutte galassie osservabili abbastanza facilmente col binocolo. Per finire, l’ammasso globulare M53, sempre nella Chioma, che completa l’elenco.

Questo è quanto inerente al cielo lontano.
Se vi piace osservare ogni tipo di evento celeste, vi riporto le congiunzioni, planetarie e non, visibili durante il mese.

Congiunzioni del mese

Luna – Marte, giorno 14 ore 23:00
Il 14 luglio la Luna, già oltre il Primo Quarto, incontra Marte nella costellazione della Bilancia.

Luna – Saturno, giorno 15 ore 21:30
Nelle notti successive alla congiunzione Luna – Marte la Luna si avvicina (il 15 luglio) e poi supera Saturno (il giorno 16). Il cielo verso Sud, presenta quindi ancora una volta la suggestiva configurazione con la Luna, i due pianeti – Marte nella Bilancia e Saturno nell’Ofiuco – e la stella Antares, la più luminosa della costellazione dello Scorpione.

Luna – Pleiadi, giorno 28 ore 02:30
Nelle ore che precedono il sorgere del Sole del 28 luglio si ripete ad Est una situazione simile a quella osservata il primo giorno del mese, con la Luna calante che fa il suo ingresso nella costellazione del Toro, dove si riconoscono la stella Aldebaran e l’ammasso stellare delle Pleiadi.

In conclusione…

Ora avete tutte le info di cui necessitate per una osservazione soddisfacente, per cui non vi resta che chiudere facebook ed uscire ‘a riveder le stelle’.
A questo punto vi auguro una buona osservazione e vi do un arrivederci al prossimo articolo.

 

FONTI
Per i dati:
Wikipedia, l’enciclopedia libera
Astronomia.com, Il portale italiano di astronomia

Per le immagini:
Stellarium, il planetario opensource

Giovanni

Sono alto nella media; sono robusto nella media; sono bello nella media; sono intelligente spropositatamente. Detto questo devo rendere noto solo che adoro la fantascienza in tutte le sue forme; gioco frequentemente on line al vecchio (immortale) Jedi Knight: Jedi Academy e mi diletto leggendo manga che considero 'di un certo livello'. Ho studiato fisica, perché mi hanno sempre incuriosito i meccanismi che regolano la realtà intorno a noi, ma l'oggetto vero della mia passione sta milioni di chilometri sopra di noi, e si mostra appena solo di notte, il cosmo, coi suoi oggetti affascinanti e fenomeni terribilmente meravigliosi. Il resto è vita comune, poco accattivante.
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