Libri e Letteratura

I libri: amici e maestri di carta e inchiostro

Salve a tutti, nerdiani! Il titolo dice che qui si parla di libri… Peccato. E io che volevo tanto parlare di broccoli… E vabbè, assecondiamolo.

Partiamo dal presupposta(ehm, no) presupposto che io sono una lettrice di libri incallita e che non ho più spazio nella mia libreria (panico e paura alla Stephen King).

La situazione attuale della mia povera libreria è più o meno questa.
La situazione attuale della mia povera libreria è più o meno questa.

MOMENTO SERIETA’.

Torniamo all’argomento principale di questo articolo, i libri, partendo dalle definizioni che le enciclopedie e i grandi maestri d’un tempo provarono a dare e hanno dato loro.

Che cosa sono i libri?

Partiamo dalla definizione  di “libro” che tutti quanti possono trovare su internet o su un dizionario:

“Un libro è un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina.

Il libro, usato per acquisire informazioni o anche per divertimento, è il veicolo più diffuso del sapere.

L’ambito delle opere stampate inclusi i libri è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie e talvolta una stessa opera è divisa in più libri (o volumi). Nella biblioteconomia e scienza dell’informazione un libro è detto monografia, per distinguerlo dai periodici come riviste, bollettini o giornali.

Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per contenere i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri. Google ha stimato che al 2010 sono stati stampati approssimativamente 130 milioni di titoli diversi. In alcune nazioni più ricche ai libri stampati si è affiancato l’uso di libri elettronici o e-book.”

(Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.)

Oppure:

libro s. m. [dal lat. liberbri, che indicava originariamente la parte interna della corteccia che in certe piante assume aspetto di lamina e che, disseccata, era usata in età antichissima come materia scrittoria; di qui il sign. divenuto poi più comune]. –
Complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti, e cuciti insieme così da formare un volume, fornito di copertina o rilegato. Usato assol., s’intende in genere l. a stampa (altrimenti si specifica: l. manoscritto, l. a mano, ecc.). Rispetto al numero dei fogli: l. sottile, grosso, o di piccola, di grande mole; riguardo al formato o sesto (che viene stabilito in base alla misura dell’altezza e larghezza d’una pagina): l. in foglio o in-folio, in quarto, in ottavo, in sedicesimo, in diamante (o edizioni diamante: v. diamante, n. 4), l. tascabile, ecc.; alla legatura o alla presentazione esteriore: l. sciolto, legato, in brochure, rilegato in tela, in pelle, ecc.; alla stampa: l. in elzeviro, in caratteri latini, gotici, illustrato, ecc.; alle condizioni materiali: l. nuovo, usato, in ottimo o in cattivo stato, l. intonso; all’epoca della pubblicazione: l. antico; un vecchio l.; l. moderno, nuovo, recente; al contenuto: l. scientifico, letterario, di poesie, di storia, ecc.; l. divulgativo, istruttivo; l. giallo (v. giallo, n. 3 a); l. erotico; allo scopo per cui deve servire: l. di preghiere, di devozione; l. da messa; l. di lettura (destinato alle scuole elementari per esercizî di lettura); l. di amena lettura; alla sostanza, al carattere, al valore: l. buono (o un buon l., un bel l.), l. cattivo, attraente, interessante, profondo, leggero, noioso, pesante, utile, inutile, innocente, pericoloso, ecc.; l. proibiti, libri di cui la Chiesa vietava un tempo la lettura, includendoli in un elenco detto indice dei l. proibiti (v. indice, n. 2 b). Locuzioni varie, relative alla stesura, stampa, pubblicazione, vendita: preparare, scrivere, fare, comporre, cominciare, terminare un l.; stampare, pubblicare, vendere, smerciare, divulgare un l.; l. che si vende molto, che fa furore, che è nelle mani di tutti; l. esaurito, uscito dal catalogo della casa editrice; permettere, proibire un l., autorizzarne o vietarne la stampa e la pubblicazione; fiera del l., organizzata in luogo pubblico per favorire la vendita dei libri; collezione, raccolta, scaffale, negozio di libri; aprire, chiudere, sfogliare un l., ecc. Con riferimento al contenuto dell’opera: leggere, scorrere, divorare un l.; esaminare, giudicare, criticare, commentare, postillare un l.; l. riveduto e corretto. Come oggetto di studio: vivere tra i l.; è sempre con i suoi l.; lasciare i l., abbandonare gli studi.”

(Da Treccani, vocabolario online)

Da un punto di vista oggettivo quindi i libri non sono altro che oggetti fatti di carta e inchiostro che possono contenere informazioni di ogni genere. Ma come probabilmente molti non sanno (e mi riferisco soprattutto a coloro che disprezzano la parola stampata a discapito della cultura) i libri possono portare tanti di quegli insegnamenti…

Cos’è un libro in confronto ad un tablet?

Ebbene sì, il progredire dell’innovazione tecnologica sta portando grandi vantaggi alla società di adesso, ma è anche vero che esso presenta dei rilevanti “contro”. Uno di questi è proprio la perdita di interesse da parte delle nuove generazioni nei confronti dei cari vecchi libri.

Non sostituiamo la carta stampata con i pixel.
Non sostituiamo la carta stampata con i pixel.

Infatti, molti arrivano a familiarizzare fin da piccoli con le nuove tecnologie (cellulari, tablet, computer ecc.) e matureranno quasi sicuramente una forte senso di riluttanza nei confronti della lettura in genere. Ma forse la situazione può cambiare. Ultimo barlume di speranza per l’editoria -secondo Enrico Racca, direttore editoriale di Mondadori Ragazzi e Piemme Battello a Vapore- sono i Millennials, cresciuti con i primi computer e con quella saga fantasy che molti amano (Harry Potter), e i loro discendenti. Infatti, sempre secondo Racca:

«Magari c’è di mezzo anche un fatto emotivo, ma questi genitori giovani regalano volentieri un libro vero, qualcosa che si possa leggere insieme, provando anche un piacere fisico nel guardare le figure»   (Fonte: lastampa.it)

Ma cosa sono veramente i libri?

Beh, secondo il parere di un’amante spassionata di libri (io), i libri sono più che oggetti, più di semplici raccolte di informazioni o delle fantasie di scrittori strampalati. Essi sono dei veri e propri amici. Ovviamente non in carne e ossa, ma di carta e inchiostro. E forse hanno bisogno di più attenzioni di chiunque altro: temono il fuoco, l’umidità, le dita sporche, coloro che piegano le loro pagine… ma soprattutto, temono il tempo. Quante volte abbiamo visto non libri antichi, ma più specificamente vecchi. Quelli dalle pagine ingiallite e piene di macchie, quelli mezzi mangiati dai tarli, quelli che non riescono a stare attaccati alla copertina. Vogliono essere compresi, anche se a volte sanno essere misteriosi o complicati. Aspettano soltanto che qualcuno li prenda con sé. In libreria funziona più o meno come al canile:

adotta un libro, non un cane.

No cane. Sì libro.
No cane. Sì libro.

P.S. Nulla contro i cani!

 

Ebbene, cari amici del mondo nerd, per oggi è tutto (o forse no). Vi lascio con alcuni aforismi conosciuti sul mondo cartaceo. Buona lettura!

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”
(Umberto Eco)

“Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.”
(Paul Sweeney)

“I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.”
(Amos Oz)

“Un bambino che legge sarà un adulto che pensa.”
(Anonimo)

“Voglio ricordarvi che, mentre state giudicando un libro, anche il libro vi sta giudicando.”
(Stephen King)

“Ho degli amici (i libri), la cui società è per me deliziosissima; sono uomini di tutti i paesi e di tutti i secoli; distinti in guerra, in pace e nelle lettere, facili a mantenersi, pronti sempre ai miei cenni, li chiamo e li congedo quando più mi aggrada… essi non van mai soggetti ad alcun capriccio , ma rispondono a tutte le mie domande.”
(Francesco Petrarca)

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Mar.Nym

Sono una ragazza apparentamente normale che ha una GRANDE passione per i libri, la musica, i videogames, i cosplay, i vari comics e gli uomini con un uncino al posto della mano (vedi Captain Jones di OUAT). Non prendetemi troppo sul serio.. non lo faccio nemmeno io!

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