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Donne dello Studio Ghibli: ecco perché amarle

La Donna attraverso gli occhi dello Studio Ghibli

Molti dei miei film hanno forti protagoniste femminili – donne coraggiose ed indipendenti che non pensano una seconda volta a combattere per le loro credenze con tutto il cuore. Avranno bisogno di un amico o di un sostenitore ma mai un salvatore.

Così Hayao Miyazaki, regista che tutti conosciamo per capolavori come Princess Mononoke e Si alza il vento, spiega l’essenza della figura femminile nei suoi film. Una figura non Disneyana, che non aspetta il principe azzurro ma piuttosto si rimbocca le maniche e agisce, con la forza che una donna possiede. E non è poca.

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San, la protagonista di Princess Mononoke

Due sono le protagoniste, soprattutto, che incarnano questo ideale: Nausicaa e San, rispettivamente di Nausicaa della valle del vento e Princess Mononoke. I due film non solo rappresentano il trionfo della Natura sull’uomo (tema molto caro al regista, insieme all’aviazione e all’Italia), ma anche quello della donna, che da misera e sottomessa all’uomo si trasforma in una salvatrice combattente.

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Nausicaa (da Nausicaa della valle del vento)

Sia Nausicaa che San devono lottare per ciò in cui credono, per salvare ciò che amano. Che non è, come si potrebbe pensare, un uomo, ma la Natura stessa, un bene superiore che, in entrambi i film, non viene rispettato ma bensì maltrattato e distrutto. Ed entrambe lo faranno con la forza che possiedono, fisica nel caso di San e la gentilezza in quello di Nausicaa. Le forze di una donna, che è capace di usare entrambe per lottare e proteggere. Vorrei però soffermarmi su Princess Mononoke. Abbiamo parlato di San, ma nel film esistono altre figure femminili forti: l’antagonista Eboshi. Eboshi è la padrona della città che fa da sfondo alla vicenda, una donna che non esita a distruggere addirittura un Dio per i suoi scopi ma che dimostra, allo stesso tempo, una gentilezza nei confronti delle altre persone straordinaria. Lei è la vera forza portante della città, che la fa andare avanti, e anche lei lotta per i suoi ideali, esattamente come San. Due facce della stessa medaglia, che si completano a vicenda. Non a caso sono acerrime nemiche.

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Eboshi

Persino nei film in cui le protagoniste femminili necessitano di una figura maschile per poter risolvere un loro problema (quindi si affidano ad essa) dimostrano lo stesso coraggio di San e Nausicaa. E’ il caso di Haru e Sophie, le due protagoniste de La ricompensa del gatto e Il castello errante di Howl. Nonostante in entrambi i casi sono gli uomini a rubare la scena (anzi, nel primo caso, un gatto!) sia Sophie che Haru riescono a dimostrare la loro forza con le parole, non appoggiandosi a nessuno.

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Una scena da La ricompensa del gatto

E una menzione d’onore la merita la giovane Fio Piccolo di Porco Rosso, perché un meccanico donna nel 1929 in Italia dove la trovate?

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Fio Piccolo da Porco Rosso

La società tradizionale dà troppo potere agli uomini. Oggi questo tutto maschile ha raggiunto i suoi limiti. Le donne sono più reattive. Ecco perché si stanno adeguando più rapidamente alla società moderna .

Insomma, per Miyazaki la donna rappresenta la forza che l’umano possiede, che riesce a convivere con la Natura senza distruggerla. Una figura meravigliosa, quasi fantastica per certi versi, che merita di essere ammirata e studiata per capire come vivere meglio.

Soprattutto mi rivolgo alle giovani donne: le invito ad apprendere come basti davvero poco per essere forti. Non con la mera violenza fisica ma con il coraggio. E questo, mie care, non potrà togliercelo nessuno.

Al_Ninten

Nata in una ridente (ma anche no) cittadina nella provincia milanese, passa le sue giornate a spulciare notizie che non interessano a nessuno e a coltivare piaceri proibiti, come collezionare fanart dei suoi personaggi preferiti. Si identifica come il quarto dei gemelli Matsuno, il più spaventoso di tutti. Sogna di diventare la prima digiprescelta del coraggio, ma per ora ha solo gli occhiali da aviatore. Appassionata di anime, manga e videogiochi, si diletta ogni tanto a graficare, a disegnare e a fotoritoccare.

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