Interviste e Network

Interazioni Creative: together we stand

Il Bosone è nato da un’idea (buona o cattiva tocca a voi deciderlo): eravamo giovani e volenterosi, avevamo una passione – gli interessi “nerd” e il mondo della comunicazione – e abbiamo visto una finestra di opportunità – le possibilità espressive del web e una nuova sensibilità sulle tematiche a noi care nella nostra città – e facendo 2+2 abbiamo deciso di provarci. L’idea è stata cullata, fatta crescere ed evolvere e alla fine ci siamo tuffati. Certo, detta così è facile, ma senza uno spazio di incubazione la cosa ha richiesto parecchio tempo. Bene, ora uno spazio del genere, dedicato soprattutto ad attività dallo spettro artistico, a Cosenza c’è: Interazioni Creative.

Cosa è Interazioni Creative?

George Bernard Shaw, che un cretino non era, diceva questa cosa interessante:

Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

Interazioni Creative fa proprio questo: mettere a disposizione di persone e progetti che hanno voglia di fare e di mettersi in gioco lo spazio – fisico e virtuale – per entrare in relazione fra di loro, fare brainstorming, e partendo da un’idea di base collaborare insieme “per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima” (cit.), per uscire dallo scambio più ricchi di idee e competenze.

interazioni creative logo

Fisicamente, Interazioni Creative è uno spazio di coworking, ovvero un luogo dove diverse realtà, unite dall’interesse creativo, lavorano assieme in sinergia. In un ambiente accogliente – c’è un angolo relax nel quale abbiamo approfittato un una buona tazza di caffè americano – si ha la possibilità di usufruire di sei postazioni e di una rete internet veloce. Soprattutto, si ha la possibilità di fare rete con altre realtà che hanno la base lo stesso desiderio: inseguire una passione e farla crescere.

Anche per questo, lo spazio di Interazioni Creative ospita workshop, corsi di formazione, meeting, eventi culturali e presentazioni. Proprio in quest’ottica, sta per partire il corso Wannabe: Alla ricerca dei nostri sogni imprenditoriali e delle best practice, due giorni di full immersion per capire come sviluppare al meglio un progetto creativo in un mondo in costante mutamento come quello contemporaneo. Maggiori informazioni le trovate qui.

Se leggete il nostro manifesto, vedrete che anche noi del Bosone condividiamo la visione dell’aggregazione di idee e realtà, del lavoro insieme piuttosto che della concorrenza aggressiva, spesso futile in un territorio come il nostro. Infatti, qui a Cosenza viviamo una realtà densa di progetti innovativi ma che si rivolgono ad un territorio ai limiti dell’atrofizzazione e a una popolazione che numericamente non è paragonabile con quelle delle grandi metropoli. Pertanto, l’unica soluzione è la rete, la collaborazione, affinché le progettualità possano crescere insieme invece di avvizzirsi sterilmente.

Pertanto vi invitiamo a dare un’occhiata al loro sito internet e alla loro pagina Facebook, perché a noi il progetto è piaciuto molto e merita certamente attenzione.

Cantavano infatti i Pink Floyd – che magari non sono George Bernard Show ma per qualcuno sono anche meglio – “together we stand, divided we fall” (insieme resistiamo, divisi cadiamo).

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Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…

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