Cellulari assassini! Attenzione, leggete!

Hola!

La primavera finalmente è arrivata! Le belle giornate si susseguono facendo ciao al grigiore dei mesi scorsi, non bastasse fa anche un bel caldo e in giro si parla già d’estate.

E’ il caso di smorzare questa ventata di ottimismo primaverile!

Vediamo… Cosa associate a il bel sole, ai fiori colorati… ?
L’allergia, Dave?
No… è qualcosa che potrebbe trasportarla!
Le parolacce?
Ma no… le api!!!

Ma l’argomento api, cari miei, è un argomento più caldo di questa prima settimana di maggio!

Bee Heaven

E’ ormai noto come il numero di api stia diminuendo drasticamente.
Ebbene, la situazione sta letteralmente sfuggendo di mano.
La perdita di alveari, nell’ultimo decennio, è diventata a dir poco drammatica.
Solo in Italia, nel 2007, è stata registrata la scomparsa di oltre 200.000 alveari.
Un numero già grosso di suo ma che è nulla considerando che preso singolarmente, un alveare contiene in media dalle 50 alle 60 mila unità (attive) annue.

– Ma questo cosa significa e in che modo ci coinvolge?

Quando si parla di api si pensa erroneamente al solo miele.
Queste simpaticone, quelle mellifere in particolare, sia selvatiche che domestiche, sono responsabili dell’80% dell’impollinazione del nostro pianeta. Una sola colonia di api può impollinare 300 milioni di fiori ogni giorno vestendo così un ruolo decisivo, anzi primario.
Se infatti i cereali sono principalmente impollinati dal vento, i cibi più salutari, frutta, noci e verdura, sono impollinati proprio dalle api, responsabili della sopravvivenza di qualcosa come 70 delle 100 specie di culture alimentari dell’uomo. Stiamo parlando del 90% del nutrimento mondiale.

Adesso è facile capire perchè un’ipotetica estinzione delle api potrebbe causare non solo dei gravissimi sconvolgimenti nel nostro ecosistema ma turbare molto negativamente il mondo “sociale” degli uomini.
Volendola mettere in termini prettamente economici, è stato calcolato che in totale l’impollinazione vale circa 200 miliardi di dollari, tra ecosistemi naturali e artificiali. Analizzandola da un punto di vista utilitaristico, l’impatto economico dell’estinzione delle api potrebbe risultare catastrofico.

– Perchè le api stanno morendo?

Questo è il vero dilemma della questione. In parole povere… non si sa!
O meglio, non muoiono… Scompaiono!
E’ stato osservato come in realtà, le api, non muoiano all’interno dell’alveare ma bensì quando sono fuori, a “lavoro”.
Il problema principale è che queste creaturine non fanno ritorno.
Ora, sono tante le cause ipotizzate per questa moria, dai pesticidi ai parassiti. Ma l’ipotesi che secondo me gode di maggiore veridicità è quella associata all’elettrosmog.
La Sindrome di spopolamento degli alveari (CCD, Colony Collapse Disorder, per gli americani),
sarebbe così causata dall’interferenza delle onde elettromagnetiche dei nostri apparecchi (come smartphone, centrali wi-fi e pc) che interferirebbero con il il sistema di navigazione naturale delle api.
Eppure non se ne parla spesso… anche perchè entrerebbe in gioco un mercato ben più grosso.

– Cosa si può fare per salvare le api?

Beh, si potrebbe tornare al medioevo per esempio.
Potremmo… hmm, usare i piccioni viaggiatori…
No, sul serio, potrebbero non esserci soluzioni e allora dovrete dare ragione a vostro nonno quando dice “si stava meglio ai miei tempi”.
In effetti, non ha tutti i torti… forse potremmo tornare a vivere di più.
Forse, potremmo evitare di usare Instagram mentre siamo in gita.
Forse, dico forse, potremmo iniziare ad abbattere i ripetitori costruiti illegalmente nelle nostre campagne.
Forse, in effetti, qualcosa si potrebbe fare ma non lo si farà perchè non lo si vuole e fa comodo così.

Vi ho amareggiato un pochino? 😀

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker