Mario – Anteprima della seconda stagione

In attesa che arrivino notizie sul ritorno dell’Ispettore Coliandro (nel suo nuovo formato), il panorama delle serie tv made in Italy vede la sua punta di diamante in “Mario – Una serie di Maccio Capatonda”, che a settembre prenderà il via su MTV. Come potete vedere, sono stati opportunamente omessi prodotti tipicamente RAI dedicati ad un Papa, Beppe Fiorello, lo sportivo di turno, Papa, personaggio della tv anni ’60, Beppe Fiorello, Papa e cose simili.

Ecco Beppe Fiorello che si prepara a interpretare Frankie Hi-NRG che farà un cameo in “Don Matteo”.
Una cosa alla Lazarus di “Tropic Thunder”, più o meno.

Ma quella che partirà a settembre non è la seconda stagione bensì la terza. Abbiamo infatti scoperto nello speciale andato in onda il 28 maggio scorso che una seconda stagione è stata girata, ma con bugdet bassissimo e quindi distribuita solo in videocassetta. Prima di farci vedere la terza stagione, ci viene quindi mostrato un sunto della seconda, registrata male e recitata peggio.

E così, prima ancora di cominciare, Maccio Capatonda (alias Marcello Macchia) tira fuori il primo colpo di genio: sovvertire e parodiare la regola base della serialità. Dopo la stagione Uno non viene la Due, ma la Tre. A onor del vero, questo meccanismo era stato usato già per “Drammi medicali”, prodotto per il web e con la partecipazione speciale di Elio. Ve ne regaliamo un semplicissimo estratto.


Ops, scusate, video sbagliato. Meglio questo:

Qui però ci viene detto che la stagione Due c’è, solo è troppo brutta per farla vedere. In effetti non oso immaginare come si sarebbe potuta articolare una stagione “vera” dopo il finale alla Lost (quindi meraviglioso o escrementizio a seconda dei gusti) della prima. Così Maccio si cava d’impiccio con grande eleganza, con uno stratagemma che affida le rivelazioni non alla narrazione ma alla voce fuori campo, la quale può semplicemente dirci “è andata così”.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda/terza stagione? Difficile dirlo con precisione. Per certo sappiamo una cosa: “Mario” è una serie atipica nel panorama italiano (non mi azzardo a dire mondiale perché non voglio rischiare denunce da qualche tv serbocroata che produce un prodotto simile) e va preso per quello che è: una sequela di sketch demenziali, dove la trama è secondaria, risultando forse addirittura d’impiccio. Nella prima stagione infatti le prime puntate furono ottime, poi nella seconda parte emerse una trama orizzontale e il livello delle gag calò sensibilmente. L’apice, da cui poi cominciò la lenta discesa ritengo sia questo:



Probabilmente la nuova stagione ne seguirà il solco. Speriamo però in qualcosa di nuovo perché, come i più appassionati di Maccio sanno, buona parte dei personaggi è riciclato da precedenti produzioni: Nevio Nipoti, il Colonello e il Commendatore degli sponsor, i Fratelli Peluria, Oscar Carogna e Pino Cammino sono già apparsi in Caroselli, Trailer, Ville di Lato o TG.

Quindi, tirando le somme, pur se con “l’usato sicuro” le risate arriveranno. Altrimenti, potrete sempre comprare il Riso in scatola al Piccol per svariati euri.
Mario “Gomez” Iaquinta

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…
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