Videogiochi e Gaming

10 videogiocatori che non sopporto

Posso dire più o meno orgogliosamente di essere nel mondo dei videogiochi online da almeno 15 anni, ed ho avuto la fortuna e la sfortuna di avere esperienze di ogni tipo. Mai mi sono avventurato nel fare un riassunto di ciò che ho vissuto nel mio primo anno di vita passato a giocare, e forse è impossibile farlo. In compenso però posso sicuramente confessare ciò che mi infastidisce di più dei miei compagni di viaggio, nella cui categoria mi indentifico io stesso: i gamers.
Ecco perciò una mia personale compilation (in nessun ordine di importanza) del meglio del peggio.

  1. Gli inattivi e i fastidiosi in generale
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Hearthstone ha il suo modo per gestire chi va AFK

Li abbiamo incontrati tutti, li abbiamo sopportati tutti, ci siamo chiesti tutti che cosa vogliono dalla vita e perchè il destino malvagio li abbia messi nella NOSTRA partita.
Persone che si collegano ma poi rimangono AFK fino a che il sistema automatico di kick oppure gli altri giocatori decidono di fare giustizia. E non parlo di chi si assenta per un minuto (a tutti è capitato di dover andare a scolare la pasta). Parlo di chi si collega e poi non si muove per 10 minuti. E nel frattempo, ovviamente, il loro team perde a causa del loro contributo. O meglio dell’assenza di esso. Nella testa una sola domanda: “Perchè?”. Alla stessa stregua si possono associare quelli che si divertono a spararti in testa fra compagni perchè non ti fa danno ma ti fa sentire un suono fastidioso, chi mette un teletrasporto più indietro dello spawn, etc. Poi ci sono quelli che devono per forza condividere i loro discutibili gusti musicali nella voice chat del gioco. Riguardo a questo una preghiera ai produttori di videogames con un lato multiplayer: ricordatevi la utilissima funzione “mute”!

  1. Gli incapaci di intendere e volere

Si distinguono da quelli che rientrano nel punto 1 perchè i primi generalmente stanno fermi ma sembrano giocatori o rompono i cosiddetti, ma sembrano giocatori. Questi invece sembrano incapaci di intendere, volere, sapere, decidere ed avere riflessi umani. Solitamente hanno un nickname di default oppure “nome.cognome”. Rispondono al fuoco nemico dopo 2 secondi come se fossero sotto effetto di droghe pesanti, ma se guardi la scoreboard hanno un ping ottimo. Non sanno dove andare, non hanno fatto il tutorial, non seguono nemmeno gli altri (sempre una buona norma se non sai che cavolo stai facendo), vanno come carne al macello a farsi uccidere. E lo fanno per 10 volte di seguito. Poi escono dalla partita (probabilmente inveendo su quanto sia difficile il gioco). Ci vorrebbe un volonteroso che li spingesse, a mo di cane pastore, verso un precipizio virtuale.

  1. I griefers / campers
campersmini
Il livello di esasperazione può essere alto

Sai sempre dove sono. Perchè tutti quelli così stanno li. Cioè nel punto della mappa dove si mettono tutti a darsi fastidio occludendosi la visuale a vicenda, perchè notoriamente da lì si fanno le kill facili. E se vai in modalità spettatore è incredibile vedere come siano abili in quel punto… ma lo stupore dura per circa 20 secondi. Perchè poi ti rendi conto, round dopo round, che quella è l’abilità indotta dal fatto che su quella mappa giocano SEMPRE nello stesso posto. SEMPRE. SEMPRE. Al solo guardarli ti viene la morte addosso per noia, e ti chiedi come diavolo facciano a non cadere addormentati stando fermi nello stesso identico punto per ore. Ma è così.
Poi ci sono quelli che stanno nel punto BUGGATO della mappa. Oppure che sfruttano le armi OverPowered, oppure che fanno spawnkilling, oppure che… vi risparmio il resto della lista. Tipicamente sono gli stessi che poi si bullano con gli amici dei risultati ottenuti con questo magnifico fair play.

  1. Gli stat padders

Questa categoria si sovrappone spesso in gran parte a quella dei campers. Non glie ne frega niente dell’obiettivo della mappa. Non glie ne frega niente di giocare di squadra. Non glie ne frega niente del principio base del gioco, o delle sue meccaniche.  Non glie ne frega di niente, tranne che del loro score (e del k/d ratio per gli FPS). Usano sempre la stessa arma nello stesso modo, perchè concentrarsi su altri modi di combattere o altre armi diminuirebbe la loro efficacia, e quindi il risultato. Hanno 2 o 3 accounts secondari dove giocano per divertirsi perchè quello principale è quello “dove hanno le statistiche ufficiali”. Hanno in firma nei forum il link alle loro statistiche e giudicano gli altri giocatori esclusivamente in base a quelle.

  1. Gli egocentrici narcisisti
La loro frase più comune
La loro frase più comune

Se vincono, è grazie a loro, e faranno in modo di farlo sapere a tutti. Se perdono, è solo causa della loro squadra, e faranno in modo di farlo sapere a tutti. Gli altri devono aiutarlo, devono fare da distrazione e farsi impallinare, i medici li devono curare. Però magari non arrivano neanche al primo terzo della scoreboard.

  1. I morti di fame e gli irrealistici

Tutti noi siamo stati ragazzi e pochi di noi hanno uno stipendio fisso. Ma a volte è sorprendente constatare a quante difficoltà sono disposti a sottoporsi alcuni, pur di non pagare niente. E non parlo di procurarsi una copia pirata di un gioco che costa 120 euro, ma quelli che fanno la stessa cosa per un gioco in sconto da 2 euro. Magari tagliandosi fuori da una buona fetta dell’esperienza videoludica, per la loro avarizia. Spesso e volentieri questi sono gli stessi che sostengono di farlo per non incoraggiare un atteggiamento veramente fastidioso, cioè il money grabbing delle grandi aziende produttrici di videogames. Il che è ancora più ridicolo perchè per quanto entro certi limiti sia una posizione giustificata, a tutti è evidente che la loro è una posizione preconcetta volta a risparmiare qualche misero euro. Per comprarsi le sigarette.
Ci sono poi quelli che vogliono nuove mappe, nuove armi, nuovi sbloccabili, nuove abilità, bugfix e millemila altre caratteristiche o upgrades senza dover pagare niente, per un gioco free to play. Far capire loro che nel mondo reale nessuno lavora gratis o per il loro divertimento è qualcosa che va al di là delle loro misere capacità intellettive.

  1. I complottisti

E’ nato prima l’uovo o la gallina? E’ nato prima il complottista politico o quello videoludico? Non si sa, ma hanno in comune il fatto che sanno tutto. O almeno pensano di saperlo. Sono a conoscenza delle oscure trame del sottobosco delle major e del mondo indie e ogni cosa succeda corrobora le loro tesi. Se hai un’opinione è automaticamente non valida perchè non sai abbastanza. Se rafforzi la tua tesi con una notizia, ne etichettano la fonte come non affidabile, in quanto parte del complotto. Le uniche fonti affidabili sono, per loro, oscuri siti pieni di frasi come “tutto ciò che x non vuole farti sapere” e che danno, ovviamente, ragione a loro. E che non citano le LORO fonti, per ragioni di segretezza.

  1. I tifosi
Tipica rappresentazione di un tipico conflitto
Tipica rappresentazione di un tipico conflitto

Qualunque sia ciò che pensano, questi videogiocatori pensano di essere in curva allo stadio. Peccato che lo stadio sia relativamente piccolo ed Internet sia grande. Costoro trasformano ogni luogo dove si esercita lo scambio di opinioni (esempio classico: i commenti dei video di Youtube) in una bagarre fra ultras. PC contro console,  windows contro mac, blizzard contro Electronic Arts, League of Legends contro DOTA2, Battlefield contro Call of Duty. Pagine e pagine di insulti e righe e righe di inutilità, che concorrrono a formare la spazzatura del Web. Niente sfugge alla smania di dividere il mondo in bianco e nero, mentre tutti sanno che ci sono almeno 50 sfumature di grigio.

  1. Gli elitisti / wannabe pro

Perfortuna non hai molta possibilità di conoscere i primi perchè non si fanno vedere molto. Si chiudono nelle loro torri eburnee e rimirano dal lontano la immonda plebaglia, scuotendo gravemente la testa. Quando ci parli si fanno calare dall’alto e snocciolano i loro impegni e la loro esperienza sul campo, quasi fosse un curriculum lavorativo. Gli altri videogiocatori sono pecoroni da manipolare e non degni di rispetto. Prendono il gaming estremamente sul serio e ne parlano come se si parlasse di politica internazionale. Muovono o cercano di muovere i fili del mondo, e se non ci riescono è colpa di qualche luogotenente che non ha fatto il suo dovere. Il loro equivalente psicologico “sul campo” sono i wannabe pro: li trovi nei server fun dove si lamentano che i giocatori che giocano sui server fun non sono pro (come loro, ovviamente). Invariabilmente continuano a giocare sui server fun anche se, dopo le loro rimostranze, vengono caldamente invitati ad andare sui server competitivi pieni , appunto, di pro. Si iscrivono a siti di tornei e poi li citano come un certificato di esperienza e professionalità, quando magari hanno risultati pessimi. Il divertimento per loro dovrebbe essere bandito ed i videogiochi dovrebbero servire solo a stilare classifiche.

  1. I troll mancati
I dubbi amletici
I dubbi amletici

Le cose fatte bene meritano rispetto, persino quelle nocive. Per esempio nessuno dubita che Arsenio Lupin sia meritevole di rispetto nonostante sia un ladro. Anche i troll, come fenomeno puramente internettiano, meritano rispetto se sono in grado di fare bene il loro “lavoro”. Il problema è che ci sono i professionisti ed i principianti. E il vero problema è che trollare è così semplice (come attività pura e semplice), che chi è privo della necessaria conoscenza e/o sensibilità pensa di trollare efficacemente senza rendersi conto che lo fa in modo banale e addirittura inefficace. Ci si trova spesso perciò di fronte ad individui (spesso bambini) che , facendo del loro meglio, invece di far arrabbiare fanno ridere.

E voi , avete incontrato questi bei tipi sui servers del vostro videogioco preferito? Potreste rispondere di no, ma anche se non lo faceste, non vi crederei!

Foto: immagini Google

Joliet Jake

Nato in una assolata e ridente (?) valle ai confini con la Svizzera, Joliet Jake sfruttò, dalla nascita, questo profluvio di orologi e cioccolato per la sua crescita. Un’errata proporzione nel mix ottenne lo straordinario risultato di farlo arrivare sempre in ritardo e di dipendere dal cioccolato per la propria sopravvivenza. Informatico per passione, ha molti interessi e mirabilmente riesce a fallire in tutto in modo omogeneo. Autore di testi di vario genere per formazione e velleità, si prodiga nella redazione di castronerie astrali. Vi conviene leggere i suoi scritti prima che scompaia ed il suo genio venga riconosciuto postumamente da archeologi in cerca di reliquie letterarie(digitali) di alto lirismo. Che però saranno convinti che la lingua dei testi sia il turcomanno antico.
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