Si può guardare il presente con gli “occhi” del 1900 ?

Siamo ormai quasi nel 2018, a cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale, con la guerra fredda che è solo un brutto ricordo e con le “vecchie ideologie” morte e sepolte.

Siamo in una nuova epoca, con una “quarta” rivoluzione industriale in corso, delle nuove regole, dei nuovi canoni e delle nuove ideologie.

Eppure c’è che si ostina a leggere il mondo attuale con una “mente del ‘900“, gente che ancora vede un mondo basato sulle classiche strutture e che crede ancora in ideologie che ormai sono scomparse o profondamente cambiate.

Certo la paura di un ritorno di fiamma di alcune di queste ideologie è sempre presente.

L’esempio più recente è il Partito della Libertà Austriaca (partito di estrema destra basato sul nazionalismo e sul populismo), che è diventato il terzo partito in Austria nelle elezioni di quest’anno, facendo leva proprio sul populismo e l’ignoranza della massa portando temi e canoni direttamente dal ‘900.

Ma questa è un’altra storia.

Quello di cui voglio parlarvi oggi è dell’impossibilità di guardare al presente con gli “occhi” del 1900. Insomma, è impossibile guardare al mondo attuale con un pensiero e delle idee vecchie ormai da un secolo.

A darci una prova di questo è la filosofia stessa o meglio, la “storia” della filosofia.

Infatti possiamo notare che il pensiero di ogni epoca si evolve e rinnega le regole del precedente, tutto questo grazie ad una particolare figura le cui idee, quasi rivoluzionarie, vengono discusse e criticate creando altre linee di pensiero comunque collegate a quella principale.

Per fare un esempio possiamo prendere la figura di Kant, filosofo tedesco che si distaccò dalla “guerra” tra empiristi e razionalisti con delle nuove idee, che rivoluzioneranno il pensiero della sua epoca e che verranno discusse e criticate da altri filosofi (ad esempio Hegel).

Questo ci fa capire che un pensiero “eterno” non esiste, tutto prima o poi viene messo in discussione a volte con risultati eccezionali.

Ideologie come quelle del ‘900 quindi si rivelano completamente inefficaci e fuori contesto nella situazione attuale. Sarebbe come cercare di “riportare in vita” l’aristotelismo o la scolastica nella filosofia attuale.

Insomma le vecchie correnti di pensiero non sono “aggiornate”, ossia non sono in grado di seguire gli schemi della realtà attuale.

Pensiamo ad esempio al nazionalismo, ideologia/ideale molto seguito nell’ ‘800/’900, fondata sulla convinzione che la propria nazione sia la migliore di tutte.

Nell’epoca attuale non trova molte possibilità, contando che ormai il concetto di “Nazione” è quasi decaduto. Gli stati attuali infatti contengono al loro interno numerose minoranze che rendono difficile pensare a questo concetto, legato ad una comunità e con stessa etnia, lingua e costumi.

Eppure ancora oggi è sfruttato dai partiti di estrema destra, per far leva su quella parte di popolazione razzista e stanca delle continue immigrazioni.

Oppure pensiamo al concetto di “rivoluzione operaia“, tanto caro ai comunisti.

All’epoca era un qualcosa di temuto dai grandi industriali, gli scioperi erano dei veri e propri campanelli d’allarme che costringevano a volte i padroni a fare delle concessioni. In passato era quindi motivo di tensioni e di paura, pensiamo ad esempio alle industrie italiane che si dotarono di guardie ovunque dopo gli avvenimenti della rivoluzione russa.

Ad oggi, gli industriali non temono più certi avvenimenti e a dirci ciò è anche un evento di cronaca molto recente. Lo sciopero degli operai italiani di Amazon durante il Black Friday.

Quello che poteva un evento catastrofico, ovvero l’assenza degli operai in uno dei giorni più produttivi dell’anno è stato gestito benissimo dalla società americana che ha anche punito gli operai.

La manodopera ormai è facilmente rimpiazzabile e il sorgere dei “robot” (già sperimentati da Amazon), ovvero di una manodopera che non si lamenta, che lavora 24 ore su 24 e che non causa scioperi o problemi, spaventa gli operai. I discorsi sulla “potenza” degli operai e su una possibile rivoluzione operaia oggi sono completamente vani.

Ma ora passiamo alle ideologie “regine” del ‘900: Comunismo e Nazismo/Fascismo.

Cosa vuol dire essere Comunista/Fascista oggi ?

O meglio.

Esistono ancora Comunisti/Fascisti oggi ?

Ovviamente escludo eventuali minoranze che usano questi “nomi” senza conoscerne niente solo per creare rivolte o causare problemi.

Stando ai fatti, partiti Comunisti/Nazisti esistono ancora oggi, eppure sono completamente diversi.

Hanno degli ideali diversi, ovviamente modificati per adattarsi alla realtà attuale e sopratutto non hanno più l’enorme seguito che avevano nel ‘900 (salvo casi eccezionale).

Si tratta di correnti di pensiero/partiti che cercano di “emulare” quest’ultime, prendendone solo il nome.

Oppure si tratta di partiti che rimangono completamente fedeli ai vecchi ideali, rispettandoli in maniera fedele, rivelandosi quindi inefficaci e con poco seguito.

La “sinistra” e la “destra” non esistono più.

Il mondo, il pensiero, le leggi, la politica. Tutto è cambiato

E sono cambiati anche i modi per leggere e capire questa nuova realtà.

Fa tutto parte del progresso.

Se un ideologia fallisce, se stati basati interamente su queste ideologie sono crollati c’è ovviamente un motivo.

Quindi, perchè seguire delle ideologie che hanno “fallito” nella loro epoca, sperando in un evoluzione diversa ?

ll mondo è cambiato e obbedisce a nuove regole, cercare di seguirlo con ideali di un secolo fa è impossibile.

In questo discorso mancano però numerose ideologie che invece (purtroppo) sono sopravvissute, come il razzismo o il capitalismo.

Ma perchè alcune sono ormai scomparse mentre altre sopravvivono da secoli ormai ?

Forse tra qualche secolo si saprà la risposta.

Manu99

Cresciuto nell'epoca "d'oro" dei videogiochi. Tra i salti di Crash, le corse sui muri di Prince of Persia, la paura per Resident evil 1 e l'esplorazione di Tomb Raider. Appassionato da sempre di lettura e giornalismo, con l'abitudine di dire sempre come la pensa su qualsiasi cosa.
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