La voce del mare. La voce è più che un urlo gigantesco, e ti dice che la vita è una cosa immensa e solo quando gliel’hai sentito dire sai veramente cosa fare per continuare a vivere. – Novecento

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Era il 2015 quando i telegiornali ci raccontavano la storia di 12 vecchiette di Trento che non avevano mai visto il mare.
Dopo una vita passata dietro i fornelli, le arzille vecchiette hanno chiesto aiuto al web.
Hanno raccolto i soldi e se ne sono andate a fare un bel viaggetto su un’isola della Croazia.
Mica male!
Quanto le ho invidiate quelle signore! E non per i soldi, non per il viaggio donato dal web.
Ma vi immaginate che emozione vedere il mare per la prima volta dopo averlo desiderato per 50 anni?
Noi, che il mare lo abbiamo sempre visto, non lo possiamo immaginare.
Quello che però sappiamo per certo è che il mare ha il potere di calmare e rinvigorire un po’ tutti.
Ma come mai?

Il mare e la psicologia

Se ci pensiamo su, non abbiamo bisogno di Freud per dare una risposta. I motivi sono tanti, ma molto semplici.

Il colore

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Pensiamo al colore del mare: blu.
Il blu nella nostra mente è associato a qualcosa di celeste, e quindi di calmo.
Ha l’effetto opposto del rosso, che è il colore delle passioni forti, della rabbia ma anche dell’amore.
Il rosso ci accende, il blu ci spegne. Quindi, guardando il mare, ci calmiamo.

Il suono

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La cosa bella del farsi una dormita in spiaggia (dopo aver lottato contro la sabbia e i bambini che urlano), è proprio il suono del mare.
Le onde che si increspano, si alzano e si infrangono laggiù suonano una canzone bellissima.
Anche se non siamo amanti della spiaggia e preferiremmo andare agli Hunger Games piuttosto che in acqua, quella musica ha un effetto rilassante su di noi.
Le onde si impadroniscono della nostra mente ed ecco che, senza volerlo, abbiamo chiuso gli occhi.

Una distesa infinita

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Tutti viviamo circondati da tanta gente e tanta roba.
Persone, palazzi, case, troppe case. E troppe strade anche.
Questi, che lo vogliamo o no, sono i nostri confini.
Quando però osserviamo il mare, ci specchiamo in un mondo che è completamente diverso dal nostro, perché privo di confini.
Quindi è questo il principale motivo per cui il mare ci fa bene.
In un mondo così diverso dal nostro, i problemi della terra non esistono.
Non riusciamo a conciliare la visione di una così totale essenza libertà con i soliti guai.
È per questo che, anche se solo per un momento, spariscono.

Il mare e l’immaginazione

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È stato detto che il mare rilassa, ma questo non vale per tutti.
Per pochi eletti si scatena una incontrollata immaginazione.
Ed ecco che vengono fuori poesie, libri e film a vrangate.
Vogliamo nominare qualcuno? Abbiamo i classici Moby Dick, Ventimila leghe sotto i mari, il Corsaro Nero.
Abbiamo i Pirati dei Caraibi e tutti i pirati di ogni possibile storia.
E vai con le sirene, i kraken e le navi fantasma e gli Dei del mare.

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La leggenda del pianista sull’Oceano

Una delle storie scritte grazie al mare è la leggenda del pianista sull’Oceano.
Il Film risale ’98, di Giuseppe Tornatore e con un grandissimo Tim Roth.
È tratto dal monologo di Alessandro Baricco: Novecento.
Uno di quei film bellissimi ma che non si calcola mai nessuno.

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Il protagonista è un bambino che nasce su un piroscafo che viaggia verso l’America, all’inizio del ‘900.
Viene abbandonato sulla nave e adottato da un macchinista che gli dà un nome lunghissimo: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.
Il bambino cresce sulla nave, diventa uno straordinario pianista, ma non scende mai a terra.

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Un giorno, però, un contadino gli fa cambiare idea.
Novecento scenderà finalmente dal piroscafo? Riuscirà ad ascoltare “la voce del mare?”.
A voi la risposta. Non perdetevelo.
Chissà che un giorno, guardandolo, il mare non griderà anche a noi?
Magari come ha fatto con le vecchiette che, dopo tutta una vita, l’hanno visto per la prima volta.

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