Ritornano le interviste, ritorna il viaggio alla scoperta dei talenti nostrani.

Oggi, il Bosone, vi presenta con immenso piacere le due fatiche di Stefano Labbia, artista romano che tenta il salto dal trampolino con ben due fumetti di cui uno auto-prodotto.

Stiamo parlando di Killer’s Loop e Kremisi, opere che vedranno presto la luce e che hanno affrontato quel sentiero difficile che ogni disegnatore italiano deve percorrere per portare avanti il suo sogno.

stefano labbia kremisi killer's loop
Kremisi

Se siete degli aspiranti fumettisti, se volete approfondire l’argomento o se, più semplicemente, siete appassionati del genere, non indugiate e affrettatevi a leggere questa succulente intervista.

  • Chi è Stefano Labbia e come è approdato nel mondo del fumetto?

Nasco e cresco a Roma da padre Romano, mamma Romana, nonna made in Ascoli Piceno, nonno nato in Brasile. Un mix di terre, sapori e colori che riempiono l’anima e donano ritmo e creatività al sottoscritt che, sin dai primi anni di vita, sfocia in creazioni artistiche di vario genere – si va dalla scrittura, al disegno passando per il canto e l’abilità al pianoforte. Approdo al fumetto nel lontano 1991 anno in cui nelle edicole italiane esce L’Uomo Ragno Classic 51. Da lì, la strada tra lettura di comics e disegno – scrittura degli stessi, converge ben presto…

  • Supereroistico o manga? A quale scuola appartieni e quanta di questa influenza le tue opere?

Come detto sono cresciuto a pane e Spiderman senza però disdegnare il surreale di Dottor Slump & Arale o dei primi volumi di Dragon Ball, ad esempio. Ultimamente seguo Detective Conan, una serie famosa in tutto il globo. Eccetto che da noi… ma, come dico sempre, “De Gustibus…”. Direi, in conclusione che sono molto affezionato ai disegni di Gil Kane e John Romita Sr. Così come a quelle atmosfere anni ’60 – ’70 scanzonate ma al tempo stesso così profonde e pesanti, talvolta. A livello di disegni e narrazione, ovviamente…

  • Dicono che c’è un po’ di ognuno di noi in qualsiasi cosa si faccia. Killer’s Loop parla di vendetta… Dobbiamo preoccuparci?

stefano labbia kremisi killer's loopEhehehe… no… così come non mi trasformo in Kremisi! Seriamente, credo che ognuno di noi si ritrovi, presto o tardi ad odiare, così come ama. La vendetta è un desiderio infelice, criminale nella maggior parte dei casi… ma è pur sempre un desiderio umano. Ci aspettiamo, da un fumetto, che sia solamente un mezzo di intrattenimento e non di pensiero. Io sono convinto invece dell’esatto contrario… così come la maggior parte dei miei “colleghi” autori e disegnatori. C’è pensiero e riflessione se sappiamo vederle, in ogni opera grafica. In ogni volume, storia, narrazione. Kimberly avrà vendetta… ma a quale prezzo? Ne vale davvero la pena?

  • Noir e irriverente, Killer’s Loop mi ricorda lo stile e gli intermezzi di Max Payne. Mi sto sbagliando? Se si, qual è la stata la tua fonte di ispirazione maggiore?

Ni. Nel senso che in Kimberly ho mixato pezzi di The Mask, Lupin III, il Joker ed anche qualche tratto di Cowboy BeBop. Non esiste un fumetto del genere, con queste caratteristiche (un misto di pulp, noir, gangster). Né in Italia né all’estero. Sono però pronto ad essere smentito…

  • Ogni storia con alla base dei super-eroi nasconde un messaggio morale. Cosa ci puoi dire, a tal proposito, di Kremisi?

La storia di Kremisi è controversa… è a tappe: desidera vendetta ma una volta ottenuta non avrà pace. Poi la storia prende un’altra piega dove il bene personale (la vendetta) viene superato a livello prioritario, alla salvaguardia del mondo. Infine, si ritorna al problema tra “loser” con i poteri ed umanità senza che pretende un altro genocidio. L’ennesimo. Abbracciamo varie tematiche con Kremisi… Varie “idiosincrasie”. E questo è solamente l’inizio…

  • Come descriveresti Kremisi con 3 parole? Argomenta la tua scelta.

Vero. Fantastico. Feroce. Vero perché, ad esempio, ho scelto una linea dura di narrazione: chi muore, nell’universo di Kremisi (e anche quello di Super Santa, di cui il primo è uno “spin-off”) non torna. Non “resuscita”. Fantastico perché è pur sempre un’opera fantastica – tizi con superpoteri spesso e volentieri in calzamaglia – e feroce perché… tratta alcune problematiche sociali senza mezzi termini. Senza buonismi o peli sulla lingua.

  • Killer’s Loop verrà stampato in tricromia. Qual è il motivo di questa scelta?

Il rosso – aggiunto al bianco e nero – l’ho sentito come un’esigenza. Probabilmente alla fine opteremo per una stampa tradizionale salvo che per le cover interne e la copertina dove rosso, scala di grigi, bianco e nero avranno il dominio assoluto. L’esigenza era nata proprio dalla natura del prodotto (pulp, gangster, noir) per donare un impatto sulle scene più… decise. Credo che l’ultimo, in Italia, ad usare la tricromia sia stato Leo Ortolani…

  • Da quello che sappiamo, Kremisi avrà un editore e sarà distribuito nel circuito delle librerie specializzate. A parte i dovuti complimenti per il traguardo raggiunto, ti chiedo: quanto è stato difficile raggiungere l’accordo con un editore per un autore emergente come te e cosa ti ha insegnato questa esperienza?

Per Kremisi stiamo dialogando con due – tre Editori italiani. Non nascondo che la crisi editoriale (che per altro grazie ad ebook e a Fiere sembra sia rientrata…) il discorso di molti (della maggior parte) è stato un “ci piace la storia, ci piacciono le sceneggiature, ci piacciono i disegni. Però non vogliamo rischiare”. Detto senza mezzi termini… Sta a Voi adesso tirare le somme di questo atteggiamento… Per Killer Loop’S (che inizialmente avrebbe dovuto uscire con un mini albo – Killer Loop’S: Kaos, per le matite di Francesco Grieco) ho / abbiamo firmato un contratto con LFA Publisher. Hanno creduto sin da subito nel progetto che prevede non una sola uscita ma una vera e propria serialità (4 volumi più vari spin off!). Questo perché sono giovani e caparbi come noi… A buon intenditor…

  • Qual è secondo te il futuro dell’editoria e più in particolare quella inerente al fumetto?
stefano labbia kremisi killer's loop
Killer’s Loop

Credo che oramai il “fumetto” sia stato sdoganato in Italia, anche grazie alle Fiere (e non mi riferisco solamente a quelle di settore) e alla distribuzione che ora non è più legata a doppio filo alle librerie specializzate. Gli Editori credo debbano prendersi più rischi… ma capisco che, crisi o non crisi, non è facile. Io cerco sempre di mettermi nei panni di tutti… Come autore – scrittore – sceneggiatore. Certo… spero che anche gli altri, poi facciano lo stesso.

  • Digitale o cartaceo? Possono internet e i mezzi di comunicazione moderni essere un vantaggio per far conoscere i fumetti e alimentarne il suo mercato?

I webcomics stanno spopolando, almeno all’estero. Adesso anche nel Belpaese la loro diffusione è esponenzialmente aumentata. Spesso e volentieri sono un mezzo per arrivare alla pubblicazione in cartaceo per gli esordienti siano essi autori che disegnatori. Deve essere un mezzo… non il fine. Ma io, in questo, forse sono un po’ integralista… A me piace la carta: sono nato con un comics in mano. Aspirando l’odore tipico del prodotto cartaceo. Adesso girare una pagina sfiorando la superficie di un tablet mi dà i brividi.

  • Come fumettista, lavori meglio da solo o in team? E nel secondo caso, da chi è composta la tua squadra?

I miei progetti sono tutti in solitaria. Collaboro con disegnatori validi che scelgo personalmente: il prodotto finito deve essere qualcosa che io leggerei. Lo devo ai lettori. Lo devo a me stesso. È molto faticoso per me, il processo di creazione, della struttura che poi andrà a formare la storia conclusa. Spesso si evolve da sola… io decido la rotta ma sembra abbia una vita propria e spesso schiaccia l’acceleratore o sterza bruscamente. Subplot a parte, la linea principale di Kremisi avrebbe dovuto concludersi con la “saga della vendetta”, come la chiamo io. Poi Moore si ritrova in qualcosa più grande di lui che, nonostante i suoi poteri non può debellare. Non può sconfiggere. Stiamo parlando di una nazione intera, dell’umanità intera, compatta, unita contro questi eroi dipinti come macellai, come animali. Ed ecco che da vendicatore, da carnefice quasi, diviene vittima. Nonostante sia l'(anti)eroe più potente sulla terra. Nonostante sia stato chiamato a combattere il “male” e a salvare il mondo. Kremisi non ha più un posto dove andare, amici da cui tornare… Perché anche i suoi stessi “simili” tentano di catturarlo, di abbatterlo. Lo vedono come un potenziale pericolo per loro stessi e per la popolazione umana. Cosa farà Jackson? Quale sarà la sua scelta?

Se volete saperne di più, non vi rimane che visitare le pagine Facebook dei fumetti che trovate qui:


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Difficile definire la sua personalità. Appassionato di comunicazione e digitale, l’uomo senza nome di Cosenza, o meglio, “Cos Angeles”, come la chiama lui.
L’adorata città è il luogo dove si prodiga in letterarie produzioni quali il servizio di corrispondenza presso alcune testate giornalistiche. Scrive di tutto facendo finta di combattere il crimine come una sorta di Clark Kent ma senza navicella spaziale. Il problema sono i poteri in dote alquanto alternativi: ogni ufficio per cui ha lavorato, chiude per liquidazione qualche anno dopo la sua assunzione.
Come i raggi solari per il super-eroe Dc, si ritiene che la linfa vitale che permette la sopravvivenza di quest’uomo siano le frequenti visite in determinati luoghi di implorazione sacra, più comunemente conosciuti come Cinema; passione viscerale che si trascina da quando è un pargoletto desideroso di diventare regista, periodo in cui produce piccoli corti in stop-motion con i modellini dei Power Rangers.
Ma non finisce qui; trova anche il tempo di essere un accanito seguace del fitness e della palestra. Infatti, alcuni sostengono che la sua quotidianità sia perennemente condizionata da frequenti pasti proteici, rituali a cui deve sottoporsi ogni 2 ore dal momento in cui è sveglio altrimenti potrebbe trasformarsi in un mandarino vagante.
Gioca a D&D, Saga Edition e qualsivoglia gdr cartaceo. Si cimenta nella scrittura di romanzi e testi di vario genere, opere sempre in fase di sviluppo e mai completate. Sarà perchè, nel selvaggio west, va di moda l’hobby del sombrero e lui ne è un grande esper… zZz