Facciamo chiarezza su quello che sta succedendo nelle ultime ora a causa della “bravata” di un dirigente di un partito di estrema destra romano presso il Romics. Qualora non aveste capito di cosa stiamo parlando, date un’occhiata al comunicato stampa ufficiale della casa editrice Shockdom.

Mi perdonerete se non utilizzerò dei riferimenti specifici verso la persona o l’associazione di cui è membro per il semplice motivo che non ho alcuna intenzione di contribuire alla sua scalata verso la popolarità virtuale.

Proprio qualche tempo fa, appunto, parlavamo di un certo Umberto E. e della sua alquanto vera affermazione, ovvero: con i social diritto di parola a legioni di imbecilli.

Era necessario, dunque, proprio per questo motivo, analizzare gli episodi della vicenda per comprendere al meglio l’accaduto.
In base ai dati certi in nostro possesso, infatti, possiamo dire che:

  • il tizio di estrema destra ha aggredito lo stand della Shockdom dove veniva esposto il fumetto “Quando c’era Lvi” (un fumetto satirico su Mussolini)
  • all’arrivo del vandalo, le copie dell’opera risultavano terminate già da diversi minuti
  • l’aggressione è dunque avvenuta su materiale diverso da quello obiettivo
  • l’aggressione è stata filmata e pubblicata presso la pagina fan dell’individuo che possiede incredibilmente circa 5000 “Mi piace”
  • l’atto si è manifestato rovesciando della Coca-cola sui contenuti cartacei esposti mentre alcuni venivano gettati a terra o contro gli espositori
  • il video dura veramente poco: le vittime sostengono che l’aggressione sia continuata anche oltre, gli aggressori affermano l’esatto opposto
  • il protagonista della vicenda si sta rendendo tale facendosi passare per una vittima del presunto eccessivo clamore della notizia data in pasto ai media per screditarlo
  • il tizio sostiene che si sia trattato di una semplice burla anche se nel video utilizza un linguaggio vistosamente denigratorio nei confronti del fumetto satirico

Non ci sarebbe nient’altro da aggiungere se non che il mattacchione abbia accusato i detentori del fumetto di sensazionalismo e che i termini usati nei comunicati stampa e nei vari articoli siano stati esagerati oltre misura, con l’obiettivo di martirizzarsi agli occhi dei lettori.

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La dichiarazione del tizio

Ecco, non è esattamente così.

Forse è esattamente quello che sta succedendo dall’altro lato. Il tizio in questione, infatti, ha promosso egregiamente il suo video che ha raggiunto in meno di 24 ore più di 130 mila visualizzazioni su Facebook. Un numero da capogiro se consideriamo che la sua pagina ha un seguito di 1/23 della cifra totale e che come non bastasse, continua ad aumentare minuto dopo minuto.

Bene, la citazione di Eco giunge a farci capire con estrema puntualità che internet è uno strumento pericoloso se usato in maniera negativa.
Se pensiamo in base alle statistiche, quindi, dobbiamo fare estremamente attenzione. Su 130 mila persone, infatti, pur essendo (fortunatamente) una minoranza, l’imbecille di turno rischia di raggiungere la visibilità di altri imbecilli. E’ qui che avviene il fattaccio.

Volendo o nolendo ci stiamo rendendo complici di una campagna pubblicitaria.

Ho finito i sinonimi di “tizio” quindi da ora in poi lo chiamerò Pinco Pallino.
Dovete sapere alcune cose su Pinco Pallino che vi faranno riflettere molto sulla sua strategia di “promoting”:

  • Pinco Pallino è il dirigente di un partito di estrema destra (di vui non vi dirò il nome per ovvi motivi)
  • Il fratello di Pinco Pallino è candidato alle prossime elezioni come sindaco di Roma
  • Pinco Pallino collabora con un giornale online (regolarmente registrato al tribunale come testata giornalistica) che condivide idee politiche di destra e che utilizza spesso per promuovere notizie sulla propria pagina pubblica
  • Questo giornale, poche ore fa, ha pubblicato un articolo in sua difesa spiegando che l’accaduto altro non era che un semplice scherzo
  • Le testate giornalistiche possono richiedere fondi pubblici quando raggiungono una sufficiente quantità di seguito

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    Benvenuti a una nuova puntata di Masterchef: ecco come rigirare una frittata

Ma soprattutto…

  • Pinco Pallino è un bullo perché ha denigrato pubblicamente degli artisti professionisti
  • Pinco Pallino è un bullo perché ha usato il termine nerd in modo dispregiativo e per difendersi dalle varie accuse
  • Pinco Pallino è un bullo come coloro che hanno istituito, in passato, le sue ideologie
  • Pinco Pallino è un bullo perché, pur nel suo piccolo, sta alterando l’informazione e manipolando l’opinione pubblica
  • Pinco Pallino è un bullo perché crede di essere più intelligente degli altri

Pinco Pallino forse ha dimenticato che a noi nerd di vecchia data, i bulli non piacciono.

Le storie si ripetono sempre, anche se non in maniera macroscopica. Bisogna solo saperle riconoscere. Aggressione o no, esagerazione o no, quello che è successo è grave ed è una manifestazione di bullismo vero e proprio.
Non mi rimane altro che esortarvi a interrompere immediatamente la condivisione, la pubblicazione di commenti e l’interazione presso i suoi mezzi di diffusione sui social network.

Grazie


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Difficile definire la sua personalità. Appassionato di comunicazione e digitale, l’uomo senza nome di Cosenza, o meglio, “Cos Angeles”, come la chiama lui.
L’adorata città è il luogo dove si prodiga in letterarie produzioni quali il servizio di corrispondenza presso alcune testate giornalistiche. Scrive di tutto facendo finta di combattere il crimine come una sorta di Clark Kent ma senza navicella spaziale. Il problema sono i poteri in dote alquanto alternativi: ogni ufficio per cui ha lavorato, chiude per liquidazione qualche anno dopo la sua assunzione.
Come i raggi solari per il super-eroe Dc, si ritiene che la linfa vitale che permette la sopravvivenza di quest’uomo siano le frequenti visite in determinati luoghi di implorazione sacra, più comunemente conosciuti come Cinema; passione viscerale che si trascina da quando è un pargoletto desideroso di diventare regista, periodo in cui produce piccoli corti in stop-motion con i modellini dei Power Rangers.
Ma non finisce qui; trova anche il tempo di essere un accanito seguace del fitness e della palestra. Infatti, alcuni sostengono che la sua quotidianità sia perennemente condizionata da frequenti pasti proteici, rituali a cui deve sottoporsi ogni 2 ore dal momento in cui è sveglio altrimenti potrebbe trasformarsi in un mandarino vagante.
Gioca a D&D, Saga Edition e qualsivoglia gdr cartaceo. Si cimenta nella scrittura di romanzi e testi di vario genere, opere sempre in fase di sviluppo e mai completate. Sarà perchè, nel selvaggio west, va di moda l’hobby del sombrero e lui ne è un grande esper… zZz

  • Nex

    Del resto, che ci aspettiamo da individui simili? Tanto gagliardo nel fare i bulletti del quartiere, quanto rapidi nel rintanarsi a piagnucolare… Ipocriti e corrotti, alla facciazza dei presunti valori cui si ergono a difesa

  • luke

    Nun ce stanno più i fascisti de na vorta

  • Il Perculatore

    Mah io vedo degli ignoranti di sinistra che poco hanno gradito lo scherzo (ed a ragione perché è tristissimo) ed hanno cercato di fare lo specchio riflesso facendoci la solita figura di sinistroidi imbecilli … tutto li.

  • La cosa fra il ridicolo e il tragico è che non c’è obiettività. A causa di questo evento ormai il fumetto sarà o bellissimo o bruttissimo perchè è diventato un simbolo per polemiche politiche. Esattamente come l evento in sè è spiacevole ma non è nè una goliardata da passare sotto silenzio, nè un aggressione fascista che rimarrà negli annali della storia. L’unica cosa evdente in tutto questo è il tentativo spasmodico da parte di tutti di esagerare per guadagnarci in visibilità. Il che è abbastanza disgustoso.

  • Devo spezzare una lancia a favore dei ragazzi allo stand Shockdom.
    Qua non si sta parlando di un attacco fascista o di un gruppo di ignoranti di sinistra che hanno cercato di sfruttare un evento per farsi pubblicità.
    Parliamo di un bullo che ha aggredito dei professionisti, un mitomane che si è filmato mentre lo faceva per mettere in atto, a modo suo, una campagna pubblicitaria.
    Vi voglio semplicemente far notare che nell’articolo non è mai stata usata la parola Fascismo e non a caso…
    Per ultima cosa ci tengo a sottolineare che, nell’ambito dell’editoria, bisogna comprendere che ci sono costi di produzione abominevoli. E per quanto una presunta “burla” come quella di Pinco Pallino sembri una cosa da poco, beh, sappiate che un prodotto cartaceo anche se in minima parte macchiato da una goccia di coca-cola, non può essere venduto. Quindi, 500 o 1000 euro di danni dichiarati, a mio modesto parere, non sono affatto irreali.
    Burla o meno, bisogna sempre informarsi e capire dove entra in gioco la vera “disinformazione”.
    Ci tengo a sottolineare che le parole “squadrone fascista”, “assaltatori” e “intimidazione” sono state utilizzate ESCLUSIVAMENTE da colui che ha girato il famoso video e MAI, ripeto, MAI UTILIZZATE nei comunicati stampa della Shockdom.
    Riflettiamo

  • Infatti sono d’accordo, ma la realtà dei fatti non è chiaramente la realtà, bensì la versione comunemente accettata. Se cerchi titoli di notizie a riguardo e commenti a riguardo, ormai è una questione di destra e sinistra. La parte umiliante è questa, appunto. Che siamo in un paese di squadre di calcio dove il ragionamento sta a zero e le etichette stanno a mille. Che depressione.

  • Bello. Ma son abituato a vedere il male ovunque. Quale migliore pubblicità per un giovane autore di fumetti che organizzare una cosuccia ridicola che non crea danni ma che fa molto scalpore? Ora tutta italia sa dell’esistenza di quel fumetto…e dio solo sa quante copie verranno stampate per quelle persone che lette sta cosa si fiondano a cercarlo al grido “Resistenza!”

  • stefano antonucci

    Ciao a tutti, sono uno dei due “giovani autori di fumetti”
    Daniele (l’altro autore) ha ricevuto su twitter minacce di querele dal fratello candidato, il giorno precendente (sabato sera) che sono poi continuate domenica (tweet in cui si diceva che sarebbe passato a romics, post che sono visibili)
    il giorno dopo il fratello si presenta e mette in scena quella cosa abbastanza ridicola.

    “Quale migliore pubblicità per un giovane autore di fumetti che organizzare una cosuccia ridicola”
    la frase mi offende come persona, non vado oltre, e visti gli eventi i video e tutta la situazione non credo debba nemmeno essere commentata.

    Non tutti sono in cerca di visibilità a tutti i costi, avevamo lettori e facevamo fumetti anche prima di questo atto con ottimi risultati, e di sicuro stare in mezzo a questo tam tam mediatico che distorce, per forza di cose i fatti. (cambiando dettagli o esagerandoli da ogni parte) non ci fa piacere. Ma ci siamo trovati in mezzo è tant’è.

    Noi abbiamo fatto un fumetto satirico, piaccia o no. Sticazzi.
    Loro hanno reagito come hanno reagito.
    Fine della vicenda.

  • Anonimo

    Il giornale si chiama Il Primato Nazionale, ottima testata.

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